Messer Cicco, milanese eccellentissimo

Messer Cicco, milanese eccellentissimo

Cicco_Simonetta-copia Messer Cicco, milanese eccellentissimo Cultura Milano

Cicco Simonetta è un nome conosciutissimo dai milanesi che abitano nella zona di Porta Ticinese. In quel luogo, infatti, vi è una via a lui dedicata. Pochissimi però saprebbero spiegare il perché di tale omaggio. Eppure, qualcosa di straordinario l’avrà pure fatto per meritarsi una via tutta sua nella grandiosa città di Milano!

Un antico calabrese

Pubblicità

Cicco è il soprannome di Francesco Simonetta, ma anche al suo tempo pochissimi lo sapevano. Egli era infatti talmente orgoglioso del suo soprannome, che lo utilizzava anche per firmarsi sui documenti ufficiali. Nel tempo in cui visse, infatti, tale pratica non costituiva un problema.

Cicco Simonetta nacque in Calabria, ai piedi della Sila, nel paese di Caccùri attuale provincia di Crotone. Era il 1410. Egli fu però un personaggio insolito persino per l’epoca in cui visse: era uomo di vastissima cultura e aveva l’abitudine di risolvere i problemi con carta, penna e calamaio anziché con le armi, com’era allora in uso. Le sue capacità erano state notate e apprezzate dagli Sforza mentre erano al servizio del Regno di Napoli quali condottieri militari, ma fu dopo il 1450, quando Francesco Sforza conquistò Milano, che Cicco ebbe l’occasione di emergere a tutti gli effetti.

Cicco perde la testa

Francesco Sforza volle Cicco Simonetta con sé a Milano e lo nominò Cancelliere Ducale. Fu un burocrate talmente abile e influente, che dopo la morte del successore di Francesco Sforza, per un certo periodo, i milanesi considerarono Cicco Simonetta il vero signore di Milano. Eppure, non a tutti ispirava simpatia. In un’occasione fu organizzata una manifestazione al grido di  morte ai forestieri!’ e Cicco era in cima alla lista.

Qualcuno scrisse di lui che fu “homo audace e che non pativa superiori”. Nicolò Macchiavelli, nelle ‘Istorie fiorentine’, scrisse: “Messer Cecco, uomo per prudenza e per lunga pratica eccellentissimo”. Fu talmente audace ma onesto, che ci rimise perfino la testa. In realtà Ludovico il Moro, un usurpatore, gli propose di versare una notevole somma di denaro per tenersi la testa attaccata al collo; ma Cicco ritenne che fosse meglio perdere la testa piuttosto che l’onore. Del resto, aveva ormai raggiunto la settantina; forse riteneva anche di aver già vissuto abbastanza.
Per approfondimenti:
www.youcanprint.it/fiction-storico/messer-cicco-milanese-eccellentissimo-9788892663589.html
Gocciadinchiostro.wordpress.com

Sono nata a Vibo Valentia il 18 gennaio 1963 ma vivo e lavoro a Milano. Sono autrice di vari saggi storici e romanzi a sfondo storico. Tra questi: Pedine di un gioco contraffatto; Messer Cicco milanese eccellentissimo; La sindrome di Stoccolma; Dea di seduzione; Benvenuta a Milano, un intreccio di voyeurismo, amore, antichi castelli e vie d’acqua.

Nessun commento

Rispondi