Pink Panthers. Una Pantera Rosa catturata per una rapina a Milano

Pink Panthers. Una Pantera Rosa catturata per una rapina a Milano

20181129_113224-324x182 Pink Panthers. Una Pantera Rosa catturata per una rapina a Milano Cronaca Milano Prima Pagina   Le chiamano Pink Panthers, Pantere rosa. L’interpol li considera la banda di rapinatori più organizzata e pericolosa del mondo, tristemente famosa in tutta Europa e nei paesi arabi per una serie di rapine a gioiellerie, con un metodo che è anche la loro caratteristica. Lo chiamano Smash & grab, distruggi e arraffa. Questa mattina durante la conferenza stampa tenuta nella sala Scrofani della questura, il pubblico ministero Dott. Monti ha dato una visione generale di questa banda che potrebbe avere un quartiere generale logistico a Milano. Una banda composta da migliaia di persone che ha la sua base nei paesi dei Balcani, probabilmente tra la Serbia e il Montenegro. Alla conferenza hano partecipato, fornendo particolari di questa operazione anche Il capo della squadra mobile Lorenzo Bucossi e il G.i.p.  Giuseppina Barbara.

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E’ di nazionalità serba, anche se aveva un falso documento di identità croato, D. Vucinic, identificato tramite l’esame del Dna e arrestato lo scorso agosto a Basilea e con una operazione interforze fra la squadra mobile della polizia di stato, l’interpol e la polizia federale della Svizzera.  l’umo è accusato di essere un esponente di spicco delle pink Panthers, e di aver partecipato ad una rapina a Milano. Quando è stato arrestato, Vucinic era per strada, da solo. con sè non aveva nulla che permettesse di continuare le indagini. Non un telefono cellulare, non un mazzo di chiavi, o un’agenda. Non ha fatto dichiarazioni, ha dato solo il suo nome.  Le accuse su di lui si basano sulle immagini delle telecamere del comune di Milano, di quelle degli esercizi commerciali e su quelle gocce di Dna.

La rapina da 200mila euro

Il 20 dicembre 2017 due uomini avevano rapinato la gioielleria Paradiso luxory, in via Pontaccio 2 a Milano. Dopo aver fatto colazione a cappuccino e grappa erano entri nel negozio. uno di loro aveva una pistola al peperoncino, l’altro un martello e ha iniziato a rompere le vetrine in cui erano esposti gli orologi più costosi. ne portaron via 20, per un valore totale di circa 200mila euro. Una rapina durata non più di 50 secondi. Nel rompere le vetrine, Vucinic si è ferito e ha lasciato alcune gocce di sangue che hanno permesso poi la sua identificazione tramite un database dell’interpol. I due sono scappati: uno in bicicletta e uno ha poi preso la metropolitana alla stazione di Lanza.

Le Pink Panthers

La banda è attiva almeno dall’anno 2000. Il nome Pink Panther deriva da un famoso film con Peter Sellers. La pantera rosa un grosso diamante. Il suo nome era stato adottato come nome d’arte di un ladro di gioielli cui l’ispettore Closeau dava una comica caccia. Le pantere rosa odierne sono ritenute responsabili di almeno un’altra rapina a Milano, in via sant’Andrea nel 2016.  Poi si parla di altre rapine con grossi bottini: a Tokyo nel 2004, a Saint Tropez nel 2005 a Dubai nel 2007 in Bahrein nel 2014. Non si ha una idea di quante rapine possono aver compiuto in questi 20 anni, Gli aderenti più anziani delle pink panthers hanno sicuramente esperienze militari maturate durante le guerre degli anni ’90 nei paesi della ex Jugoslavia, ma anche se alcuni sono stati profilati, e identificati la loro storia si perde nel tempo. Oltre a Vucinic , anche altre due pantere rosa sarebbero state individute fra i repsonsabili delle rapine note. Per loro ora la caccia è aperta.

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono orgogliosamente uno speaker di Radio Padania libera. Coordino la redazione di Zoommilano.it, collaboro con Conflombardia.com e con alcune agenzie di stampa. In più gestisco un blog, CronacaOssona.com

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