Il Milan di oggi spiegato ad un bambino

Il Milan di oggi spiegato ad un bambino

img_6652-324x367 Il Milan di oggi spiegato ad un bambino Calcio Prima Pagina Sport   Milano-Come glielo spieghi? Il Milan di oggi, tra guai finanziari e giocatori non di livello come può allettare un bambino, facendolo avvicinare al calcio tramite i colori rossoneri? E sopratutto, come spiegare ad un bambino che del calcio vede solo il campo verde e i suoi eroi correrci sopra, quello che sta succedendo al Milan del 2018?

Una foto per sperare

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Un’idea nata sfogliando i vari social in cerca di notizie e di rassicurazioni che ci hanno lasciato questa foto, repostata dal Milan e simbolo delle speranze che tutti i tifosi di lunga data serbano nei confronti della squadra che per anni ha dominato il mondo. Le notizie di oggi non sono rassicuranti, non si capisce chi sarà il prossimo patron del Milan, né in quali competizioni giocherà la squadra la prossima stagione, ormai vicina con il ritiro di lunedì alle porte. Allora proviamo a spiegare a un bambino, che vorrebbe rivedere quei colori alzare un trofeo che conti davvero qualcosa, che cosa sta succedendo in questa torrida estate rossonera.

Un presidente che non c’è

Allora partiamo dal principio: più di un anno fa un investitore proveniente dalla Cina ha acquistato il Milan pagandolo molto più del reale valore di mercato del club tra tantissimi dubbi e domande da parte degli addetti ai lavori. Il nuovo presidente, chiamato Yonghong Li, ha poi investito sul mercato portando entusiasmo e giovani ragazzi pronti a fare il bene del Milan sul quel campo verde che alla fine è giudice di tutto l’operato di ogni società. La stagione, purtroppo, ha vissuto momenti pieni di problemi e l’Europa League, sorella minore di quella Champions League che manca ormai da troppo tempo, è diventata giornata dopo giornata un obbiettivo da rincorrere e festeggiare se ottenuto. Dirai tu: “Ma alla fine il Milan si è qualificato, in Europa ci andrà!”, ecco il problema viene fuori proprio qui, quando il campo verde smette di essere al centro dell’attenzione del mondo e si inseriscono i tavoli di commissioni in Svizzera pronte ad affossare la rinascita rossonera.

L’Uefa dice no, e il Milan sprofonda

Niente Voluntary Agreement a dicembre, niente Settlement in primavera, punizione dalla camera giudicante di Nyon e Milan escluso dall’Europa. In due righe abbiamo cercato di riassumere quanto accaduto nell’ultimo mese e, con quei paroloni, abbiamo inteso definire gli accordi che un club può stipulare con l’Uefa per rientrare all’interno delle regole impostate per far parte del sistema calcistico europeo e mondiale. Bene, una volta appurato che il Milan non ha rispettato le regole, o meglio che il suo presidente venuto dalla Cina non garantisce sicurezza per il futuro, l’Uefa ha deciso di escludere i rossoneri dalla prossima Europa League e questa scelta ha scatenato un terremoto generale.

Ora che succede?

Ma adesso, a due settimane dalla sentenza cosa succede? Il presidente venuto dalla Cina avrebbe dovuto rimborsare un fondo americano (internazionalismo dilagante) che aveva prestato 32 milioni necessari alla conclusione del bilancio attuale ma, nonostante le ottime sensazioni di ieri sera, non ha provveduto a farlo. Ora il Milan, senza un presidente effettivo, potrebbe finire nelle mani del fondo americano denominato Elliott, per poi essere rivenduto o gestito per un anno da quest’ultimo. L’altra opzione parla americano, russo o arabo e comporterebbe l’acquisizione del Milan da parte di un altro investitore (Commisso, Ricketts, Ross o altri nomi ora celati) che potrebbe far tornare grande quello stemma che ha dominato per tanto tempo in Europa e nel mondo.

Speranza e amore

Quindi, al nostro ipotetico bimbo che oggi vede i colori rossoneri così incastrati tra problematiche che non sono legate al campo, potremmo chiedere un po’ di pazienza e di amore, mettendolo davanti alla Tv con ricordi che scorrono perchè capisca che cos’era il Milan e perchè tutti quei tifosi allo stadio sono ora così tanto arrabbiati. Il Milan, nonostante tutto, resterà sempre il Milan, e per questo chi da tempo immemore è legato a doppio filo ai colori rossoneri sta aspettando che qualcuno si assuma le responsabilità di questa situazione, che si faccia avanti trovando una soluzione che in tempi brevi riporti il Milan a progettare il futuro, che non aspetta nessuno e per il quale la storia non è niente.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del Giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale, collabora con NumeroDiez e ZoomMilano tra un viaggio e l'altro.

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