Con Elliott arriva Higuaìn? I primi passi della nuova governance rossonera

Con Elliott arriva Higuaìn? I primi passi della nuova governance rossonera

img_6971-324x175 Con Elliott arriva Higuaìn? I primi passi della nuova governance rossonera Calcio Prima Pagina Sport   Milano-Sabato 21 sarà giornata fondamentale per il Milan e per Elliott: due giorni prima si conoscerà la decisione del Tas di Losanna, e la mattina di inizio week end ci sarà il CdA da cui ripartire. I punti fermi rimangono Gattuso e la nuova proprietà, intenzionata a mettere mano al Milan per riformarne l’essenza e la sostanza.

Essenza

L’apparato dirigenziale dovrebbe subire un cambiamento sostanziale nonostante il comunicato che la Curva Sud ha emanato nel pomeriggio appena trascorso: “…abbiamo bisogno di grandi uomini di comprovata fede milanista e Leonardo non è tra questi, avendo scelto di tradire il popolo rossonero. Come tutte le rifondazioni sappiamo che occorrerà tempo e per una crescita che sia più rapida possibile serve continuità, rinnovando la fiducia a chi ha fatto bene fino ad oggi, come la coppia Gattuso/Mirabelli.” Una presa di posizione netta nei confronti del possibile ritorno di Leonardo, accusato di tradimento per aver scelto l’Inter dopo l’esonero dal Milan. Ora, certi comunicati difficilmente smuoveranno Elliott che ha già avviato i contatti con Leonardo, nella speranza di riportare un grande dirigente e uomo di calcio nella società dove ha scritto pagine di storia indelebili. Ancora novità sul ruolo di amministratore delegato per il quale al nome di Gandini si è aggiunto quello di Carnevali, attuale ad del Sassuolo. Ivan Gazidis, direttore esecutivo dell’Arsenal, potrebbe ricoprire lo stesso ruolo con i colori rossoneri. Un ricambio forte, che molto probabilmente investirà anche il settore tecnico – sportivo con Mirabelli che saluterà per lasciare spazio a nuove figure, come quella di Leonardo o di Maldini, scelti da Elliott per rifondare il club.

Sostanza

La notizia del giorno lanciata dal Corriere dello Sport riguarda invece il forte interesse di Elliott, e quindi del Milan, per Gonzalo Higuaìn. Il Pipita, arrivato due estati fa alla Juventus per 90 milioni di euro, è in uscita dalla società di Torino. Dopo l’arrivo shock di Cristiano Ronaldo i bianconeri non possono permettersi il lusso di tenere Higuaìn in panchina (7,5 milioni netti di ingaggio) e il Pipita non ha alcuna voglia di essere nuovamente relegato in panchina dopo tre stagioni vissute al top. La trattativa non è di quelle facili: la Juventus chiede almeno 60 milioni (per evitare minusvalenze) e il Milan ha tutto bloccato fino almeno alla prossima settimana. Una finestra di tempo in cui Sarri e il suo Chelsea (ieri l’ufficialità) potrebbero tuffarsi sul giocatore anticipando la concorrenza rossonera forti anche di capitali freschi a disposizione di un club come il Chelsea.

Chi va e chi viene

Yonghong Li è sparito da giorni. Dai radar di Casa Milan e da quelli dell’attuale governance non si ha più traccia dell’ormai ex presidente rossonero e questo, alla luce di quanto accaduto fino ad oggi, non è rassicurante. Partito il presidente di una stagione travagliata, altri sono gli andirivieni che ci interessano: per Locatelli è in stand-by la trattativa con il Sassuolo, Bertolacci sta convincendo Gattuso a concedergli un’altra chance in rossonero e Donnarumma è un rebus tutto da sciogliere. Mesi fa Mino Raiola profetizzò: “E’ più facile che vadano via i cinesi prima di Gigio”. Sembrava utopia allo stato puro, parole senza senso pronunciate da chi voleva portare via al più presto Donnarumma da Milanello. Viste oggi, dopo la latitanza di Li e il nuovo ingresso di Elliott assumono tutto un altro significato: Mirabelli, vero e proprio nemico di Mino Raiola, potrebbe lasciare il posto a Leonardo o ad altre figure in rapporti migliori con l’agente di Gigio, Fassone saluterà a breve lasciando il ruolo di Ad ai sopracitati candidati. Certo, c’è Pepe Reina che farà concorrenza sfrenata a Donnarumma sopratutto qualora non si giochi l’Europa League, ma lo scenario che si sta delineando, anche alla luce della mancanza di offerte per il portiere, è più che favorevole ad una permanenza, anche lunga, del portiere classe ’99 alla corte di Gattuso.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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