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I Carabinieri lo arrestano per evasione ma lo zingaro è incompatibile con il carcere

Muggiano_Campo_Rom-324x198 I  Carabinieri lo arrestano per evasione ma lo zingaro è incompatibile con il carcere Cronaca Milano Prima Pagina
Muggiano (Milano): campo rom di via Martirano

Vien da chiedersi chi mai possa essere compatibile con il carcere. Infatti una delle cose in comune fra onesti e delinquenti è cercare di non finire  dietro le sbarre. Gli onesti nella convinzione che è meglio fare il bene. I disonesti nel cercare di non farsi prendere mentre compiono il male. Per questo sembra assurdo quanto capitato a Santo Stefano Ticino, in provincia di Milano. Qui gli uomini della compagnia dei carabinieri di Abbiategrasso hanno arrestato quello che nel gergo comune tanti chiamerebbero uno “zingaro”, e il giudice è stato costretto a liberarlo perchè titolare di un certificato di “incompatibilità con la detenzione restrittiva”

Il fatto

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Domenica 16 dicembre, alle 19, durante un servizio di controllo del territorio a Santo Stefano Ticino, i carabinieri della compagnia di Abbiategrasso, comandati dal tenente Antonio Leotta,  hanno fermato e arrestato per evasione M. S., un 51enne nato in Bosnia Erzegovina ma residente nel campo nomadi di Muggiano, in via Martirano 71. M.S. è pregiudicato, disoccupato e sottoposto agli arresti domiciliari. Non si fa mancare nulla e ha quindi a carico un avviso orale di P.S.. Stava guidando un’automobile e perlustrando lentamente le vie di Santo Stefano Ticino, probabilmente in cerca di abitazioni da derubare.  Con sè non aveva la patente. Cosa ovvia visto che non ha mai sostenuto un esame per ottenerla. D’altra parte l’auto era in stile, senza assicurazione e senza revisione.

Con questo zingaro viaggiava un par suo. D. V., del 1995, residente nello stesso campo nomadi. Anche lui pregiudicato, disoccupato, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma alla Polizia giudiziaria e anche lui con un avviso orale di P.S.

Lo zingaro sarebbe incompatibile con il carcere

Dopo essere stato arrestato per evasione dagli arresti domiciliari, reato che prevede il rientro immediato in carcere,  e dopo a convalida dell’arresto,  è stato rimandato agli arresti domiciliari al campo nomadi. Ciò nonostante la  convalida dell’arresto. Infatti lo zingaro ha un certificato, probabilmente di origine medica, che lo dichiara incompatibile con la detenzione costrittiva, cioè con il carcere. Il giudice non ha potuto fare altro che rimandarlo a casa, al campo rom,  libero di tornare a derubare gli abitanti di Santo Stefano Ticino e dintorni.

Matteo Salvini, pensaci tu

Questo è un caso in cui, da giornalista, non riesco ad evitare di prendere parte. Prendo la parte degli indifesi, degli onesti e dei derubati.  Sono difatti incompatibile con l’ipocrisia.  Devo solo trovare un medico che me lo certifichi, in modo che nessuno possa accusarmi di mancanza di deontologia professionale per aver usato più volte la parola “zingaro”.  Invoco l’intervento del ministro dell’interno Matteo Salvini. Invoco pietà per le vittime degli zingari, per i derubati di oggi e di ieri, e per chi lo sarà in futuro. Non è possibile che tanta gente sia vittima di un pezzo di carta assurdo come un certificato di “incompatibilità con la costrizione detentiva”.

Chi mai è compatibile con la costrizione detentiva?

Il carcere è una punizione educativa per chi commette reati e nel contempo protegge le vittime di questi reati dalla loro reiterazione. Trovate però una sola persona, buona o cattiva, che sia compatibile con il carcere. Nessuno lo è. Però qualcuno ha dato allo zingaro un pezzo di carta che lo certifica e quel pezzo di carta procurerà nuove vittime innocenti di furti e probabilmente di incidenti automobilistici.

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