Un azzurro opaco a Bologna

Un azzurro opaco a Bologna

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img_9429-324x363 Un azzurro opaco a Bologna Calcio Sport   Milano-Dolce amaro questo esordio in Nations League con un’Italia incolore che si presenta al pubblico di Bologna con tanto lavoro da fare e poche idee portate contro i polacchi.

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Italia – Polonia: 1-1
(Jorginho 78′ / Zielinski 40′)

La gara: l’amaro in bocca

Doveva essere un esordio scintillante visit i presupposti e la necessità di ripartire alla grande dopo un Mondiale visto dal divano di casa, ed invece si sono visti tutti i motivi per cui al Mondiale in Russia l’Italia non è riuscita ad arrivare. Dopo tre minuti è Zielinski a far miracolare Donnarumma che non si fa battere da due passi dal centrocampista del Napoli, subito dopo ancora la Polonia con Krychowiak cerca di passare in vantaggio ma Gigio si fa trovare pronto. Solo Bernardeschi ci prova nel primo tempo (due conclusioni di poco al lato) con Balotelli e Insigne evidentemente impallati e scarichi. Il goal di Zielinski in chiusura di primo tempo rende giustizia a quello che si era fino a quel momento visto sul campo: la Polonia aveva le idee chiare di cosa fare e di come farlo, l’Italia sembrava avere la mente offuscata da chissà quale patema d’anima.

Chiesa e Belotti: quanta grinta

Dopo il goal di Zielinski Mancini sceglie di cambiare le carte in tavola appena rientrati dagli spogliatoi: fuori Pellegrini e dentro Bonaventura, subito seguito da Belotti e Chiesa per Insigne, molti ricami e poca incisività, e per Balotelli. Il numero nove a detta di Mancini aveva si e no 50 minuti nelle gambe per aver disputato solamente 72 minuti con il Nizza fino a questo momento, ma il cambio di passo offensivamente parlando è evidente: Belotti lotta come un Leone e dopo pochi minuti è proprio Chiesa a conquistarsi il calcio di rigore che Jorginho scaraventa alle spalle di Fabianski: è 1-1 al minuto numero 78 e la possibilità di portare a casa il risultato.

Psicodramma

Nei 12 minuti più recupero restanti l’Italia ci ha provato e riprovato senza trovare non solo la via del goal, ma anche quella del tiro. Belotti poco servito, Chiesa incapponito nel cercare conclusioni complicate e Bernardeschi che alla lunga ha iniziato a spegnersi hanno concluso la gara azzurra. I cross di Biraghi, ben tre, rimpallati dalla schiena del terzino polacco nei minuti finali rappresentano la mancanza di idee e di tranquillità mentale che caratterizza la squadra di Mancini. Arriviamo da un Mondiale saltato a causa di risultati non all’altezza e il Ranking Fifa ci giudica come un boia nel momento dell’esecuzione. Dobbiamo rialzarci, a partire dalla gara di lunedì con il Portogallo.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del Giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale, collabora con NumeroDiez e ZoomMilano tra un viaggio e l'altro.

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