Ippodromo di San Siro. Tra declino, crisi e degrado prevale la voglia...

Ippodromo di San Siro. Tra declino, crisi e degrado prevale la voglia di continuare

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L’ ippodromo di San Siro è un monumento storico di Milano. E’ anche molto altro. Oltre ai percorsi delle corse ci sono tutte le scuderie, costruite all’interno di veri quartieri con stalli per i cavalli e abitazioni per fantini e scudieri. La bellezza del quartiere dedicato all’ippica è data dal modo in cui sono progettate le costruzioni. Danno l’idea dei cortili, dei passaggi, di una comunità che vice e lavora con i cavalli.  Fu costruito negli anni venti con concetti architettonici innovativi e contemporaneamente tradizionali, che sono ancora validi. Visitandolo si può ammirarne la comodità. Se ne nota, però, anche l’incuria. Quello che un tempo era il regno dell’ippica, sport di lusso, oggi è un luogo poco curato, quasi completamente abbandonato. e ha tantissimi problemi. Non tutti gli stalli sono tenuti bene. In molti appare la muffa, quando piove il terreno non drena, e i sentieri che dovrebbero essere adatti a campioni degni di tutte le cure, hanno buche che sembrano fatte apposta per far inciampare cristiani e animali.

Dove non dovrebbe, spunta anche qualche pericolosissimo pezzo di eternit che sembra proprio maltenuto.  Quelli che un tempo erano dei giardini sono pieni di erbacce e di cataste di legna, derivate da qualche potatura, lasciate in completo disordine,  che attirano i topi e i piccioni. Questi sono fra gli inquilini meno amati dell’ippodromo, si fa fatica ad eliminarli. Complici anche i rifiuti ingombranti lasciati qua e là.
Le lamentele sono molte. Chi vive e lavora con i cavalli, qui all’ippodromo, ha voglia di andare avanti, ma è scontento. Già la crisi ha colpito seriamente il settore, ma vedere il degrado avanzare in questo modo dà una stretta al cuore. Ci si fa domande sul proprio futuro. Tanta negligenza fa male. Anche il bar, che ricordo anche io come una delle mete delle domeniche dei milanesi, è chiuso.

Un quadro negativo, con un grande dispiacere

Il quadro che ho dipinto è negativo. E’ però purtroppo vero. Lo si può notare sfogliando le fotografie che ho potuto scattare il mese scorso. Lo scrivo con dispiacere, perchè questa parte di Milano, questa cittadella dello sport,  non tanto tempo fa era vivacissima. Fa parte della città, del suo passato e del suo presente, e meriterebbe di essere anche parte del suo futuro. San Siro è ormai troppo spesso nota per le sue disgrazie, per essere una delle tante periferie malfamate. Eppure qui,  all’ippodromo potrebbe esserci il riscatto. Basterebbe averne più cura. Ora che Milano prepara la sua candidatura alle olimpiadi, possiamo avere la speranza di veder rinascere anche l’ippodromo di San Siro?

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono orgogliosamente uno speaker di Radio Padania libera. Coordino la redazione di Zoommilano.it, collaboro con Conflombardia.com e con alcune agenzie di stampa. In più gestisco un blog, CronacaOssona.com

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