Le semifinali in quattro diamanti del calcio internazionale

Le semifinali in quattro diamanti del calcio internazionale

img_6677-324x313 Le semifinali in quattro diamanti del calcio internazionale Calcio Mondiali di calcio 2018 Prima Pagina Sport   Milano-Le semifinali inizieranno domani e prima che ricominci a rotolare il pallone targato Adidas sui campi di Mosca e di San Pietroburgo andiamo alla scoperta, anche se forse non ce ne sarebbe bisogno, dei quattro campioni che in questo momento rappresentano le quattro nazionali approdate alle semifinali.

Francia: Kylian Mbappé

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E’ stato detto forse tutto di Kylian Mbappé dopo la doppietta che ha steso l’Argentina: secondo a riuscire nell’impresa di siglare due goal nella fase finale dei mondiali prima dei vent’anni e talento cristallino tutto da scoprire, Kylian ha tutte le potenzialità per diventare un craque del calcio mondiale e contendere al compagno di squadra Neymar i prossimi palloni d’oro. Classe ’98, velocità esplosiva devastante e una tecnica eccelsa lo rendono una scheggia impazzita nella metà campo avversaria, rendendo normali prestazioni come quella sfoderata contro l’Argentina. Più complicata la sua gara, dopo aver segnato tre goal in quattro partite, contro l’Uruguay, dove la difesa arcigna e compatta della celeste gli ha reso la vita molto difficile. Contro il Belgio molto dipenderà dalla partita che riuscirà a giocare la Francia, qualora riuscisse ad evitare che i belga si chiudano come fatto col Brasile, Kylian potrebbe avere vita facile vista la scarsa rapidità dei centrali di Martinez.

Belgio: Romelu Lukaku

Il numero nove per eccellenza: dopo una serie di trasferimenti voluti dal Chelsea che lo prelevò diciottenne dall’Anderlecht, Romelu è approdato lo scorso anno al Manchester United, dove nonostante una metà di stagione non troppo convincente, ha messo a segno 27 goal per un totale di 101 in Premier League in 220 partite con 41 assist, un’enormità per una punta centrale. Velocità e fisicità devastanti, Romelu ha annichilito la retroguardia brasiliana mettendo in ridicolo Fagner e Miranda (un tunnel pazzesco all’interista ancora tempesta le notti dei tifosi verdeoro) che gli hanno lasciato troppo spazio per prendere velocità. Con quella stazza e quell’altezza, 1 metro e 90 di cattiveria, una volta presa velocità e unito il tutto all’evoluzione tecnica che ha compiuto negli ultimi anni, è difficilissimo fermarlo e per questo la difesa della Francia dovrà curarsi di non lasciargli nemmeno il tempo di respirare nel corso della semifinale.

Inghilterra: Harry Kane

Di lui si sono chiesti in tantissimi cosa ci faccia realmente lì: era scarso, dicevano, non era in grado di giocare a calcio a certi livelli. Harry Kane qualche anno fa era in panchina al Leicester insieme a Jamie Vardy, ora sono uno il cambio dell’altro nell’Inghilterra che punta a riportare il titolo a casa sua. Dotato di una potenza fisica devastante e di una leadershipf fuori dal comune, il comandante Harry Kane, l’uragano del Tottenham, ha già messo a segno sei goal in questo mondiale e le prossime due gare (comunque vada saranno due) potranno mettergli in bacheca la scarpa d’oro del mondiale più pazzo degli ultimi anni. La gara contro la Croazia sarà quanto mai equilibrata, ma Lovren e Vida avranno un doppio lavoro visto lo stato di forma straripante che sta vivendo l’uragano inglese.

Croazia: Luka Modric

E’ lui il prescelto da ZoomMilano come erede di Cristiano Ronaldo al pallone d’oro qualora la Croazia vincesse i mondiali. Tre volte man of the match sulle cinque partite giocate finora dalla Croazia, due goal all’attivo e un rigore sbagliato che Rakitic ha poi corretto con la lotteria finale contro la Danimarca, un metronomo che ha eseguito 217 passaggi sbagliandone solo 6 in cinque gare giocate. Luka Modric, il numero 10 del Real Madrid, ha sulle spalle il destino di una nazione da 4,2 milioni di abitanti che non vuole smettere di sognare. Mercoledì giocherà contro l’Inghilterra e la sua intelligenza calcistica fuori concorso dovrà aiutare la Croazia a non smettere di sognare: generazione di fenomeni guidata da chi col numero dieci ci è nato.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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