No Salvini day fa flop a Milano. Meglio Mc Donald’s

No Salvini day fa flop a Milano. Meglio Mc Donald’s

Un grande dispiegamento delle forze dell’ordine a Milano oggi, lungo il percorso della manifestazione indetta dai collettivi1 degli studenti contro il governo. Lo hanno chiamato il “No Salvini day”. In via Turati, quasi alla fine del percorso, nella zona dove si trovano il consolato Usa e gli studi  di radio Studio 105, si era svuotato. Non erano presenti più di 200 ragazzini, i più sgrammaticati, anche nel pronunciare gli slogan. Sul finire del discorso di uno degli arringatori sono partiti insulti a Salvini e agli esponenti del governo. Fra questi il più notevole, l’unico in grado di far notizia, è stato un “Pedofoli”.  L’insulto è riuscito a strappare una risatina anche ai tanti poliziotti e carabinieri presenti a garantire che il gruppetto di antagonisti non creasse guai.

Che bigioni, questi studenti!

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La frequentazione dei collettivi al posto delle aule di scuola è evidente. Sono giovani, stanno misurando le forze, e le figuracce nei comizi si possono anche perdonare. Però i ragazzi che, dopo la partenza  intorno alle 10 da piazza Cairoli, hanno seguito il corteo solo fino in Duomo dove, come da tradizione ormai cinquantennale, se la sono risparmiata. Meglio un panino da McDonald’s con gli amici e un lungo giro fra la Rinascente e gli altri negozi trend, che sorbirsi tutto il corteo fino alla fine.

Siamo stati tutti studenti e sappiamo tutti come stanno le cose. C’è l’insegnante di sinistra che ti guarda di buon occhio se vai in manifestazione. Inoltre si evita di essere etichettati, e poi perseguitati, dal compagno di classe esagitato. Un paio di selfie con una bandiera e il problema per quest’anno è risolto. Ecco perchè i veri numeri si contano a fine manifestazione e non all’inizio.

Via Turati…

La presenza di carabinieri, polizia di stato, polizia locale e forze speciali ha dato un senso di assoluta sicurezza. Nessun segno di nervosismo, nessuna tensione, una professionalità invidiabile.  I ragazzi che hanno riciclato i petardi di capodanno e lanciato le 4 uova di pragmatica si sono sentiti presi sul serio.

Hanno fatto finta di sfondare le transenne. Una scenetta ad uso e consumo di chi ci crede ancora. Non  saranno questi a creare problemi a Salvini e al governo. Oltre a non avere i numeri, non hanno gli argomenti.

Cantano Bella ciao e battono le mani gridando “Non siamo nazisti, non siamo razzisti” quando il resto del mondo è su un’altra via di pensiero e ha tanti altri problemi pratici da risolvere.

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono orgogliosamente uno speaker di Radio Padania libera. Coordino la redazione di Zoommilano.it, collaboro con Conflombardia.com e con alcune agenzie di stampa. In più gestisco un blog, CronacaOssona.com

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