Annullato il concerto di Povia a Trezzano. Colpa dei partigiani

Annullato il concerto di Povia a Trezzano. Colpa dei partigiani

5

A Trezzano sul Naviglio, nella parrocchia di San Lorenzo, in Via Giuseppe Mazzini, 7 il prossimo 23 settembre avrebbe dovuto tenersi un concerto acustico Giuseppe Povia, il cantautore di “I Bambini fanno ohh“. Era un concerto per i giovani e parlava di Futuro da tenersi all’interno della manifestazione, patrocinata dal Comune, Autunno trezzanese. Il concerto però non si farà. E’ stato annullato questa sera dagli organizzatori a causa delle pressioni dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani italiani, cui Giuseppe Povia e la sua musica non piacciono.  Per i nipotini dei partigiani della seconda guerra mondiale, il cantante avrebbe la grave colpa di avere espresso idee diametralmente opposte alle loro. Giuseppe Povia ha infatti scritto alcune canzoni, come Immigrazia, in cui esprime in un tono di denuncia sociale posizioni contrarie alle linea del governo relative all’immigrazione.  In altre canzoni aveva citato con simpatia le posizioni della lega Nord e al centro destra, come in Era meglio Berlusconi.  L’Anpi ha ottenuto dal sindaco di Trezzano sul Naviglio, Fabio Bottero (centro sinistra), il ritiro del patrocinio alla manifestazione della Parrocchia. Non contenti della censura culturale dei concerti in parrocchia, sempre l’associazione Anpi di Milano ha continuato minacciando una manifestazione antagonista nel caso in cui il concerto si fosse tenuto. Alla fine l’hanno avuta vinta e i trezzanesi resteranno senza il concerto gratuito.

La nuova protesta sociale

Giuseppe Povia è un cantautore della nuova protesta sociale. Con la sua musica e con ognuna delle sue canzoni lancia un masso nello stagno e provoca terremoti nelle coscienze. E’ l’icona del cambio dei tempi, del “politicamente scorretto”. I politici di sinistra e del Pd, infatti, lo odiano nella stessa misura in cui un tempo quelli della destra e della democrazia cristiana odiavano Francesco Guccini. Libero da etichette a ogni attacco risponde con suoni e canzoni più forti. Un vero menestrello che “te la mette in musica senza paura”. Già lo scorso luglio, presentando la sua ultima canzone, Immigrazia, aveva scritto su Facebook un messaggio che ne spiegava i contenuti contro chi ha fatto dell’immigrazione un business, in risposta alle polemiche che la canzone stessa aveva suscitato.
“#Immigrazia. Diffondi sul profilo degli “antirazzisti, dei democratici e dei funghi” La sostituzione degli italiani è in atto. Usano immigrati a basso prezzo. Noi italiani scompariremo, storia già vista. Diffondi! Matteo Salvini, ‘sto pezzo ti piacerà. Il brano non è contro gli immigrati, scemo chi lo pensa.”  Ha scritto Povia sul suo profilo.

Non è difficile immaginare che la data annullata a Trezzano sul Naviglio con tante pressioni sarà facilmente recuperabile in qualche altro Comune, o in altre parrocchie, dell’altomilanese. Povia è infatti seguitissimo dai giovani e l’annullamento voluto dall’Anpi ha sicuramente innescato dei giudizi negativi sull’anpi stessa, e fatto arrabbiare i fan di Giuseppe Povia, per la censura culturale utilizzata.

 

Ilaria Maria Preti
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente, sul giornalino della parrocchia, l'Urlo. Tra il 1977 e il 1982 circa ho lavorato in una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Da 16 anni sono uno degli speaker radiofonici della più bella delle radio milanesi. Ho collaborato con quotidiani e settimali, occupandomi di tutto, dalla cronaca allo sport. Come Web Content Specialist seguo blog e testate giornalistiche online. Ora mi occupo della redazione di Zoom Milano.

5 Commenti

  1. finalmente un giornalista con le palle ops….scusa… beh sono sempre virtuali…. ma per i giornalisti, e’ tanto difficile dire la, verita’ ????

    • 😉

      No, non è difficile. Ci sono tanti giornalisti che scrivono la verità e cercano di essere leali nei confronti di chi legge. Alcune volte è un po’ scomodo, ma nulla di trascendentale. Il problema è che ci sono pochi giornali su cui i giornalisti leali possono essere davvero liberi di fare il loro lavoro.

  2. Sono da sempre i soliti bifolchi culturali, carnefici della loro stessa gente, vittime per convenienza ideologica e per eludere le giuste pene dei loro delitti.

Rispondi