Dalla porta di Zeus al castello di Milano

Dalla porta di Zeus al castello di Milano

CASTELLO-SFORZESCO-324x203 Dalla porta di Zeus al castello di Milano Cultura Milano

Dopo aver sfidato l’imperatore Federico Barbarossa, e subito enormi danni per mano sua, nel 1156 Milano si dedicò al prudente restauro delle proprie mura cittadine. Esse erano alquanto fatiscenti e insicure giacché risalenti al tempo dei romani. Così, in aggiunta alle antiche mura, ne furono costruite di nuove e più possenti che si estendevano oltre quelle vecchie. Fu anche realizzato un vallo circolare, lungo e continuo, nel quale si provvide a immettere l’acqua del fiume Seveso e dell’Olona per renderlo inguadabile. Nasceva così il primo abbozzo della ‘Cerchia dei Navigli’.

Porta Zobia

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Grazie ai lavori eseguiti, Milano era fornita di due barriere protettive: una realizzata con solidi mattoni e l’altra con acque profonde. La nuova cerchia di mura si estendeva unitamente alla cerchia del Naviglio e si collegava alla cerchia delle antiche mura medievali in quella che veniva definita Porta Giovia; o, come la chiamavano i romani in onore del loro dio Zeus, ‘Porta Zobia’.

Il castello di Porta Zobia

Nel 1358 Galeazzo Visconti II iniziò a edificare una fortezza in Porta Giovia. Lo scopo era di premunirsi contro il fratello Bernabò col quale non correva buon sangue. Il castello fu terminato nel 1368. Quando morì l’ultimo dei Visconti, fu istituita la Repubblica Ambrosiana che si mise subito all’opera per demolire ciò che restava del precedente governo: la popolazione andò a depredare le ricchezze del castello di Porta Giovia mentre la Repubblica ne decretava il completo abbattimento, rappresentando il potere visconteo.

Dalle rovine di Porta Zobia Castello Sforzesco

Quando nel 1450 Francesco Sforza abbatté la Repubblica Ambrosiana e divenne Signore di Milano, adottò lo stemma dei Visconti e recuperò la loro fortificazione, il castello di Porta Giovia. Questo, infatti, non era stato distrutto del tutto come decretato dalla Repubblica Ambrosiana desiderosa di eliminare qualsiasi simbolo della precedente tirannia. Per giustificare tutti gli sforzi e le risorse impiegate per rendere più possente e lussuosa una fortificazione che poco prima tutti erano concordi nel radere al suolo, Francesco Sforza addusse motivi di decoro e difesa della città.

Simbolo di Milano

Pianta-castello-324x226 Dalla porta di Zeus al castello di Milano Cultura Milano

In verità, i milanesi faticarono ad accettare il recupero e l’ampliamento di una fortezza inespugnabile: forse ancora circolava il racconto di quando un precedente signore di Milano aveva utilizzato i canoni del castello contro di loro. I milanesi, tuttavia, avevano imparato ad apprezzare e amare il nuovo signore, e dunque il castello risorse più grandioso di prima. Tale costruzione è oggi definita Castello Sforzesco ed è uno dei principali simboli di Milano, oltre ad essere il castello più grande d’Europa. Chiunque ne può ammirare le possenti torri, il ponte levatoio, il profondo fossato protettivo, le sontuose stanze e i cimeli arricchiti dall’odore del tempo.
Sito: https://gocciadinchiostro.wordpress.com
https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/storia-e-filosofia/323108/messer-cicco-milanese-eccellentissimo/
https://www.youcanprint.it/fiction-storico/messer-cicco-milanese-eccellentissimo-9788892663589.html

Sono nata a Vibo Valentia il 18 gennaio 1963 ma vivo e lavoro a Milano. Sono autrice di vari saggi storici e romanzi a sfondo storico. Tra questi: Pedine di un gioco contraffatto; Messer Cicco milanese eccellentissimo; La sindrome di Stoccolma; Dea di seduzione; Benvenuta a Milano, un intreccio di voyeurismo, amore, antichi castelli e vie d’acqua.

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