Plitiche sociali: approvato il nuovo piano di sviluppo del Welfare

Plitiche sociali: approvato il nuovo piano di sviluppo del Welfare

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Tra gli obiettivi futuri la realizzazione del centro unico di orientamento per le persone con disabilità e di una rete di 10 social market per le persone in difficoltà economica.

Un documento che descrive le trasformazioni demografiche e sociali degli ultimi anni, racconta il lavoro che è stato svolto e gli obiettivi su cui l’Amministrazione intende impegnarsi per il futuro. Si tratta del nuovo piano di sviluppo del Welfare che è stato adottato dalla Giunta e che andrà a sostituire quello del 2012. Il documento passerà ora all’esame dei Municipi che avranno 30 giorni per fare eventuali osservazioni. Infine la discussione approderà in Consiglio Comunale per l’approvazione finale.

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Il documento evidenzia come si sono evoluti i bisogni dei cittadini in seguito alla crisi e alle grandi trasformazioni dell’ultimo periodo, con l’aumento delle famiglie – non solo quelle numerose, ma anche quelle monogenitoriali e monounità che sono quasi la metà del totale a Milano – in stato di povertà. La soluzione identificata per rispondere a queste nuove esigenze è il cosiddetto “welfare di tutti” che tende a superare la frammentazione, abbattere le barriere create tra i cittadini e facilitare l’accesso ai servizi sociali. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla scelta dell’Amministrazione di non arretrare sul piano delle risorse messe a disposizione per il sostegno al reddito e il contrasto alla povertà: sono 52 milioni di euro i fondi che il Comune investirà e gestirà nel 2019 su questo terreno. Grazie anche a queste risorse proseguirà e si intensificherà l’azione di servizi innovativi messi in campo negli ultimi anni: WeMi, il portale dei servizi domiciliari di Milano, e gli 11 sportelli fisici ad esso collegati potenzieranno il loro impegno e potranno essere utilizzati dai beneficiari della nuova Bebè card – che partirà dopo l’estate – per l’acquisto di servizi per la famiglia (baby sitter e colf, ad esempio).

Un intenso lavoro è stato fatto sulle residenze sociali temporanee, una sperimentazione avviata dal Comune che diventa strutturale raddoppiando (da 500 a 1.050) i posti a disposizione per le persone che si trovano in una situazione di emergenza abitativa.
Per far fronte all’aumento di famiglie in condizioni di povertà, uno degli obiettivi è ampliare – fino ad arrivare a 10 punti fisici in città nei prossimi anni rispetto ai due attuali – la rete dei social market, i supermercati solidali specializzati nella distribuzione di prodotti alimentari a lunga conservazione e di frutta e verdura a cui accedono le persone bisognose segnalate dagli enti accreditati. L’obiettivo è appunto creare un network che li colleghi tutti attraverso l’utilizzo di una card specifica per l’accesso.

Tra le tendenze evidenziate nel documento, particolare rilevanza assume poi quella relativa all’invecchiamento della popolazione: i dati del Sistema Informativo del Comune di Milano relativi alle proiezioni della popolazione per il 2030 permettono di visualizzare chiaramente come la città esperirà un aumento della popolazione adulta (+55.302 pari al 2,1%) e dei giovani anziani (+22.813 pari al 1,3%). Inoltre, entro il 2035 gli over 70 passeranno da 243mila a 263mila, pari al 18% dell’intera popolazione. La solitudine è strettamente collegata al tema dell’invecchiamento della popolazione e della diversificazione delle strutture familiari. Milano si caratterizza per una presenza significativa di persone sole, quantificabili in 302.947 cittadini (il 45% sul totale delle famiglie), un dato decisamente superiore alla media italiana (32%). A questo si aggiunge l’11% (76.036 milanesi) di famiglie mono-genitoriali, che porta la percentuale di persone o genitori “soli” a rappresentare oltre il 50% della popolazione. Questi valori offrono una prima rappresentazione delle possibili traiettorie evolutive della struttura demografica della città.  Per affrontare la tematica dell’invecchiamento attivo, l’obiettivo è quello di guardare alla persona anziana come risorsa per la società, allontanando così il momento della perdita dell’autosufficienza. Per farlo è necessario incrementare l’animazione territoriale, per esempio aprendo verso l’esterno le attività dei 29 Centro socio-ricreativi culturali che si impegneranno ad aumentare il numero degli iscritti, coinvolgendo nuove persone in attività sociali.

Per dare risposta ai problemi delle sempre più numerose famiglie monogenitoriali, frutto di divorzi e separazioni, il Comune propone la consulenza del centro Gea “Irene Bernardini” che si occupa di sostenere i genitori e gli adulti che hanno responsabilità affettive ed educative verso i bambini e i ragazzi protagonisti di conflitti e grandi cambiamenti familiari, tra i quali la separazione, nella ricerca di intese e accordi soddisfacenti e sostenibili per grandi e piccoli. Dai 2015 al 2018 il centro ha portato a termine oltre 2.200 colloqui di coppia o individuali per supportare i genitori e aiutarli a gestire al meglio un periodo difficile della loro vita.

Tra le linee di azione che l’Amministrazione considera prioritarie, quelle relative alla disabilità. In questo quadro va inserita la volontà di realizzare un grande centro per l’orientamento delle persone con disabilità e delle loro famiglie, per facilitarli nell’accesso ai servizi, alle opportunità (ad esempio a quelle legate al Durante e Dopo di noi), a quanto offerto dalla città nel suo complesso, anche grazie alla realizzazione di una card per rendere maggiormente fruibile l’offerta di servizi in campo formativo, culturale, sportivo, sociale.

Infine, tra le attività che il Comune punta a potenziare ci sono le squadre di Bella Milano, team formati da disoccupati in borsa lavoro e migranti volontari che si occupano della cura della città. L’obiettivo definito è quello di coinvolgere in modo permanente 200 persone.

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