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Lacrime di Gioia: il Brasile vince e Neymar segna, il Girone E assume una nuova fisionomia

img_5982-324x380 Lacrime di Gioia: il Brasile vince e Neymar segna, il Girone E assume una nuova fisionomia Calcio Mondiali di calcio 2018 Prima Pagina Sport   Milano-E’ stato criticato per i troppi tuffi, per i capelli tinti nella maniera sbagliata, per non aver inciso già alla prima gara ufficiale dopo il rientro dall’infortunio. Sono mesi che Neymar è sotto i riflettori di tutta la galassia calcistica e ieri, dopo il goal segnato al 97esimo con il quale ha chiuso i conti con una Costa Rica mai doma, è scoppiato in un pianto liberatorio.

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Brasile – Costa Rica: 2-0

(Coutinho 91’, Neymar 97’)

Difficoltà enormi

Che fosse importante vincere e convincere (in egual misura) contro la Costa Rica è scontato oltreché banale: il Brasile visto con la Svizzera, convinto ma poco incisivo, non poteva essere quello vero e anche ieri pomeriggio contro una Costa Rica attenta e difficile da scardinare ha fatto fatica nell’arrivare a rendersi realmente pericoloso. Il rigore concesso e revocato a Neymar ha fatto infuriare il numero dieci (giusto annullarlo) che poco dopo si è beccato un giallo per proteste insieme a Coutinho: destino?

Emozioni e destino

Al 91esimo però, quando tutto sembrava realmente destinato a declinare in uno sconfortante pareggio seguendo l’onda lunga di un mondiale composto al novanta per cento da sorprese più o meno impronosticabili (l’Argentina? La Germania?), il nuovo gioiello di casa Barcellona rinsalda la propria posizione come capocannoniere della Seleçao: goal di punta a superare Keylor Navas (Gara da 7.5 la sua, ha parato qualsiasi cosa) e vantaggio Brasile in un tripudio verdeoro che nella notte si è spinto fino alle soglie di Milano, dove bandiere con la scritta “Ordem e Progresso” sventolavano un po’ ovunque.

O’ Ney

All’appello però mancava Lui: il tenore principale e l’indiziato numero uno a rompere definitivamente il duopolio Ronaldo-Messi nella storia del Pallone d’Oro. Cristiano ne ha già segnati quattro, Messi sembra attraversare una crisi esistenziale: lui semplicemente segna dopo aver sbagliato due goal già fatti e dopo aver preso botte ripetutamente, grazie a un assist di Douglas Costa (infinito: voto 8 in un tempo) e alla voglia di non mollare mai. Un goal con il quale si è scrollato di dosso tutta la tensione, la paura, la pressione di un Mondiale da giocare da protagonista dopo quello perso in casa, con lui in tribuna. Dovrà stare attento alle ammonizioni e a non istigare troppo gli avversari, vero problema per il suo gioco spettacolare, ma se continuerà ad esibirsi in “biciclete” come mostrato sull’1-0, ci sarà da divertirsi.

Un nuovo inizio

Ieri nel presentare la partita abbiamo definito la possibile vittoria del brasile come un nuovo inizio dopo il mezzo passo falso fatto contro la Svizzera: da tutti etichettata come favorita il Brasile aveva bisogno di scoprirsi umano e debole, emotivamente, per ritrovare quella spinta qualitativa e psicologica che serve per rimanere imbattuti per più di un anno. Coutinho si è elevato ormai a giocatore totale, Neymar una volta sbloccatosi potrà davvero diventare il miglior giocatore per questa competizione e la solidità mostrata (Thiago Silva capitano tornato ai suoi livelli, solo Miranda da rivedere) da difesa e centrocampo ha fatto il resto: il Brasile ha svoltato, e ora la sfida alla Serbia servirà a cementare le nuove certezze della Seleçao.

Serbia – Svizzera: un risultato a sorpresa?

Ieri si è poi giocata l’ultima partita della seconda giornata del Girone E: la Serbia di Kolarov sfidava la Svizzera di Shaqiri in una gara che poteva valere il primo posto in solitaria del Girone. La Serbia, nonostante il vantaggio iniziale, ha deluso le aspettative facendosi rimontare dall’ottima organizzazione difensiva della Svizzera che, prima con Xhaka e poi con Shaqiri ha ribaltato il risultato salendo a quota 4 punti in classifica. La prossima e ultima giornata sarà decisiva per i biancorossi, mentre la Serbia affronterà un Brasile carico che difficilmente lascerà punti per strada.

Serbia – Svizzera: 1-2

(Mitrovic 5’ / Xhaka 54’, Shaqiri 91’)

 

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del Giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale, collabora con NumeroDiez e ZoomMilano tra un viaggio e l'altro.

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