Malattie oncologiche e lavoro. Gli aiuti della regione Lombardia

Malattie oncologiche e lavoro. Gli aiuti della regione Lombardia

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regine-Lombardia Malattie oncologiche e lavoro. Gli aiuti della regione Lombardia Salute
Tornare al lavoro dopo aver combattuto contro le malattie oncologiche può essere un’altra battaglia della guerra per riuscire a continuare a vivere. Spesso è una battaglia difficile tanto quanto quella contro la malattia. Alcune volte si torna al lavoro dopo che il cancro ha cambiato tutta la vita, e ha lasciato delle invalidità permanenti. I colleghi non sono più gli stessi, il mondo è andato avanti, bisogna cambiare modo di pensare, abitudini, e non ci sente più all’altezza.

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Per persone che combattono queste difficili battaglie la regione Lombardia ha stanziato dei fondi con l’intento più generale è la sensibilizzazione delle imprese, i cui dipendenti sono impegnati in percorsi di cura a seguito di patologie o disabilitá certificate, al fine di accompagnare l’assetto manageriale e gestionale nella creazione di un ambiente professionale flessibile e favorevole alla continuità lavorativa e alla valorizzazione delle professionalitá coinvolte. L’intenzione è di raggiungere due obiettivi. Ne ha dato notizia l’assessore regionale Rizzoli.

Gli obiettivi di Regione Lombardia

Uno degli obiettivi che la regione vuole raggiungere con questo bando è specifico. Si vuol individuare un modello di accompagnamento dei lavoratori malati oncologici, per favorire la ripresa della vita professionale e la permanenza in ambito lavorativo, attraverso forme flessibili di rientro al lavoro, lo smartworking, promuovendo sia la componente motivazionale sia quella professionale della persona.

Un secondo obiettivo più generale è quello di sensibilizzare le imprese i cui dipendenti sono impegnati in percorsi di cura a seguito di patologie o disabilitá certificata, al fine di accompagnare l’assetto manageriale e gestionale nella creazione di un ambiente professionale flessibile e favorevole alla continuitá lavorativa e alla valorizzazione delle professionalitá coinvolte.

Una dote da 2mila euro per ogni lavoratore da destinare alla formazione

La giunta regionale mette a disposizione una dote di 2.000 euro per ogni lavoratore, che deve essere utilizzata per fruire di servizi di formazione che aiutino a rinforzare le competenze, sostenere la riconversione professionale in caso di modifica delle mansioni e recuperare l’eventuale gap di conoscenze a seguito del periodo di distanza dal mondo del lavoro, acquisire nuove competenze trasversali,includendo inoltre un eventuale sostegno psicologico.

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