Gentiloni candida Milano a sede dell’ Agenzia europea del farmaco

Gentiloni candida Milano a sede dell’ Agenzia europea del farmaco

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Si è svolta stamattina a Milano al 31 piano di Palazzo Pirelli, nel Belvedere dedicato a Enzo Jannacci, la conferenza Stampa per la presentazione della candidatura ufficiale di Milano a sede dell’Ema (Agenzia Europea del farmaco). Candidatura, quella di Milano come quella di altre 20 città europee, resasi necessaria dopo l’uscita del Regno Unito dall’Europa (Brexit). La sede odierna è a Londra.
Erano presenti il Governatore di Regione Lombardia, Roberto Maroni, il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il Sindaco di Milano Beppe Sala, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio e delegato dal Governo per la trattativa Enzo Moavero. Tutti motivati e convinti di una scelta che però non vede Milano in pole position, ma piuttosto defilata. Si vocifera ormai da tempo di un accordo franco-tedesco che vedrebbe come sede di Ema, per mere questioni di geopolitica, una città francese o una tedesca, preferita a tutte.

Problemi geopolitici

E’ lo stesso Gentiloni ad introdurre l’argomento auspicandosi che prevalga, da parte dei vertici Ema, la decisione di porre la scelta sulla città che garantisca le migliori soluzioni per posizione, qualità di vita, strutture già esistenti e future. In questo caso Milano si troverebbe al primo posto. Queste sono le premesse che vedranno il Governo, Regione Lombardia e Comune di Milano lottare compatti sino alla fine, con l’unico scopo di ottenerne l’assegnazione. Gentiloni ha continuato rimarcando quanto bene detta candidatura porterebbe non solo a Milano, ma al Paese Italia.Un paese giá in ripresa economica, (basta saper leggere gli ultimi dati economici), che otterrebbe così la spinta necessaria per riqualificare il tessuto economico del territorio. Il premier Gentiloni concludendo poi il suo intervento ha voluto ribadire che con la consegna a fine mese del dossier, da lui definito molto competitivo, sulla candidatura di Milano, non potrà esserci nessun altra scelta al di fuori di questa, se non che mere questioni politiche.

E’ a cosa ar da vede

Il Presidente Maroni, presente con gli assessori regionali Cappellini, Aprea e Garavaglia, ha voluto sottolineare quanto Regione Lombardia sia interessata a questa candidatura, tanto da mettere persino a disposizione la sede del Parlamento Lombardo, il Pirellone, qualora fosse necessario. Ci sono infatti anche altre soluzioni che possono essere messe in campo, scelte di una qualitá tale contro cui nessuna delle altre città in lizza oggi è in grado di competere. Roberto Maroni ha sottolineato che nel caso in cui Ema insista per aver avere il Pirelli sará necessario darglielo. Ha però chiesto a Gentiloni, senza mezzi termini, che il governo centrale in questo caso finanzi la costruzione di un altro palazzo per il parlamento lombardo. Gentiloni ha poi fatto intendere di non averne nessuna intenzione.

Cecchetti da Oviedo

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Fabrizio Cecchetti, sentito telefonicamente, in quanto in missione per Regione lombardia ad Oviedo, ribadisce l’ importanza di avere la sede dell’ Ema a Milano. Tuttavia ritiene inaccettabile cedere il Pirellone, simbolo del Parlamento Lombardo, nonché casa di tutti i Lombardi, e chiede al Governo Italiano  di farsi carico di trovare una soluzione alternativa, mettendo a disposizione un’altra sede.

Milan l’è un gran Milan

Anche Beppe Sala nel suo intervento si è detto convinto che Milano, possa farcela ad ottenere l’assegnazione. Milano, ha ribadito Sala, consente a chi dovrà vivere e lavorare, grandissime opportunità  di crescita, Milano è una città Europea, è una città accogliente e sicura, piena di fascino, circondata da un territorio la Lombardia di grandi potenzialità. “Milan l’è un gran Milan ” ha voluto ribadire nel suo intervento, a consclusione dell’evento, il sottosegretario Moavero, già dotata di una propria Agenzia del Farmaco, pronta a fare squadra per rilanciare la nuova sede del farmaco europeo, qualora fosse la prescelta, e troverebbe al suo fianco a lottare facendo squadra, il governo nazionale, quello regionale, quello della città.

Donatella Magnoni
Sposata, ho 2 figli. Appassionata da sempre di politica, letteratura, storia e Sport. Juventina dalla nascita e per sempre. Altra mia passione è Lombardia che amo da Nord a Sud, da Est a Ovest.

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