Centinaio: “L’agricoltura del futuro deve nascere nel rispetto della tradizione ma...

Centinaio: “L’agricoltura del futuro deve nascere nel rispetto della tradizione ma essere pronta ad usufruire di nuove tecniche e tecnologie”.

E’ appena sceso dal palco di Pontida. Era salito insieme ai colleghi Senatori capitanati dal nuovo capogruppo Massimiliano Romeo a cui, proprio lui il nuovo Ministro dell’Agricoltura Gian marco Centinaio, ha ceduto il testimone, che lo intercettiamo chiedendo una breve intervista a cui si concede volentieri. Le dischiarazioni sono incentrate sulle nuove politiche dell’ agricoltura e il suo rapporto con la difesa dell’ambiente.
Ministro, Centinaio, parrebbe Lei abbia cominciato con il piglio giusto, a detta del Mondo Agricolo, vista la sua prima dichiarazione improntata sulla difesa dell’agricoltura italiana e dei suoi prodotti. E’ intenzionato a farlo anche in Europa?
“Soprattutto in Europa, dove per anni il mio predecessore, il “buon Martina”, non solo latitava, preoccupato maggiormente alle sorti del Pd e alla ricerca di una leadership personale, ma quando raramente partecipava non ha mai preteso misure incisive a difesa della nostra Agricoltura. Io lo voglio fare cercando nell’immediato di evitare che siano soprattutto i nostri agricoltori a subire maggiormente i nuovi tagli della pac. Mi impegnerò soprattutto chiedendo la collaborazione di tutti i ministri europei affinché l’agricoltura, quella sul campo, torni protagonista in Europa per il bene dei produttori e dei cittadini.

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Questo le fa onore, ma a suo parere può bastare per ridare impulso all’agricoltura Italiana e favorire il ricambio generazionale?
“No. Occorre soprattutto la riforma del comparto agrario partendo dalla semplificazione. Il produttore deve avere un ruolo centrale, rispetto alle politiche agricole, dove la redditività della azienda sia sempre garantita in concerto con una maggiore attenzione all’ambiente, al consumo di suolo, con la lente puntata all’innovazione. L’agricoltura del futuro deve nascere nel rispetto della tradizione ma essere pronta ad usufruire di nuove tecniche e tecnologie”.

Donatella Magnoni
Sposata, ho 2 figli. Appassionata da sempre di politica, letteratura, storia e Sport. Juventina dalla nascita e per sempre. Altra mia passione è Lombardia che amo da Nord a Sud, da Est a Ovest.

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