Fine di un sogno

Fine di un sogno

img_6644-324x316 Fine di un sogno Calcio Mondiali di calcio 2018 Prima Pagina Sport   Milano-E’ iniziato tutto la notte del Mineirazo: un sogno lungo quattro anni, basato su una difesa tornata fortissima e un attacco nuovamente stellare. Questo, la coppa del mondo, era il sogno del Brasile di Neymar e Tite che ieri sera si è infranto contro il Belgio di Henry e Martinez.

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Brasile – Belgio: 1-2 
(Renato Augusto 76′ / Aut. Fernandinho 13′, Kevin De Bruyne 37′)

Sedici anni fa

La coppa in casa verdeoro manca da sedici anni. Un’eternità per una nazione che vive di calcio, un niente per chiunque non sia il Brasile, per chiunque non avesse in testa il sesto titolo mondiale, per chiunque non abbia mai vestito la maglia della Nazionale più forte del mondo. Sedici anni fa Ronaldinho e Ronaldo incantavano il mondo e annichilivano la Germania di Oliver Khan portandosi a casa il quinto titolo mondiale della storia dei pentacampioni; questa mattina Neymar e Coutinho si sono svegliati con le valige da fare, direzione vacanze non desiderate, dopo una nottata passata insonne.

La partita

La partita si è svolta secondo i dettami che il Belgio ha preferito: primi dieci minuti di puro Brasile dove solo il palo (Thiago Silva) e un errore sotto porta (Paulinho) hanno negato il meritato vantaggio alla Seleçao. Subito dopo il buio più totale, l’autogoal di Fernandinho ha aperto crepe che nessuno pensava esistessero nella testa dei brasiliani e solo sulla sinistra qualcosa si è iniziato a vedere. Coutinho, Neymar e Marcelo hanno tentato più volte di sfondare il muro belga (a un certo punto la difesa di Martinez si è impostata su un 5-3-2 molto compatto) senza riuscirci e fallendo anche nella ricerca di contatti da rigore. Il 2-0 è figlio della forza dirompente di Lukaku (autentico mattatore) e della precisione di De Bruyne: i due ragazzi allenati da Martinez hanno confezionato un goal da far vedere e rivedere nelle scuole calcio, ai campetti e in televisione. L’errore, neanche a dirlo, è stato della premiata ditta Miranda-Fernandinho: il primo colpevole di aver lasciato l’appoggio a Lukaku a cinquanta metri dalla porta, il secondo di non aver mai trovato la posizione nel corso della gara. Sostituire Casemiro è impresa ardua, ma dal centrocampista centrale dei campioni di Inghilterra qualcosa in più si poteva pretendere. Il Brasile scende poi finalmente in campo dal 70esimo in avanti: Douglas Costa entra insieme a Firmino e le azioni brasiliane si fanno più pericolose. Il goal di Renato Augusto alimenta le speranze mentre il miracolo di Cortuois su Neymar le spegne definitivamente: è la tragedia sportiva che nessuno si poteva aspettare, un miracolo per il Belgio che si iscrive alla corsa per diventare grande dopo aver eliminato i più grandi.

Da cosa ripartire?

Da Neymar. Assolutamente e senza ombra i dubbio. Nonostante le critiche e le difficoltà, nonostante la fragilità mostrata neymar rappresenta uno dei talenti più puri della storia del calcio brasiliano e preservarlo davanti al mondo, difenderlo ad ogni costo, sembra essere la strada che il Brasile dovrà percorrere. Ora sta a lui però assurgere all’Olimpo del calcio mondiale attraverso il proprio club, per riconquistare quella fiducia nei propri mezzi che lo renderebbe uno dei migliori calciatori del pianeta. Adesso, dopo l’impalpabile prestazione di ieri, c’è solo un grande rimpianto per ciò che poteva essere ma non è stato nel mondiale più pazzo e strano di sempre. Fuori Neymar, Leo Messi e Cristiano Ronaldo: sono rimasti Hazard ed Mbappè a contendersi, con Kane, il trono del mondo: che sia l’inizio di una nuova era?

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del Giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale, collabora con NumeroDiez e ZoomMilano tra un viaggio e l'altro.

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