La Triennale di Milano presenta il suo 2018: immaginare il futuro significa...

La Triennale di Milano presenta il suo 2018: immaginare il futuro significa spesso ricominciare.

img_2248-324x210 La Triennale di Milano presenta il suo 2018: immaginare il futuro significa spesso ricominciare. Cronaca Milano Cultura   Milano -“Immaginare il futuro significa spesso ricominciare“. Così Eleonora Fiorani curatrice del settore Moda alla Triennale di Milano, ha definito il 2018 della Fondazione culturale Milanese. Oggi,  nella sala Lab del Palazzo dell’Arte in Viale Alemagna 6 a Milano, l’istituzione culturale con poli sparsi in tutto il mondo, ha presentato il programma per i prossimi mesi.

L’Assessore Del Corno e la Triennale

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Presente alla conferenza stampa di questa mattina, l’Assessore alla cultura Filippo del Corno ha aperto parlando del 2018 come di una preziosa opportunità per la valorizzazione delle linee guida della Triennale:
Siamo davanti ad una preziosa opportunità, la vocazione multidisciplinare della Triennale è da sempre un vanto nel panorama internazionale e in questo 2018 verrà recuperata in forma organica. Il programma, che qui possiamo visionare in anteprima, rende evidenti i rapporti tra i vari settori esistenti all’interno dell’istituzione e rinsalda il legame con Milano. La città storicamente ha avuto una visione meticcia delle discipline, strimgendo profondi legami con il mondo:  ripensiamo a Leonardo Da Vinci e al suo lavoro. ”
Il riferimento è alle molteplici installazioni e collaborazioni che la Triennale ha intorno al mondo: da una collaborazione teatrale a New York fino alle nuove installazioni in Cina e a Tianjin.

I settori della Triennale e i curatori

Alla conferenza stampa erano presenti tutti i curatori dei vari settori della Triennale a partire dalla Vicepresidente Clarice Pecori Giraldi, la quale ha esposto il progetto relativo alle Arti Visive, in mancanza del curatore Edoardo Bonaspetti.
Si sono susseguite le presentazioni del settore moda curato da Eleonora Fiorani, il programma del Triennale Design Museum nelle parole di Silvana Annichiarico mentre Umberto Angelini ha presentato le novità che il Teatro dell’Arte porterà in scena nel 2018.  Multidisciplinarietà che si riflette nelle nella volontà di riproporre monografie di artisiti italiani più o meno famosi, e nell’ambizione di dare una possibile chiave di lettura a temi di attualità come l’impiego dello spazio e il Mar Mediterraneo.

Architettura : Il Premio Medaglia d’oro e una novità

Fra i tanti progetti con cui la Triennale si metterà in gioco nel 2018, uno è particolarmente prestigioso: dopo tre anni dall’ultima edizione, torna alla Triennale il premio “Medaglia d’oro all’Architettura Italiana”. Un premio che, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, è giunto alla sesta edizione ed intende promuovere le nuove e più interessanti opere in ambito architettonico.
Si può considerare uno spaccato esauriente sull’architettura più giovane del nostro paese che dopo molti anni in sordina, sta nuovamente assurgendo ai livelli che le competono.” Così il curatore del settore Architettura e Territorio Alberto Ferlenga definisce il premio in questione. Premio che in questa edizione si arricchirà di un’ulteriore sezione: grazie alla volontà della famiglia De Albertis (presente la Sig.ra Carla De Albertis) nasce quest’anno il Premio T Young Claudio De Albertis, un’iniziativa promossa dal Comitato Premio Claudio De Albertis che arricchisce la Triennale con una sezione dedicata alle giovani promesse dell’architettura e dell’ingegneria.
Al vincitore, scelto tra i candidati selezionati dalla giuria della Triennale fra volti noti e auto candidature, saranno corrisposti trentamila euro da utilizzare per progetti futuri e per la propria formazione. Le candidature saranno aperte dall’1 febbraio al 31 marzo 2018, mentre la premiazione con la mostra dedicata ai progetti dei finalisti si terrà nell’ottobre di quest’anno.

Fotografia: tra Milano e Cinisello

Matteo Balduzzi, curatore del Settore Fotografia della Triennale nonché del Mufoco a Villa Ghirlanda, parla brevemente di quelle che saranno le mostre e i progetti fotografici che si terranno in Triennale per il grande pubblico, citando il progetto “Un mondo parallelo. Immagini da Google Street View” a cura di Joan Fontcuberta, artista catalano.
L’attenzione è però tutta riposta sul Museo di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo. Una sede storica che riprende la sua attività espositiva e progettuale con un focus particolarmente incentrato sui giovani, i cittadini e le collezioni. Il Photo-Jouer ad esempio, un gioco-spettacolo che si terrà nella piazza centrale del comune milanese, nel quale si sfideranno quattro circoli amatoriali di fotografia appartenenti a quattro città del Nord Milano: Bresso, Cinisello Balsamo, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni. La serata sarà presentata in occasione della Milano PhotoWeek e costituirà il momento conclusivo di un percorso condiviso con il Museo, in un’ottica di riavvicinamento del pubblico alla fotografia.

Presentazioni in Giardino

Ogni progetto avrà infine una conferenza stampa di presentazione quando si avvicinerà la data di inaugurazione:  l’intenzione è far si che tutti i dettagli e gli obbiettivi siano chiari in modo da rendere ogni progetto fruibile al suo massimo potenziale.
Il saluto da parte della direzione della Triennale si accompagna all’esposizione di un ultimo progetto, a cui la vicepresidentessa Clarice Pecori Giraldi tiene molto: il Giardino della Triennale verrà sottoposto ad un progetto di valorizzazione in considerazione del suo ruolo all’interno del Palazzo dell’Arte.
L’idea di affidarsi ad Orticola di Lombardia proviene dalla volontà di rendere il Giardino parte integrante dell’esposizione in Triennale, tramite l’installazione di piante che costituiscano una quinta scenica che sottolinei il valore delle opere presenti.
Non resta dunque che visitare il sito della Fondazione per reperire il programma appena presentato e immergersi nel mondo che i curatori allestiranno con professionalità e competenza, qualità fondamentali della Triennale di Milano.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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