-5 al Derby: punteggio tennistico diciassette anni fa

-5 al Derby: punteggio tennistico diciassette anni fa

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img_0486-324x319 -5 al Derby: punteggio tennistico diciassette anni fa Calcio Sport   Milano-Iniziamo con un risultato storico, indimenticabile per la sponda rossonera di Milano, che fu scritto sul tabellone di San Siro l’11 maggio 2001. Diciassette anni fa le due squadre, lontane entrambe da ogni traguardo europeo, si davano battaglia per i posti ai piedi del podio e quel derby, giocato praticamente al termine di una cavalcata complicata, significava una stagione intera.

Un match tennistico

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Il Milan di Maldini e Tassotti, dopo la chiusura del ciclo Zaccheroni, si presenta in campo con un 4-4-2 di stampo classicista nel quale Comandini e Shevchencko sono le punte prescelte per portare a casa i tre punti. L’Inter, in mano a Tardelli dopo l’esonero di Lippi, vara un 3-5-2 rispondendo con la coppia d’assi Vieri-Recoba. Bastano 19 minuti al Milan per siglare un doppio vantaggio grazie a Comandini che mette in discesa la gara, preludendo al risultato finale: si va vicini allo 0-3 prima dell’intervallo, ma è la seconda frazione ad essere una totale disfatta per gli uomini in maglia nerazzurra. Giunti su punizione prima e due volte Shevchencko poi, arrotondano il risultato portando il tabellone a segnare 0-5 al minuto numero 78. Conclude la sua giornata di grazia (due assist e un goal) Serginho, che nel finale sfonda centralmente e pone fine al match con il goal del sei a zero definitivo.

Una storia infinita

Quello fu un Milan sperimentale, che si affacciava alla gestione Ancelotti e che stava per compiere quel salto di qualità che lo porterà a dominare l’Europa con il tecnico reggiano. In quel Milan giocavano Leonardo, Shevchencko, Kaladze, Boban, tutti calciatori con un brillante futuro nella dirigenza del calcio moderno. Proprio durante un’intervista di Federico Buffa a Paolo Maldini in occasione dei cinquantanni del numero 3 rossonero, si faceva riferimento a questa peculiarità: il Milan nel corso degli anni ha sfornato allenatori e dirigenti tutti provenienti da quel calderone che furono le squadre di Sacchi, Capello e, in parte, Zaccheroni. Un ciclo ininterrotto che portò la squadra di Berlusconi sul tetto del mondo e che oggi rappresenta un passato glorioso a cui rifarsi quando le cose, come nelle ultime stagioni, necessitano di una svolta.

Sheva cuore rossonero

Oggi allenatore della sua nazionale, Andry Shevchencko è il massimo goleador della storia del Milan, secondo solo al mostro Nordhal (175 a 221 per lo Svedese) ma primo fra tutti i numeri sette nei cuori dei tifosi della Curva Sud. Una Champions League, uno Scudetto, una supercoppa Europea, e tanti rimpianti per quella scelta londinese fatta nel 2006, Sheva ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport presentando il derby di domenica ed elogiando l’operato dei suoi ex compagni:
Sono entusiasta del Milan che finalmente ha trovato la direzione. Con Paolo Maldini e Leonardo è tornata la serenità, c’è una serietà enorme, è stata fatta una buona campagna acquisti, si dà fiducia all’allenatore. Nessuno dice che devono vincere la Champions League, sono in costruzione, ma stanno tornando ad essere competitivi. Tutto questo mi dà soddisfazione, la serietà e la professionalità di questo Milan mi rendono orgoglioso. Devono lavorare, ma torneranno in alto. L’Inter? L’Inter ha in Spalletti un allenatore solido con tanti giocatori di qualità, non soltanto Icardi, un grandissimo centravanti che è capitano, leader, uomo-chiave per come sa caricare i compagni. Il mondo del calcio è cambiato, però Milano resta una città di grandi tradizioni. Vedo che sia il Milan sia l’Inter stanno ritrovando la strada giusta. Se si vuole avere successo si deve andare per gradi.”

Appuntamento a San Siro

Sheva, autore di uno dei goal seganti in “trasferta”, più importanti della storia del club, lo ritroveremo al prossimo ricordo di Derby. Intanto manca sempre meno al fischio di inizio di domenica sera e in città, tra le vie di Milano, tra piazza Duomo e la Scala, l’adrenalina schizza a livelli incredibili.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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