Struttura del Comune di Milano adibita ad abitazione “ponte”

Struttura del Comune di Milano adibita ad abitazione “ponte”

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popolari-324x230 Struttura del Comune di Milano adibita ad abitazione “ponte” Costume e Società
Foto di Gianluca Preti

Una struttura comunale utilizzata come abitazione “ponte” per chi viene sfrattato. È questa in sostanza la funzione che avrà la struttura in Via Carbonia al 3, all’estrema periferia di Milano. 48 alloggi saranno infatti messi a disposizione dal comune di Milano. Questi alloggi serviranno a far fronte alle necessità abitative di chi viene sfrattato. Serviranno in particolare a chi non riesce a trovare una sistemazione abitativa dopo lo sfratto per ragioni economiche. Il progetto “Ponte Abitativo” prevede infatti l’uso di una struttura del comune, già adibita ad alloggi di emergenza. La trasformazione in alloggi si era resa necessaria quando, un edificio popolare, in via Cogne al 20, aveva preso fuoco, il 14 febbraio scorso.

La donazione dopo un incendio

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La società EuroMilano aveva immediatamente provveduto a donare l’immobile comunale per far fronte all’emergenza abitativa provocata da tale incendio. In questo modo si è permesso a circa 90 persone di poter avere un nuovo anche se temporaneo alloggio. Ora, dato che tali appartamenti saranno presto liberati grazie al fatto che i danni dell’edificio bruciato sono stati riparati e il condominio sarà messo in totale sicurezza, gli alloggi temporanei resteranno vuoti, ma non per molto.

Una struttura ristrutturata per residenze temporanee

L’immobile è stato ristrutturato esattamente con la finalità di diventare una residenza temporanea, per chi per tra le più svariate ragioni si trova in una situazione di disagio economico, sociale familiare e professionale tanto da passare da una condizione economica stabile ad una situazione di fragilità e di bisogno. La locazione sarà di carattere temporaneo in quanto si presume che le persone qui ospitate possano trovare un rimedio per la propria situazione precaria.

Per la prima volta un intero stabile adibito per questo scopo

Di fatto, è la prima volta, che il comune di Milano utilizza una struttura completa per questo genere di emergenza. L’assessore alla Casa Gabriele Rabaiotti, sostiene inoltre che gli sfratti generano spesso situazioni di una tale emergenza, che il comune ha, per mezzo degli Assessorati alla Casa e alle Politiche sociali, ritenuto di dover dare una risposta concreta. È anche un’occasione per sperimentare nuove forme di gestione degli immobili, con come modello un sistema che promuova attività atte a migliorare la convivenza e alla cura dell’immobile.

Concessione tramite avviso pubblico

La struttura verrà data in concessione tramite avviso pubblico. Chi otterrà la concessione dovrà gestire lo stabile per 10 anni, con la possibilità di rinnovarlo di altri 5. Dei 48 alloggi presenti nello stabile, che comprendo sia monolocali sia bilocali, 32 saranno affittati a famiglie in stato di disagio, per un massimo di 18 mesi, ad un canone massimo di 54 euro al metro quadro all’anno. Gli altri appartamenti saranno invece disponibili per parenti di persone ricoverate in ospedale o in case di cura, o per lavoratori temporanei, sempre per un periodo che non superi i 18 mesi, e il canone di locazione sarà non superiore ai 93,50 euro al metro quadro annuo.

Joni Preti
Appassionato di tutto quello che riguarda Milano, il suo passato, il suo presente e il suo futuro, amo tanto gli antichissimi siti e reperti archeologici, quanto i grattacieli e le nuove infrastrutture. Scrivo articoli e realizzo video sul mio canale youtube, anche in dialetto Milanese. https://www.facebook.com/jonivideomaker/

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