Il Ticinello, il clero avaro e il delitto incitato dal pulpito

Il Ticinello, il clero avaro e il delitto incitato dal pulpito

naviglio-gaggiano Il Ticinello, il clero avaro e il delitto incitato dal pulpito Cultura Milano

La storia dei navigli ebbe iniziò nel 1152. Fu allora che i milanesi ingaggiarono un ingegnere militare genovese per realizzare un canale che si estendeva da Abbiategrasso a Landriano, sul fiume Lambro. Lo scopo era di difendere Milano dalle incursioni dei pavesi, eterni nemici della città.

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Nel 1156, con lo scopo di difendersi dall’attacco del Barbarossa, lo stesso ingegnere fu incaricato di ingrandire un fossato. Ne derivò un vallo circolare, lungo e continuo, che infine fu allagato soprattutto grazie alle acque provenienti dall’Olona. Nasceva così il primo abbozzo della ‘Cerchia dei Navigli’, un vallo inguadabile. Con la terra ricavata dallo scavo, si costruirono i bastioni o terraggi, come ulteriore difesa della città. Distrutti dal Barbarossa, fossa e cinta furono ricostruiti nel 1171. Nello stesso anno fu costruita anche una chiusa fra Porta Ticinese e la Pusterla (porta secondaria) di S. Eufemia. Lo scopo era di regolare l’acqua della fossa e controllarne il deflusso nella Vettabbia, un canale già realizzato dagli antichi romani.

Nascita del Ticinello

Nel 1179 si deviò gran parte dell’acqua del fiume Ticino grazie allo scavo di un canale che partiva da Tornavento e giungeva nei pressi di Abbiategrasso. Era la nascita del Ticinello. Questi lavori, che al momento della loro realizzazione miravano soprattutto a favorire l’agricoltura, si rivelarono in seguito fondamentali per la navigazione e per la difesa della città. Si rimise mano ai lavori del Ticinello verso il 1211, quando si realizzò il tratto che lo prolungò fino a Gaggiano. Infine il podestà Benozzo de’ Gozzadini decise di prolungare il Ticinello fino a Milano, precisamente fino al laghetto di Sant’Eustorgio, precursore della Darsena.

L’omicidio di Benozzo de’ Gozzadini

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Per realizzare il fossato, Benozzo de’ Gozzadini aveva aumentato le tasse. Cosa che non era certo piaciuta ai cittadini. Naturalmente ne erano derivati in cambio anche parecchi vantaggi; ma si sa, la gente tende a ricordare solo il lato peggiore delle cose. Sembra che furono i nobili, stranamente quelli più restii a pagare le tasse, e i preti, che pagavano con i soldi dei fedeli, che si rivoltarono contro Gozzadini. Questi intrapresero nei suoi confronti una campagna di scredito, volta probabilmente anche dai pulpiti delle chiese, che ebbe una triste conclusione il 27 novembre 1257.

Quel giorno il podestà aveva convocato un Consiglio straordinario per discutere la suddivisione delle tasse. Poiché non furono esentati né nobili né clero, il popolo inferocito fu manovrato contro il podestà che fu prelevato, ucciso e gettato nel Naviglio che lui stesso aveva realizzato. Bel ringraziamento, per aver incrementato l’economia del paese! Nel 1271 il Ticinello, divenuto Naviglio Grande, divenne navigabile. I benefici apportati furono notevoli. Eppure, Benozzo de’ Gozzadini continuava a giacere nella tomba senza riconoscimenti. L’unico fatto positivo era che, essendo ormai trascorsi 14 anni dal suo assassinio, nessuno imprecava più contro di lui.
Per approfondire l’argomento: saggio storico “All’ombra del castello” di Michela Pugliese.

https://www.youcanprint.it/storia-europa-italia/allombra-del-castello-9788892664630.html

Sono nata a Vibo Valentia il 18 gennaio 1963 ma vivo e lavoro a Milano. Sono autrice di vari saggi storici e romanzi a sfondo storico. Tra questi: Pedine di un gioco contraffatto; Messer Cicco milanese eccellentissimo; La sindrome di Stoccolma; Dea di seduzione; Benvenuta a Milano, un intreccio di voyeurismo, amore, antichi castelli e vie d’acqua.

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