Il Chocolate Show a Sesto San Giovanni tra gelato di cioccolato al...

Il Chocolate Show a Sesto San Giovanni tra gelato di cioccolato al barolo, quello con la guiness e il bianco alle rose

Andrea-e-Marco-Riva-GELART-472-PC8-alta-324x338 Il Chocolate Show a Sesto San Giovanni tra gelato di cioccolato al barolo, quello con la guiness e il bianco alle rose Botteghe e ristoranti Costume e Società   Una gelateria, la Gelart, che esiste da due anni e una manifestazione dedicata al cioccolato, alla fine della stagione sono i protagonisti del week end al Rondò di Sesto San Giovanni, in via Marconi. Fino a domenica 30 settembre si potranno gustare fino a 24 tipi diversi di gelato al cioccolato. I prezzi sono popolari, quelli soliti delle gelaterie, ma la qualità del gelato artigianale è curata al massimo. I percorsi della degustazione sono 4, ognuno dei quali composto da 5 gusti di gelato servito in coppette accompagnate da una coppetta di panna e da una torta artigianale allo yougurt.  Cioccolati puri, cioccolati aromatizzati, cioccolati alcolici e colori del cioccolato.
Se assaggiare i gelati di cioccolato puri, dal bianco al fondente più nero, soddisfa completamente i tradizionalisti, quelli che destano maggiore curiosità sono i gelati aromatizzati che, pur non uscendo dal solco della tradizione, propongono dei gusti che sarà difficile trovare altre volte, come Il gelato di cioccolato bianco alla rosa o il gelato di cioccolato al lime e zenzero.

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Più estroso il percorso del gelato al cioccolato alcolico che comprende un introvabile gelato di cioccolato alla Guiness. “Per un vero artigiano fare un gelato con i gusti dell’alcool è una sfida. E’ il migliore anticongelante. Bisogna dosarlo con attenzione” ha spiegato Andrea Riva, che con il fratello più giovane, Marco, è il signore della Gelart.  Nelle sue parole si nota la grande passione che lo anima. “Il lavoro che preferisco è la ricettazione. E’ il lavoro che si fa quando si inventa un nuovo accostamento di gusti”. In pratica, una progettazione a tavolino delle delizie. “Io sono per la tradizione” aggiunge poi, “tanta tradizione, qualche sperimentazione e ogni tanto qualche provocazione”.  Il gelato alla Guiness è sicuramente la provocazione di questi due giorni del Chocolate show. “Con la pastorizzazione l’acool se ne va. Ed è un vantaggio perchè altrimenti non si potrebbe fare un gelato che contiene così tanto alcool. Rimane il gusto della birra, che arriva al palato un attimo dopo quello del cioccolato”, spiega ancora Andrea. Posso assicurare che il gusto della birra arriva esattamente dopo quello del cioccolato e riesce a sorprendere.

Quale cioccolato scegliere?

Se dovessi darvi un consiglio basato sui miei gusti personali in fatto di gelato, vi direi che, andando al Chocolate Show, non dovete assolutamente perdervi due gelati: quello al cioccolato con lime e zenzero e il gelato di cioccolato fondente al barolo chinato. Mi sono sembrati l’esaltazione e il perfezionamento dei sapori del gelato che ho sempre amato. Li soddisfo generalmente con due abitudini che spesso mi criticano: il cono di gelato al cioccolato e limone, e l’abitudine di mangiare il gelato al cioccolato fondente accompagnandolo con un bicchiere di vino rosso.  Oggi invece assaggiando il cioccolato fondente al barolo chinato e il gelato di cioccolato al lime e zenzero ho trovato esattamente quello che volevo assaggiare. Sarà difficile tornare alle vecchie abitudini.

Gusti e sapori

Altri due gusti che hanno toccato le corde della mia fantasia sono il gelato al cioccolato con rhum e pere caramellate e il gianduia alle mandorle d’avola. I motivi sono agli antipodi fra loro. Dal cioccolato al rhum e pere mi aspettavo un sapore simile a quello di una torta di pere e cioccolato. Invece cioccolato, rhum e frutta avevano sapori ben distinti l’uno dall’altro. “Usiamo sempre frutta fresca di stagione e la caramelliamo noi, qui in laboratorio”, ha spiegato ancora Andrea, sottolineando che, nella vetrina, normalmente hanno sia le creme tradizionali sia i sorbetti di frutta.

Il gianduia alle mandorle d’avola è invece stato una sorpresa. E’ delicatissimo. Le mandorle si sentono in bocca ma il nome gianduia trae in inganno. Ci si aspetta un sapore forte, come quello del Gianduia alle nocciole. Invece ci si trova in bocca un sapore delicato e avvolgente.

Il cibo è cultura

Amare la tavola non significa mangiare tanto. Significa gustare, prendersela comoda, apprezzare i sapori e la loro combinazione, Gelart propone un gelato artigianale che ha saputo coinvolgermi. Soprattutto mi ha colpito la passione che si può sentire nella voce e nelle parole  con cui questi due giovani fratelli descrivono il loro lavoro di artigiano che sfiora, se non comprende, quello dell’artista.

 

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono orgogliosamente uno speaker di Radio Padania libera. Coordino la redazione di Zoommilano.it, collaboro con Conflombardia.com e con alcune agenzie di stampa. In più gestisco un blog, CronacaOssona.com

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