Mano del Bambino: continua il focus milanese su chirurgia e riabilitazione

Mano del Bambino: continua il focus milanese su chirurgia e riabilitazione

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Continua la settimana didattica organizzata dall’Unità Operativa Complessa di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica, Università di Milano diretta dal Professor Giorgio Pajardi. Dal 29 al 31 marzo, infatti, il centro congressi Stelline ospiterà la 6th Hand Rehabilitation Top Master Class 2019, che quest’anno accoglie anche il 1st International Meeting: Rehabilitation on Pediatric Hand.
Tre giorni formativi di portata internazionale, completamente dedicati alla riabilitazione della mano in età pediatrica, che vedrà i più importanti fisioterapisti e terapisti della mano riuniti per presentare le proprie best-practice in questo campo e discuterne insieme ai colleghi. Un’idea nata dal Professor Pajardi insieme alla preziosa collaborazione delle dottoresse Elena Marta Mancon, Francesca Tolosa, Rossella Pagliaro e Silvia Minoia, terapiste della mano presso il Gruppo MultiMedica.

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«L’appuntamento di quest’anno è il primo congresso dedicato esclusivamente alla mano del bambino e vede la fisioterapia e la terapia della mano protagoniste indiscusse, con un’intera giornata di dibattito sui protocolli riabilitativi oggi più utilizzati – commenta Pajardi -. Un aspetto di cui andiamo molto fieri è l’aver creato dei veri e propri momenti di dialogo tra i partecipanti al fine di favorire un confronto costruttivo sulle differenze di trattamento tra i vari Paesi. L’obiettivo è naturalmente trovare la terapia riabilitativa migliore per le malformazioni congenite e i traumi della mano in età pediatrica, ponendo delle solide basi verso la redazione di linee guida internazionali condivise».
Le malformazioni della mano colpiscono in media un bambino ogni 1500 nati. Possono essere di diversa entità e gravità, da uno sviluppo anatomico funzionale incompleto o anomalo fino ai casi in cui sono presenti dita in sovrannumero. Le più comuni consistono nell’unione di due o più dita (sindattilia), nelle dita soprannumerarie (polidattilia), nell’assenza di una o più dita (agenesia), nella deformazione in posizione piegata delle dita (camptodattilia), nella deviazione laterale delle dita (clinodattilia), nella presenza di dita più corte del normale (brachidattilia).


«L’idea di strutturare un incontro dedicato nasce da un’esperienza condivisa con le colleghe a Hong Kong presso il Congresso Mondiale sulle malformazioni congenite – racconta la Dr.ssa Minoia -. Ci siamo rese conto anche in quella occasione che lo spazio dedicato alla riabilitazione della mano e nello specifico a quella pediatrica è spesso limitato. Dal confronto è nato il progetto ambizioso di un meeting internazionale specificamente orientato a questi temi. Abbiamo scelto, inoltre, di privilegiare la dimensione del confronto tra colleghi sulla pratica clinica quotidiana, limitando le lezioni frontali».


Tre giorni di formazione, quindi, ma soprattutto di dialogo. La prima giornata vedrà la lettura magistrale della Dr.ssa Amy Lake, terapista della mano in visita dal Texas, USA. Insieme a lei, tra gli speaker di rilevanza nazionale e internazionale, la Dr.ssa Tracy Fairplay da Bologna, il Dr. Jill Peck Murray da San Diego, California, la Dr.ssa Sarah Lyall-Watson da Brisbane, Australia e la Dr.ssa Katherine Dalton da Melbourne, Australia. Saranno poi presentate le sei migliori tesi dedicate alla mano del bambino del Master in “Riabilitazione della mano” dell’Università di Milano, realizzate negli ultimi anni. Il sabato sarà dedicato all’analisi di cinque argomenti, ognuno introdotto da un ospite internazionale e successivamente discusso con una tavola rotonda aperta. A conclusione, il prezioso intervento di un genitore che racconterà, grazie ai risultati di uno studio condotto direttamente da lui, la propria esperienza con la figlia.
Ci saranno, infine, le sessioni pratiche svolte con materiale termoplastico su delle manine in 3D realizzate appositamente per l’occasione. Questo, permetterà agli ospiti di confrontarsi sulla creazione di un tutore in materiale termoplastico su delle vere e proprie mani create sulla base di quelle dei giovani pazienti del reparto.


«Si tratta della scansione delle mani di un campione di nostri piccoli pazienti che abbiamo poi ricreato perfettamente – spiega ancora la Dr.ssa Minoia -. In questo modo il confronto che riguarda il confezionamento dei tutori potrà essere più diretto e semplice, oltre che più divertente. Senza il contributo delle colleghe Australiane e Americane incontrate ad Hong Kong la realizzazione di questo meeting non sarebbe stata possibile».
Presso l’UOC di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe vengono operati circa 500 bambini l’anno, posizionandosi come uno tra i primi 10 al mondo, anche per numero di terapisti esperti in riabilitazione della mano del bambino.


«In linea generale, è fondamentale la diagnosi alla nascita e un intervento appropriato il più precoce possibile. L’atto chirurgico, pur fondamentale in termini anatomici ricostruttivi, è soltanto una tappa del lungo cammino terapeutico. La riabilitazione, sotto la guida di un terapista della mano pediatrico, è fondamentale per recuperare la funzionalità perduta» – conclude il Professor Pajardi.

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