La Croazia e l’occasione di tutta una vita

La Croazia e l’occasione di tutta una vita

img_6788-324x316 La Croazia e l'occasione di tutta una vita Calcio Mondiali di calcio 2018 Prima Pagina Sport   Milano-“Srećno, gospodo.” o buona fortuna, signori. Ci siamo, domenica alle 17:00 a Mosca la Croazia di 23 uomini provenienti da un paese di 4,2 milioni di abitanti sfiderà la blasonata Francia nella finale che vale una carriera, se non una vita. Alla scoperta di una nazionale, e di una nazione, che sta offrendo al calcio quantità e qualità oltre che grandissimo talento. Molti, per altro, giungono dalla nostra Serie A che recentemente ha acquisito uno dei, se non Il, miglior giocatore al mondo: allora forza Croazia e Srecno, ragazzi!

Croazia: Repubblica da 4,2 milioni di abitanti

Unita alla Iugoslavia fino al 1991, la Croazia diventa repubblica democratica proprio in quell’anno a seguito dell’inizio della guerra dei Balcani. la sua capitale, Zagabria, è la città più popolosa con quasi 750 mila abitanti e fra i 4,2 milioni totali, 23 ragazzi si contenderanno la coppa del mondo domenica pomeriggio. Per farvi un’idea della sproporzione snoccioliamo ancora qualche numero: la Francia ha cira 65 milioni di abitanti, sedici volte la Croazia, e una storia calcistica che va ben oltre il 1991. Domenica sul prato di Mosca, ci saranno in campo un Mondiale e due Europei vinti dai Bleus che prendono il nome dalla gloriosa maglia da loro vestita contro degli indemoniati figli della guerra che in questa finale vedono la propria occasione per scrivere la storia.

La Francia avrà altre occasioni, noi forse no

La rosa della Francia, per qualità ed età anagrafica, avrà sicuramente altre possibilità per giocarsi il Mondiale: Mbappé, Pogba e Dembelé non sono che all’inizio della loro scintillante carriera e questo non è altro che il loro primo mondiale. Per la rosa della Croazia questa è invece l’ultima occasione per scrivere pagine di storia con la maglia della propria nazionale. Una generazione di questo livello, in un paese di queste dimensioni, è un evento più unico che raro: Modric ha vinto quattro Champions League con il Real Madrid, Rakitic una con il Barcellona segnando in finale, Mandzukic ne ha giocate tre mentre Subasic, Lovren, Kovacic e Brozovic da tempo giocano ai vertici del calcio europeo. La rosa in mano a Dalic non è mai stata così competitiva e l’atmosfera che si respira tra le fila della Croazia risponde alla voce del “ora o mai più”. C’è un’occasione da cogliere, un’opportunità da non farsi scappare: domenica ci sarà il calcio di inizio e poi la parola l’avrà solo il campo.

Casa Francia

Dall’altra parte della barricata si vivono ore di attesa febbrile: trepidante attesa di quella che potrebbe essere una ghiotta rivincita della finale del 2006 persa ai rigori, e una riedizione del mondiale 1998, inizio di un tripudio della Nazionale francese, coacervo di talento e classe guidato da Zinedine Zidane. Oggi nella squadra allenata da Deschamps, uno che qualcosa in carriera ha vinto, gioca un certo Mbappé, erede designato di Thierry Henry e campione affermato al Psg. Unica nota: è un classe ’98, neanche vent’anni compiuti e già decisivo in un ottavo contro l’Argentina di Messi con una doppietta e determinate per le sorti della propria squadra anche in semifinale. Il taco col quale ha smarcato Olivier Giroud contro il Belgio è pura poesia calcistica e domenica ci si aspettano da lui grandi giocate.

Un’attesa che vale il piacere

Un’attesa enorme con la quale pregustare e preparare quello che tutti si aspettano sarà un trionfo: la Francia ci arriva da favorita, la Croazia da beniamina del pubblico neutrale per l’attaccamento e la qualità di gioco mostrate fino a questo punto della competizione. Un’attesa che le due squadre staranno vivendo in un modo diverso, con diversi approcci e diversi allenamenti pronti per contendersi la coppa che vale la storia. Domenica ore 17:00 il calcio di inizio, e che vinca il calcio.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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