Modigliani art experience al Mudec: un percorso immersivo

Modigliani art experience al Mudec: un percorso immersivo

Modigliani-Mudec-324x162 Modigliani art experience al Mudec: un percorso immersivo Cultura Intrattenimento tempo libero   Amedeo Modigliani è il protagonista del nuovo percorso multisensoriale art experience, in mostra al Mudec fino al 4 novembre. L’approfondimento sull’artista livornese è un’installazione multimediale, simile a quella che l’anno scorso aveva trattato Klimt. La proiezione sulle pareti, accompagnata da un sottofondo musicale che guida il ritmo vario del susseguirsi delle immagini, conduce lo spettatore all’interno delle opere e della vita di Modigliani. Il percorso ha una durata di 45 minuti ed è scandito dai vari momenti tematici della sua arte e dalle fasi della vita dell’artista: Modì, diminutivo con cui è noto, era originario di Livorno, operò e studiò a Firenze e a Venezia fino al trasferimento, nel 1906, a Parigi, dove avvenne il suo esordio e dove frequentò gli artisti di Montmartre e gli ambienti dissoluti di Montparnasse.

Un viaggio nella vita di Modigliani

La mostra non si limita all’esperienza multimediale, di per sé già estremamente coinvolgente, ma è preceduta da una sala introduttiva, che presenta tre ritratti di Modigliani, provenienti dalla collezione del Museo del Novecento, in una sorta di dialogo con alcune maschere e sculture, di arte primitiva africana del XX secolo appartenenti alla collezione permanente del Mudec. Il rapporto con il primitivismo, in particolare l’influenza della scultura africana, egizia e cicladica, che ha caratterizzato un certo periodo artistico di Modì, costituisce il punto focale la mostra vuole mettere in evidenza, come ha sottolineato il curatore Francesco Poli. All’uscita dallo spettacolo multisensoriale il visitatore si trova in una saletta silenziosa, che compensa la precedente esplosione di immagini, di colori e di suoni, e propone, in contrasto su pareti nere, i disegni in bianco di Modigliani, lavori e studi fondamentali che mostrano l’ossatura e la concezione alla base dei capolavori dell’artista.

L’ultima sala “Infinity room” è una camera di specchi che originano un gioco di scomposizioni e rifrazioni: in essa sono riproposte le opere con riferimenti al contesto parigino in cui esse sono nate e predisposte anche alla fotografia da parte del visitatore. La formula dell’art experience affianca l’impostazione canonica di mostra artistica, certamente avvicina lo spettatore, attraverso il coinvolgimento emotivo, all’artista e al suo ambiente e permette anche a coloro che non sono esperti di accostarsi all’artista identificato dai più come l’autore dei ritratti “dal collo lungo”.

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