In zona Paolo Sarpi, un giardino quasi segreto

In zona Paolo Sarpi, un giardino quasi segreto

giardino-sarpi-1-324x243 In zona Paolo Sarpi, un giardino quasi segreto Ambiente Costume e Società
foto di Gianluca Preti

In zona Paolo Sarpi, tra tram, traffico di vetture e gente indaffarata che corre per le vie per i motivi più disparati, esiste un luogo dove il tempo sembra rallentare. Siamo al Giardino Comunitario Montello anche chiamato, Giardino Comunitario Lea Garofalo, che si trova appunto, in via Montello. Nonostante questo giardino sia aperto al pubblico, pochi vi si recano. Grazie a ciò, anche quando l’adiacente via Paolo Sarpi pare essere congestionata di persone, a tal punto che non si può fare a meno di scontrarsi con qualche pedone distratto, e tutte le vie della zona sono piene colme di auto e mezzi pubblici, questo, incredibile a dirsi, rimane un luogo calmo e silenzioso. Se non fosse, per il gruppo di giovani che giocano a pallacanestro nel piccolo campo a loro dedicato. Ma questo non è un fastidio, anzi, il loro giocare rende questo giardino più vivo.

Recupero urbano, una ricetta sempre vincente

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Il giardino è oggi un luogo veramente interessante e pieno di sorprese. Ci sono aiuole con piante, erbe officinali, e persino un piccolo orto, ma non è sempre stato così. Prima del 19 giugno 2017, infatti, questo giardino era nel più pieno abbandono, quasi un luogo di nessuno, che divideva due vie trafficatissime, oltre a condividere gli spazi con un distributore di benzina. Poi, i lavori di riqualificazione resi possibili anche grazie alla Fondazione Cariplo, del Gruppo Uvet, e grazie al Municipio 1 e degli assessori del Verde Pubblico e al Demanio del Comune di Milano. Nel 2002, la Piccola Scuola di Circo viene sfrattata da quella che era stata la sua sede storica, ovvero lo spazio oggi occupato dal giardino. Per lungo tempo questo luogo rimane abbandonato, anche se ci sono progetti per farlo diventare un grande parcheggio multi piano.

Un primo timido tentativo di recupero

Poi, dall’ottobre 2010 fino al maggio del 2011, alcuni cittadini tra cui architetti, esperti in botanica, in collaborazione con la Piccola Scuola di Circo e con il sostegno di Milly Moratti e di Vivai Borromeo, si sono adoperati per poter riaprire il giardino alla città. A causa dei pochi fondi economici, Il giardino è però rimasto chiuso per molto tempo. Poi, all’inizio del 2012, quando l’associazione Giardini in Transito è riuscita a farsi affidare l’area in comodato d’uso gratuito dal Comune di Milano.

Nel 2013 la svolta con la dedica a Lea Garofalo, vittima della ‘ndrangheta

Nel 2013 il giardino era stato dedicato a Lea Garofalo, testimone di giustizia torturata e uccisa il 24 novembre del 2009 dalla ‘ndrangheta. Questo fatto che assume un importante significato. Di fronte ad esso infatti, esisteva quello che era a tutti gli effetti un “fortino” di proprietà della famiglia Cosco. Membro di tale famiglia, Carlo Cosco, ex marito di Lea Garofalo, ne decise la crudele esecuzione e assieme a dei complici ne fece sparire il cadavere bruciandolo.
Lo spazio, grazie agli sforzi da parte del Centro Psichiatrico Diurno Procaccini” dell’ospedale Fatebenefratelli, l’associazione italo-cinese “Diamoci la mano”, l’associazione “Comunità Nuova” di Don Rigoldi e l’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) del Ministero di Giustizia, potrà diventare uno spazio sociale e ricreativo utile all’integrazione oltre che alla terapia e al supporto di persone problematiche.
Il giardino esiste anche grazie ai tanti volontari della zona, che se ne prendono cura, coltivando aiuole e piccoli orti, oppure, organizzando eventi come spettacoli o laboratori per adulti e bambini.

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Joni Preti
Appassionato di tutto quello che riguarda Milano, il suo passato, il suo presente e il suo futuro, amo tanto gli antichissimi siti e reperti archeologici, quanto i grattacieli e le nuove infrastrutture. Scrivo articoli e realizzo video sul mio canale youtube, anche in dialetto Milanese. https://www.facebook.com/jonivideomaker/

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