Mondiali 2018: l’ultimo atto. Modric ed Mbappé in campo per il pallone...

Mondiali 2018: l’ultimo atto. Modric ed Mbappé in campo per il pallone d’oro e per la storia

img_6973-324x385 Mondiali 2018: l'ultimo atto. Modric ed Mbappé in campo per il pallone d'oro e per la storia Calcio Mondiali di calcio 2018 Prima Pagina Sport   Milano-Ore 17:00 locali, a Mosca si giocherà la finale dei Mondiali che vedrà la sorpresa Croazia contro la storica Francia contendersi la coppa che ogni calciatore vorrebbe vincere. Di fronte i due numeri dieci, Modric ed Mbappé, pronti il primo a consacrare una carriera meravigliosa, e il secondo a lanciarsi definitivamente nel calcio che conta portando a casa, a soli 19 anni, la coppa del mondo.

Un percorso fatto di passione

Piccolo inciso prima di presentare la finale che alle 17:00 infuocherà il mondo intero: ZoomMilano si è proposto, nel corso di questi mondiali, come voce nuova nel raccontare questa competizione. Abbiamo provato, sperando di esserci riusciti almeno in parte, a raccontare il Mondiale proprio come facciamo quotidianamente con il Milan, l’Inter e tutto ciò che riguarda Milano: uno sguardo nuovo, fresco, con esclusive e interpretazioni di ciò che stava succedendo in Russia. Arriviamo alla finale di oggi pomeriggio con la consapevolezza di esserci cimentati in una sfida che all’inizio sembrava più grande di noi, ma che col tempo è diventata parte di noi. Raccontare i Mondiali è una dell opportunità più grandi che ci sia stata presentata e essere riusciti a farlo è motivo di grande orgoglio. Ci aspetteranno nuove sfide a partire da domani, col resoconto della finale e il calciomercato che non aspetterà più nessuno, per poi ripartire con la prossima stagione, sempre con lo stesso desiderio di raccontare quanto accade in maniera diversa, suggestiva e accattivante.

La finale

Ma passiamo al campo adesso: un percorso diverso per le due nazionali giunte fino alla finale di Mosca, una storia opposta con due paesi dalle tradizioni completamente distanti e una differenza abissale nel mondo del calcio. la Croazia, nata nel 1991, si affaccia per la prima volta al calcio che conta in maniera davvero importante, la Francia, già campione del mondo nel ’98, ha una tradizione calcistica che affonda le proprie radici nel secolo scorso regalandoci campioni del calibro di Platini e Zidane. Oggi a Mosca le due squadre tornano ad affrontarsi dopo quella semifinale di Francia ’98, vinta dai blues per 2-1 con doppietta di Lilian Thuram, a cui oggi qualcuno accosta Umtiti (in goal contro il Belgio). Una sfida da vivere tutta dall’inizio alla fine, affascinante per la diversità delle squadre e la differenza, sostanziale, di ambizioni: la Francia, giovane e talentuosa, avrà altri mondiali da giocarsi e in cui arrivare fino in fondo. La generazione attuale della Croazia, seppur magica e incredibilmente forte, non avrà una seconda possibilità per question anagrafiche: o ora o mai più quini per gli uomini di Dalic, pronti a da battaglia per la coppa a cui tutti ambiscono.

Qui Francia: la storia siamo noi

Dopo aver passeggiato nel girone di qualificazione con Australia (vittoria per 2-1), Perù (vittoria per 1-0) e Danimarca (pareggio 0-0), la Francia di Deschamps ha fatto fuori l’Uruguay di Cavani e Suaréz (2-0) e l’Argentina di Messi (4-3 con doppietta di Mbappé) prima di concentrarsi nell’eliminazione del Belgio (1-0 goal di Umtiti). Mai quindi i blues sono arrivati ai supplementari, un solo pareggio (con la Danimarca) e tutte vittorie per una squadra che della difesa fa un suo punto forte: solo i tre goal subiti contro l’Argentina gridano vendetta, visto che nelle restanti cinque gare solo l’Australia è riuscita, all’esordio, a perforare Lloris. Ma andando oltre i dati statistici e i risultati fin qui ottenuti, questa dovrà essere la gara di Mbappé. L’utilità di Kantè, il talento di Pogba, l’estro di Griezmann sono fondamentali in questa Francia, ma chi può rompere gli equilibri indossa il numero dieci dei campioni e contro l’Argentina e il Belgio ha fatto vedere di che cosa è capace: questo pomeriggio dovrà prendersi la scena per puntare a un pallone d’oro che, a diciannove anni, significherebbe tanto, tantissimo per il mondo del calcio.

Qui Croazia: scriviamo la storia

Ha ragione Dalic, CT croato, quando dice che i suoi giocatori non hanno paura di affrontare la storia perché loro sono qui per scriverla. La Croazia di oggi ha già scritto, a suo modo, la storia calcistica di questo paese nato nel ’91 e la finale di oggi, qualunque sia il risultato finale, sarà una vittoria. Giunti a questo punto però, con giocatori abituati a vincere nei propri club, è obbligatorio provare a portarsi a casa una coppa mai così vicina come lo sarà questo pomeriggio. Dalic ha scelto uomini che lo accompagnassero nella marcia fino alla finale e ha chiesto a questi uomini un ultimo sforzo, nonostante i tanti tempi supplementari, nonostante l’avversario non sia esattamente dei più facili. Il percorso Croato ha però mostrato quanto carisma e carattere questa squadra possieda: vinto il girone con Argentina (vittoria 3-0), Nigeria (vittoria 2-0) e Islanda (vittoria 2-1), gli incroci pericolosi hanno voluto che la seconda classificata del girone della Francia (guarda un po’) sfidasse gli attuali finalisti. La Danimarca di Eriksen, sconfitta ai rigori per 3-2 (1-1 risultato finale) si è fatta da parte per lasciare i quarti a Modric e compagni dove un’altra vittoria ai rigori (4-3 d.c.r.) ha permesso ai biancorossi di superare i padroni di casa della Russia. Ultima sfida in ordine di tempo quella all’Inghilterra del “Football is coming home”: ci credevano, tanto, gli inglesi al ritorno della coppa alla corte della regina, ma il 2-1 con cui Manduzkic e compagni hanno spento le speranze e l’entusiasmo made in England ha aperto le porte di una finale storica ai ragazzi di Dalic. Ora sono qui per scrivere la storia e Luka Modric, capitano e numero dieci, faro della Croazia e del Real Madrid, ambisce al pallone d’oro: premio forse non abbastanza grande da evidenziarne le qualità da centrocampista più forte del mondo.

Probabili formazioni

L’undici tipo per entrambe le squadre non è in discussione, con Mbappé che davanti giocherà con Giroud e Griezamann per provare a fare male alla Croazia. I biancorossi scelgono ancora il centrocampo tutto qualità di Rakitic, Brozovic e Modric con Rebic e Perisic larghi e Mandzukic prima punta.Una curiosità: Lovrean ha recentemente dichiarato di considerarsi uno dei difensori più forti del pianeta dopo aver portato il Liverpool in finale di Champions e la Croazia fino alla finale di Mosca. Staremo a vedere se i fatti corroboreranno le parole all’esame Mbappé.

Francia: 4-2-3-1
Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, Hernandez; Pogba, Kanté; Mbappé, Griezmann, Matuidi; Giroud.
All. Didier Deschamps

Croazia: 4-2-3-1
Subasic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinic; Rakitic, Brozovic; Rebic, Modric, Perisic; Mandzukic.
All. Zlatko Dalić

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

Nessun commento

Rispondi