Processo Bussi: il 7 marzo a Milano per la mediazione con Edison

Processo Bussi: il 7 marzo a Milano per la mediazione con Edison

Il Comitato BUSSICIRIGUARDA, composto dalle associazioni ambientaliste Italia Nostra, Ecoistituto Abruzzo, Marevivo, Mila Donnamabiente, in un comunicato stampa ha annunciato che riguardo alle vicende processuali sulla mega discarica di Bussi, chiederà la mediazione con Edison, il prossimo 7 marzo a Milano.

Le associazioni ambientaliste, già ammesse come parti civili nel lungo processo per la contaminazione delle acque e dei suoli dovuta alle attività dello storico polo chimico di Bussi, hanno infatti avanzato a Edison la richiesta di avviare un procedimento di mediazione, finalizzato alla risoluzione rapida dei conflitti ambientali. A questo scopo è stata fissata una riunione, presso la Camera Arbitrale di Milano, dove Edison ha sede legale.

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Infatti, dopo la sentenza di secondo grado che pur certificando il disastro ambientale e le responsabilità, ha dichiarato la prescrizione del reato, la mediazione appare come la strada più breve per evitare un interminabile processo in sede civile.

L’ Associazione Bussiciriguarda, fin dal 2007, a seguito della scoperta ad opera dell’ARTA Abruzzo della contaminazione delle falde idriche della Valpescara, si è attivata per contribuire concretamente all’accertamento dei fatti. L’ obiettivo primario è sempre stato costringere Edison alla bonifica dei siti contaminati.

Bussiciriguarda ammette che purtroppo tali risultati non sono stati raggiunti se non in minima parte, perfino i fondi stanziati per il rilancio socio-economico delle zone del cosiddetto “cratere” delle aree colpite dal sisma del 2009 in cui Bussi è ricompresa (47 milioni di euro residui per bonifica e re-industrializzazione) non sono ad oggi impiegati sebbene esista un progetto di bonifica per le discariche cosiddette 2A e 2B  e sia stata aggiudicata, fin dal febbraio 2018, la gara pubblica a un raggruppamento temporaneo di imprese per la rimozione dei rifiuti.

Per le suddette ragioni, nel comunicato stampa si legge:

“Per questi motivi abbiamo scelto la strada di rivolgerci direttamente e senza intermediari a Edison, attraverso coloro che la storia giudiziaria ha identificato quali responsabili della contaminazione. Crediamo che la mediazione ambientale su questa vicenda possa essere un catalizzatore di processo e aprire la strada anche agli altri soggetti pubblici coinvolti recuperando i tempi, in considerazione che sono trascorsi oramai oltre 10 anni dalla scoperta delle contaminazioni […] L’auspicio è che Edison colga l’importanza, culturale e sociale, oltre che l’innovatività del gesto e non si sottragga al confronto”.

Bussiciriguarda auspica che anche i Comuni e gli enti preposti alla tutela del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini, affrontino con coraggio e determinazione la situazione e le proprie responsabilità, avviando un percorso analogo o altro che riterranno più opportuno.

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