Questo Milan ha fretta – l’editoriale di Simone Mannarino

Questo Milan ha fretta – l’editoriale di Simone Mannarino

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img_9627-324x300 Questo Milan ha fretta - l'editoriale di Simone Mannarino Calcio Sport

Milano-Parola di Leonardo, che ai microfoni dopo il pareggio interno con l’Atalanta non si è tirato indietro rispetto ad un’analisi lucida e precisa di quanto stia succedendo in casa Milan: l’abitudine a vincere manca in questa rosa e in questa società ma il trend dovrà cambiare nell’immediato.

In fondo alle classifiche

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Palloni recuperati, media goal subiti a partita, palle perse, tenuta difensiva: il Milan risulta in fondo a tutte queste classifiche speciali fotografando una situazione che non si era prevista. In estate, dopo tutti i problemi della gestione Li, Leonardo e Maldini hanno cercato di tirare le fila di quanto la squadra necessitava acquistando giocatori di valore ed altri da ritrovare, offrendo a Gattuso una rosa di tutto rispetto con la quale ambire ad un posto Champions. Il problema di oggi, aldilà dei soli cinque punti in classifica dopo quattro gare, è la mancanza di un piano di gioco che renda il Milan squadra competitiva e affamata di vittorie: non è possibile puntare al ritorno in grande stile in Champions se si perdono 4 punti tra Cagliari e Atalanta e non è possibile pensare di far durare le partite un’ora perché i restanti trenta minuti, che siano all’inizio o alla fine della gara, la squadra sembra dimenticarseli.

Lente di ingrandimento

Tutti sotto accusa e tutti sotto la lente di ingrandimento di una società che va di corsa e che non si può permettere di fallire anche quest’anno: l’arrivo di Elliott, di Leonardo, Gazidis e Maldini prevede un grande Milan, un Milan che abbia voglia e fame di tornare ai vertici mondiali in tempi brevi e già le prossime partite saranno decisive per capire chi potrà far parte del Milan affamato d’Europa e chi, invece, non ha la stoffa per partecipare alla scalata verso l’Olimpo del calcio. Gattuso, i giocatori, la società, tutti sotto osservazione nelle prossime gare, da vincere convincendo e mostrando quel fuoco che il Milan ha sempre avuto e che ora, purtroppo, sembra non esserci più.

Esiste questo fuoco?

Ma la domanda fondamentale che viene fuori dopo le dichiarazioni di Leonardo in merito agli ultimi piazzamenti rossoneri è se effettivamente questo sacro fuoco, questa fame di vittorie tanto invocata esista nei giocatori presenti in rosa. Tolto Higuain, attaccante ex Real Madrid e Juventus tra le altre, i rossoneri sono giovani, inesperti e hanno sempre veleggiato in squadre da mezza classifica con solo qualche rara eccezione. Lucas Biglia stesso, centrocampista dell’Argentina, non ha un palmares così ampio da essere paragonato ai grandi rossoneri, Suso a fatica trova spazio nella Spagna. Il solo Calhangolu, con Rodriguez, ha un invidiabile score in campo internazionale, raggiunto comunque con squadre non di primissima fascia come Turchia, Svizzera in nazionale e Wolfsburg e Leverkusen in campo europeo. Dunque Leonardo ha detto che le prossime gare determineranno il futuro del Milan, che bisogna ottenere bottino pieno per dare un segnale: noi sosteniamo che Gattuso debba lavorar su concetti importanti a livello tattico, ma che oltre ad Higuain e a qualche punta di talento giovane da far crescere, il Milan necessiti di giocatori affermati che conoscano e rispettino il peso della maglia che indossano, e che sappiano cosa significhi puntare alla vittoria ogni volta che si scende in campo.

Fretta

Ma ora non è più tempo di speculazioni e di aspettative: il Milan di Elliott ha fretta di tornare ai vertici e chiunque non riuscirà a stare al passo con la storia rossonera che incalza verrà travolto dalla forza costruttiva del nuovo patron, coadiuvato da dirigenti di livello che sanno cosa voglia dire vincere e che non aspettano altro di tornare a competere per l’empireo calcistico. Il Milan ha fretta, non sono previste ulteriori fermate.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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