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Tu prega il tuo Dio che io prego il mio: tanti auguri Pippo Inzaghi

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img_8195-324x367 Tu prega il tuo Dio che io prego il mio: tanti auguri Pippo Inzaghi Calcio Sport   Milano-Quante volte, dalla Curva Sud, si è sentito cantare a squarciagola “Ohi ohi ohi Pippo Inzagji segna per noi”? E quante volte quel richiamo è stato esaudito? Per chi ha vissuto sul filo del fuorigioco e sulle corde del cuore dei tifosi oggi è il giorno del quarantacinquesimo compleanno, festeggiato nel ritiro del Bologna, squadra di cui è meritatamente allenatore.

Pippo Goal

Un binomio che migliore di così non poteva essere: Pippo Inzaghi e il goal, Inzaghi e le esultanze da pazzo anche durante un’amichevole. L’ultimo vero nove del Milan (ora vedremo Higuaìn…) ha lasciato il 13 maggio 2012, al termine di una stagione non troppo esaltante con la quale anche Pippo aveva capito che er agiunto il momento per salutare. Non parleremo dei risultati di quell’anno ma solo del goal, splendido al volo di destro, contro il Novara all’ultima giornata. Pippo entra per prendersi la standing ovation del suo stadio ed ecco che arriva quel pallone che non poteva non essere spedito in rete: goal del 2-1 e vittoria del Milan con lacrime di Pippo e di tutto lo stadio. Novara in Serie A, Milan in Champions League: un altro calcio, lontano anni.

I record

Quarto marcatore di sempre nelle coppe europee con 70 goal dietro solo a Cristiano Ronaldo (120), Messi (100) e Raul (77), primo marcatore all time italiano in Champions Legaue con 50 goal, due volte vincitore della Champions League, settimo giocatore a segnare una doppietta in finale di Champions, campione del mondo con l’Italia nel 2006, vice campione d’Europa sempre con la nazionale nel 2000. Pippo è il miglior esempio di cosa voglia dire vivere per il goal e vivere per il calcio: bresaola e pasta bianca nel corso della stagione, Ibiza e Formentera durante le vacanze. Non ha mai avuto il talento di Messi, i numeri di Ronaldinho o la classe di Seedorf: Inzaghi era così come lo racconta Ibra in un’intervista di qualche anno fa: “Inzaghi non era un vero e proprio calciatore, era innamorato del goal e questo lo facilitava. Non ho mai visto nessuno così.”

Innamorato

Non è Inzaghi ad essere innamorato del goal, ma è il goal ad essere innamorato di Inzaghi.” Con questa frase, semplice e diretta, Emiliano Mondonico ha definito Inzaghi annullando ogni altro aggettivo: Inzaghi è questo e questo sempre sarà, l’amore proibito del goal che senza di lui non riusciva a stare. E’ successo anche nella notte del maestro, a San Siro, quando Andrea Pirlo ha dato l’addio al calcio e all’ingresso dell’amico Pippo tutto San Siro si è alzato per cantare il solito coro che rimbombava nella Curva Sud e che tutt’ora è ben presente nella mente dei tifosi milanisti e non: Pippo ha risposto subito, tre goal nei primi minuti di cui uno a Buffon. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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