Unico Milano. Riapre il ristorante della WJC Tower

Unico Milano. Riapre il ristorante della WJC Tower

20180924_165405-e1537863134508-324x432 Unico Milano. Riapre il ristorante della WJC Tower Costume e Società Prima Pagina   Oggi, martedì 25 settembre, riapre il ristorante Unico, in via Achille Papa 30, al ventesimo piano della WJC Tower. Il lussuoso ristorante milanese a cento metri di altezza era stato chiuso lo scorso giugno 2018 con un provvedimento di ritiro della scia emesso dal Comune di Milano su indicazione della prefettura. Una storia particolare, che parla di lungaggini ed errori burocratici. Il  Tar della Lombardia, settimana scorsa, ha deciso la riapertura, in attesa che si completi l’iter giudiziario, e ha di fatto riabilitato il ristorante. “Del tutto evidente l’estraneità della società, nonché della compagine sociale, alle accuse avanzate dal Prefetto. La società Unico Milano ribadisce la propria incondizionata fiducia nel lavoro dei Magistrati ed è convinta che la decisione cautelare sarà confermata nella sede del merito,” scrivono dalla società.

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“In questi due mesi ci sono stati momenti difficili”, ha detto Pietro Genovese, amministratore di Unico Milano. ” Voglio però ringraziare il nostro chef, il pastrichef, il somelier, il maitre e alcuni altri ragazzi della brigata che sono rimasti con noi, mantenendo inalterata la loro fiducia. Un ringraziamento particolare va anche ai nostri fornitori, che non appena saputo della riapertura, hanno dato la loro disponibilità a sostenerci nel ricreare la magia di Unico.  Ringrazio anche l’avvocato Romolo Montanaro, che ci sta accompagnando nella soluzione della situazione. Siamo pronti alla partenza, con più entusiasmo e determinazione di prima. Vivo il momento della riapertura con molta emozione, certo di dare a Milano, con il nostro ristorante, una esperienza di valore.”

Quelle lumache burocratiche di Expo 2015

Nel giugno 2018 la società Unico Milano S.r.l. ha ricevuto dal Comune di Milano un provvedimento di “revoca del titolo abilitativo e contestuale procedimento di rimozione degli effetti della  S.C.I.A.” per l’attività imprenditoriale di ristorazione.
Per risalire all’origine di questa decisione bisogna tornare a Expo 2015, quando la società Unico, che gestisce il ristorante, ha partecipato all’esposizione universale. Nel 2016, quando ormai Expo 2015 era completamente finito, a Unico srl è arrivata una Pec che negava alla società la possibilità di parteciparvi. Un leggero ritardo. Motivazione: l’amministratore delegato non socio di una delle società (gli investitori) che detenevano quote della proprietà della Unico srl era sottoposto a dei procedimenti con l’accusa di riciclaggio risalenti al 2010. “Procedimenti poi finiti con due assoluzioni, uno perchè il fatto non sussisteva e l’altro per decorrenza dei termini.” Nel 2016 il prefetto di Milano aveva ritenuto sussistente questo stato di cose per dimostrare un collegamento con organizzazioni mafiose e sottolineava una possibile permeabilità dell’impresa Unico Milano Srl da parte di queste, negando il permesso di partecipare alla esposizione Universale.  Dato che Expo era ormai finito, nessuno ha preso in considerazione la lettera del prefetto e se ne è preoccupato. Nel frattempo, inoltre, le quote della società investitrice erano state acquistate da Massimiliano Ficarra.

Tutto tranquillo, quindi. Per due anni il ristorante ha continuato a lavorare, ad essere apprezzato e frequentato, ad organizzare eventi, e offrire agli ospiti piatti di chef stellati. A giugno 2018 al Comune di Milano arriva una lettera da parte della prefettura. In questa lettera (che ho visto) si allega un articolo del Corriere della sera e si dice che avendo saputo dall’articolo che il ristorante era aperto si richiamava alla provvedimento del 2016. Il giorno dopo la polizia annonaria del comune di Milano si presenta al ristorante Unico e lo fa chiudere.

Immediato il ricorso al Tar

La società, con il patrocinio dell’avv. Romolo Montanaro, ha impugnato subito l’atto sottoponendo al Tar le prove che indicavano l’errore contenuto nel provvedimento, dai quali emergeva in maniera lampante che nessun socio della società era stato condannato per reati di stampo mafioso. Il provvedimento prefettizio sarebbe infatti stato legittimo se qualcuno dei soci fosse stato condannato. Il TAR ha quindi accolto l’istanza sospensiva proposta dalla società Unico Milano, concordando con le motivazioni scritte negli atti e riabilitando pienamente la Unico Milano.

Massimiliano Ficarra, socio della società, ha “atteso, rimanendo in silenzio, di avere piena conoscenza degli atti, più volte richiamati dalla stampa. Ed è proprio in ragione della conoscenza di tali atti che, oggi, può affermare, senza timore alcuno di smentita, la propria assoluta estraneità alle diffamanti accuse mosse. Esclusione che proprio quegli atti investigativi certificano senza dubbio alcuno e senza alcuna possibilità di revisione”.

Le indagini della Dia

Infatti una delle particolarità della documentazione è che l’estraneità alle accuse dei soci attuali è contenuta nel fascicolo di indagini (ora pubblico) della Direzione Investigativa Antimafia, dalla seconda pagina in poi. In questo documento si fa notare che la persona che era stata causa del giudizio negativo da parte della prefettura non era amministratore del ristorante. Bastava leggere.

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono orgogliosamente uno speaker di Radio Padania libera. Coordino la redazione di Zoommilano.it, collaboro con Conflombardia.com e con alcune agenzie di stampa. In più gestisco un blog, CronacaOssona.com

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