Filippo Maria Visconti: il duca paranoico

Filippo Maria Visconti: il duca paranoico

FILIPPO-M.-VISCONTIi-324x448 Filippo Maria Visconti: il duca paranoico Cultura

Filippo Maria, l’ultimo dei Visconti che fu duca di Milano, era disgustosamente obeso e acciaccato, oltre ad avere fama di essere paranoico. Sembra, infatti, che Filippo Maria avesse problemi di deambulazione a causa di un male determinato dallo stretto grado di parentela dei suoi genitori. Inoltre si sospetta che il fratello maggiore sia stato il promotore dell’assassinio della madre, prima di essere a sua volta assassinato.

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Così, ereditato inaspettatamente il potere, per timore di essere avvelenato, Filippo Maria anticipò la sua prima moglie facendola decapitare. Poi, determinato a morire di vecchiaia, iniziò a rifiutare di mettere il naso fuori dalla porta della sua dimora.  Finì così per spegnere i propri giorni prima del tempo seppellendosi vivo insieme alla sua amante in quella fortezza poco allegra che era, e ancora è, il castello di Milano.

I viaggi del Duca

A causa delle sue condizioni di salute, le poche volte che viaggiava, il duca di Milano desiderava farlo evitando gli scossoni provocati dalle strade accidentate dell’epoca. Lui per primo volle raggiungere il castello di Cusago, allora riserva di caccia (ma che per lui fungeva da semplice residenza estiva), standosene comodamente seduto su un’imbarcazione fin dalla partenza da Milano.

A tal scopo dovette collegare la Cerchia Interna dei Navigli con quello che allora fungeva da porto cittadino: il laghetto di Sant’Eustorgio.  Oggi tale laghetto è stato rimpiazzato dalla Darsena. Giacché il Naviglio della Cerchia Interna era più alto di circa 3 metri rispetto al laghetto di Sant’Eustorgio, il duca ordinò la realizzazione di una conca che superasse il dislivello. Era il 1439 e la conca fu denominata ‘Viarenna’. L’originaria conca fu smantellata nel 1551, ma fu ricostruita dove ancora oggi ne resta traccia pochi metri più a nord.

La conca di Varenna

Il nome della conca (la più antica in Europa), deriva da una storpiatura del toponimo della vicina via Arena che si riferiva, a sua volta, alla presenza di un’antica Arena romana. Di questa non restano oggi che le tracce delle mura di fondazione. I materiali stessi per la costruzione dell’Arena, nel II secolo d.c., erano stati trasportati dai romani attraverso gli antichi canali. Purtroppo, con l’avvento del cristianesimo, che considerava le arene d’ispirazione demoniaca, essa fu demolita e i materiali riutilizzati per la costruzione della vicina basilica di San Lorenzo.

In quanto al progetto di raggiungere Cusago attraverso le vie d’acqua, una volta collegata la Cerchia Interna dei Navigli con il laghetto di Sant’Eustorgio,  si percorreva un tratto del Naviglio Grande fino a Gaggiano. Per collegare Gaggiano a Cusago, Filippo Maria ordinò infine l’escavazione del Naviglietto, attraverso il quale poteva sbarcare a pochi passi dal castello di Cusago. Tracce di quell’antico Naviglietto sono ancora oggi presenti. In quanto a Cusago, oggi non è più una riserva di caccia; ma un tranquillo paesino a pochi passi da Milano. E ancora è presente il suo castello, benché vecchio e decrepito.
Tratto dal libro ‘All’ombra del castello’ di Michela Pugliese
https://www.youcanprint.it/storia/storia-europa-italia/allombra-del-castello-9788892664630.html
https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/storia-e-filosofia/331826/allombra-del-castello-2/

Sono nata a Vibo Valentia il 18 gennaio 1963 ma vivo e lavoro a Milano. Sono autrice di vari saggi storici e romanzi a sfondo storico. Tra questi: Pedine di un gioco contraffatto; Messer Cicco milanese eccellentissimo; La sindrome di Stoccolma; Dea di seduzione; Benvenuta a Milano, un intreccio di voyeurismo, amore, antichi castelli e vie d’acqua.

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