Il Mondiale dell’Argentina è appeso ad un filo

Il Mondiale dell’Argentina è appeso ad un filo

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mondiali-russia-logo-324x166 Il Mondiale dell'Argentina è appeso ad un filo Calcio Sport

Nella serata odierna andrà in scena l’ultimo atto del sorprendente gruppo D, con la nazionale di Sampaoli obbligata a vincere contro la Nigeria per ottenere il pass per gli ottavi ed evitare una storica figuraccia.

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Il Mondiale per Messi e compagni si sta rivelando un autentico incubo.

Solo un punto in due partite, contro la tutt’altro che temibile compagine islandese, ed una sonora sconfitta contro la Croazia.

Le colpe di Sampaoli

Ma non tanto per i risultati la compagine albiceleste è stata tremendamente ridimensionata.

Ciò che ha lasciato attoniti è una condizione atletica inadeguata di tutta la squadra, una mancanza totale di equilibrio tra i reparti oltre ad una incapacità di rendersi pericolosi in fase offensiva, nonostante l’enorme quantità di calciatori di talento in avanti.

Per questo il principale dei colpevoli viene rintracciato nell’allenatore.

Sampaoli certamente non è esente da colpe ma questa debacle non può essere tutta farina del suo sacco.

Se in fase difensiva la scelta di escludere Fazio due volte dall’undici titolare lascia qualche dubbio, specialmente tenendo conto della disposizione a tre della linea difensiva oltre al fatto di non avere l’Argentina grandi saltatori sulle palle inattive, la presenza a centrocampo di Biglia e Mascherano abbassa enormemente la squadra e, vista l’incerta condizione fisica dell’ex difensore del Barcellona, priva la mediana di intensità e corsa per il recupero palla e gli inserimenti in area.

Non è un caso che su ogni azione dal fondo della nazionale argentina non ci siano uomini in area pronti a battere in rete, se non il solo Aguero.  Un giocatore come Paredes avrebbe sicuramente fatto comodo. Resta pertanto da chiedersi perché sia stato lasciato a casa dai 23 per la spedizione russa.

Se davanti la connivenza tra il Kun ed Higuain viene vista con difficoltà anche a parere di chi scrive, così come quella tra Messi e Dybala, alcune esclusioni lasciano interdetti.

Nella seconda partita contro la Croazia Di Maria è stato lasciato in panchina mentre in avanti giocavano Meza e Salvio. Pavon che bene aveva fatto nella partita d’esordio quando è subentrato a gara in corso è stato ugualmente lasciato fuori dall’undici titolare.

Tutta a dritta

Ora, in una nazionale che non brilla per qualità difensive, non da ultimo il portiere che si è rivelato decisivo in senso negativo nella sfida contro i croati, ne in quanto a dinamismo a centrocampo, l’unica alternativa appare quella di coprirsi con giocatori di esperienza ed inserire davanti tutta la qualità possibile per cercare di arrivare alla conclusione con più facilità.

Perché quello che effettivamente lascia perplessi è la totale assenza di azioni pericolose che l’albiceleste ha prodotto in due gare. Una nazionale che dispone di giocatori come Messi, Higuain, Aguero, Dybala e Di Maria non può assolutamente permettersi di non riuscire a trovare il bandolo della matassa per scardinare le difese avversarie. Per tale motivo, anche se le scelte dell’allenatore lasciano più di qualche dubbio, l’incapacità di alcuni uomini, in primis ovviamente Messi, di affacciarsi nella metacampo offensiva con pericolosità necessita per gli stessi giocatori un approfondito esame di coscienza.

Chissà che il mondiale per la compagine della Pulga non possa ribaltare l’andamento finora mostrato e presentare poi nelle fasi finali una squadra in salute e sciolta mentalmente.

 

 

 

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