Il Milan e la Uefa: una sentenza, infiniti significati

Il Milan e la Uefa: una sentenza, infiniti significati

831dde14-e3ed-4f79-b677-e2472040e5ab-324x324 Il Milan e la Uefa: una sentenza, infiniti significati Calcio Prima Pagina Sport   Milano-Quanto meno complicato il dispositivo che il Milan e tutti i suoi tifosi aspettavano ormai da settimane: il succo della sentenza parla dell’esclusione dall’Europa League per la prossima stagione ma ciò che fa pensare è a chi imputare la vera colpa.

Il dispositivo

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La camera giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario per Club (CFCB) , presieduta da José Narciso da Cunha Rodrigues, ha preso una decisione sul caso AC Milan a seguito del rinvio del responsabile della camera di investigazione CFCB per la violazione delle norme del fair play finanziario, in particolare per la violazione della regola del pareggio di bilancio (break-even rule). Il club non potrà partecipare alla prossima competizione UEFA per club a cui è qualificata nelle prossime due (2) stagioni (una competizione sola nella stagione 2018/19 o in quella 2019/20, in caso di qualificazione). Contro questa decisione è possibile presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport, secondo l’Articolo 34(2) del regolamento procedurale che governa l’Organo di Controllo Finanziario per Club UEFA, e secondo gli Articoli 62 e 63 degli Statuti UEFA“.

Parola di burocrati

Più complicata non si poteva: i casi di errata interpretazione sono stati tantissimi con tifosi e addetti ai lavori convinti, nelle prime ore successive alla sentenza, che gli anni di esclusione dalle coppe fossero due. Il danno di immagine, in quel caso, sarebbe stato irrimediabile e sportivamente parlando avrebbe procurato uno sprofondo non solo nei conti ma sopratutto nell’arrivo dei giocatori. Tale sentenza, seppur pesante e diversa da ogni precedente giudizio, toglie al Milan la competizione Europea che ancora manca in bacheca, ma lascia le porte aperte al Tas (Tribunale arbitrale dello Sport) che entro dieci giorni riceverà la memoria difensiva del Milan.

A chi la colpa?

Il problema ora risiede nel capire a chi imputare realmente la colpa di quanto accaduto. La sentenza è ben chiara sul fatto che gli anni posti sotto osservazione siano stati quelli relativi al triennio 2014-2017, e cioè gli ultimi della gestione Berlusconi-Galliani. Prima di cedere la società il duo che ha dominato in Europa e nel mondo non ha fatto i giusti conti col Fair Play Finanziario lasciando in eredità alla nuova presidenza una bella gatta da pelare.

Yonghong cosa c’entra?

Il discorso relativo a Yonghong Li, nemmeno citato nella sentenza, si sviluppa poi su una strada parallela a tale percorso: se l’attuale presidente rossonero avesse fornito garanzie certe e tangibili sulla provenienza del proprio patrimonio l’Uefa avrebbe anche accettato il Settlmenet Agreement (forse anche il Voluntary) oltrepassando l’ostacolo della vecchia gestione. Insomma, nessuno si sarebbe fatto male se al posto di Yonghong ci fosse stato un Rocco Commisso qualsiasi, con un patrimonio reale e materiale che l’Uefa avrebbe potuto verificare testimoniando come le spese eseguite negli ultimi mesi siano state fatte solo ed esclusivamente per aumentare il valore del club e recuperare il Gap finanziario che avanzava dalla gestione dei tre anni indicati (2014/2017). Purtroppo Li non ha fornito tali garanzie, nonostante abbia sempre rispettato le scadenze di pagamento, e questo diventa un possibile problema in vista del prossimo viaggio in Svizzera.

Il ricorso al Tas

Nella sentenza emanata ed elaborata sulla base dei dossier consegnati all’Uefa, Yonghong Li non viene citato. Al Tas non potranno essere portate memorie difensive basate su ulteriori prove non presentate all’Uefa per questo la presenza di un nuovo presidente potrebbe spostare di poco gli equilibri. Il Tas giudicherà in base a ciò che l’Uefa ha analizzato e l’esistenza di un presidente diverso da quello attuale non sarà contemplata a livello burocratico. Potrà sicuramente influire l’arrivo di un facoltoso e tangibile investitore nella scelta dei giudici di Losanna, ma se rimaniamo al puro livello formale-tecnico non cambierebbe nulla.

Rocco Commisso: “Ci penso Io”

O il Milan o niente. La squadra di Milano ha un appeal mondiale di altissimo livello e la mia intenzione èriportarla ai livelli che le competono. L’Uefa doveva avere più rispetto per una squadra che ha vinto sette Champions League.” Queste le dichiarazioni di Rocco Commisso, possibile acquirente del Milan, ai margini di un’intervista concessa ad America Oggi e con la quale si è sfogato dopo l’ultimo volta faccia di Yonghong Li: sembrava tutto fatto, e invece il presidente cinese ha nuovamente tirato sulle condizioni da imporre. Secca la risposta del Tycoon Italo-Amricano: “L’acquisizione si fa ma solo alle mie condizioni, voglio il Milan e sono qua per prendermelo.

Fate presto

Non importa chi alla fine la spunterà: se Yonghong Li e le sue quote di minoranza o se Rocco Commisso e il suo fare da magnate che può tutto. L’importante, anche se non a livello burocratico quanto meno di immagine, è che prima di presentare ricorso al Tas tutto sia sistemato. C’è bisogno di ridare credibilità al Milan e l’arrivo di un nuovo proprietario che cancelli con un colpo di spugna tutte le incertezze che l’anno cinese si è portato con sé è essenziale per ripartire.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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