Nutrie: pericolo, animale da compagnia o piatto prelibato?

Nutrie: pericolo, animale da compagnia o piatto prelibato?

nutrie-324x243 Nutrie: pericolo, animale da compagnia o piatto prelibato? Ambiente   Le nutrie popolano le campagne del nord, passeggiano in riva a fiumi e navigli secondari o nuotano nelle loro acque. L’alta densità del roditore suscita interesse, che sia allarmismo, curiosità o tenerezza. Nella notte le nutrie sono vittime di stragi involontarie di automobilisti ignari del loro attraversamento di carreggiata, fino a trasformare le strade in una vera e propria ecatombe; di giorno, spesso radunate in famiglie numerose, si lasciano osservare ed avvicinare dal viandante stesso, diventano attrazione di bambini e passanti quando emergono dall’acqua per ricevere cibo o sottoporsi allo scatto fotografico, al pari di altri animali da parco, come le cugine anatre.

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La nutria, il cui nome scientifico è Myocastor coypus, fu importata negli anni Venti e divenne, per i decenni successivi fino agli anni Ottanta, uno status symbol in qualità di pelliccia castorino; liberati alcuni esemplari sul territorio, si sono adattati, instaurati e diffusi. Così i castorini sono diventati parte della fauna locale ormai da anni, fino a costituire un problema di grande entità e oggetto di molteplici discussioni. La nutria, nonostante l’abitudine alla sua presenza, non è un animale che lascia indifferente: l’avvistamento desta sempre attenzione, sia che la si consideri in modo sprezzante un enorme topo o in modo più affettuoso un piccolo castoro.

Tavolo di lavoro nutrie o nutrie a tavola?

Nei mesi scorsi, precisamente a febbraio, aveva suscitato scalpore la cena organizzata a San Giacomo Po, dove l’argentino Abel Josè Corigliani ha cucinato nutria in umido per i commensali accorsi ad assaggiare quello che, in alcuni paesi del Sud America, costituisce un piatto da ricchi. Tre mesi dopo Michel Marchi, sindico di di Gerre de’ Caprioli, in provincia di Cremona, ha alzato la posta in gioco, o meglio in tavola, e ha assaporato uno stufato di nutria a sostegno della soluzione culinaria; alla conseguente polemica ha fatto da cassa di risonanza Giuseppe Cruciani, giornalista conduttore del programma radiofonico La Zanzara, che in diretta ha mangiato uno spezzatino del discusso roditore. Periodicamente giungono le dichiarazioni di chi cucina nutrie già da tempo, spesso senza clamore, e sul web cominciano a diffondersi ricette, valori nutrizionali, rassicurazioni sulla loro commestibilità oppure al contrario scetticismo dovuto a svariate e intuibili motivazioni.

Animale da compagnia

Queste esternazioni hanno suscitato perplessità non solo da parte di chi sceglie una dieta vegetariana, ma da sempre le nutrie hanno diviso i sentimenti di coloro che appoggiano lo sterminio attraverso battute di caccia e coloro che, di indole animalista, propongono il recupero del baffuto animaletto attraverso l’addomesticamento, come avviene per altri animali da compagnia. Così è del 2016 la notizia, che aveva dominato la cronaca, di Mariah la nutria adottata da una donna milanese, ma la prima nutria addomesticata in assoluto è Willy, ad opera del biologo Samuele Venturini, presidente di MI.F.A., Missione Fauna & Ambiente. Quest’ultimo, specifico conoscitore del regno animale, vegetale e degli ecosistemi, ha condotto studi approfonditi nel territorio circostante a Buccinasco e, tra le sue estese competenze, è stato chiamato in qualità di esperto per allontanare le nutrie che in alcune città nel circondiario sud di Milano si sono spinte fino ai centri commerciali.

Contenimento ecologico

Venturini ha rassicurato coloro che temono che le nutrie siano nocive per l’uomo, confermando che in passato erano considerate al pari della selvaggina, quindi del tutto innocue per gli umani sia come eventuale pasto che come coinquiline sulla terra, sebbene disastrose per l’agricoltura, anche se, a dispetto di ciò che s’immagina, in misura simile ad altre specie che popolano le campagne. Per questo il biologo ha incentivato ad armarsi di pazienza e ad attuare i piani per il contenimento già esistenti ed ecologici, di carattere naturale e a costo quasi zero, come la sterilizzazione non chirurgica: si prevedono tempi più lunghi, ma risultati efficaci. Tale metodo, definito Metodo-Buccinasco, è stato applicato in diversi territori con la supervisione dello stesso Venturini e offre la soluzione sulle lunghe distanze, al contrario con le uccisioni di massa i numeri sono destinati ad aumentare comunque di anno in anno, anziché diminuire.

Nel 2017 in Lombardia sono state prelevate circa 85400 e l’eradicazione costituisce una reale emergenza secondo Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, che ha presieduto la prima sessione del “Tavolo nutrie“, assemblea durante la quale ha invitato a un programma di contenimento condiviso con le regioni limitrofe.

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