Rom. Garante dell’infanzia della Lombardia. “Sono d’accordo con il ministro Salvini”

Rom. Garante dell’infanzia della Lombardia. “Sono d’accordo con il ministro Salvini”

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IMG-20180619-WA0001-e1529411297537-324x226 Rom. Garante dell'infanzia della Lombardia. "Sono d'accordo con il ministro Salvini" Lombardia Prima Pagina   Ieri pomeriggio il Ministro dell’Interno Matteo Salvini nel corso di una trasmissione televisiva ha dichiarato che è sua intenzione, nell’ambito di un’azione di controllo dei campi rom, verificare la situazione dei minori e del loro stato di tutela in ambito familiare, sociale, assistenziale e scolastico per assicurarsi che i bambini che ci vivono insieme ai loro genitori abbiano pari opportunità nei percorsi educativi e di istruzione, garantendo loro una vita sana e una crescita tranquilla. Su questo argomento interviene oggi il garante dell’infanzia e dell adolescenza della Regione Lombardia, Dottor Massimo Pagani.

Si parla delle condizioni di vita dei bambini nei campi rom e di toglierli dalle famiglie nel caso che non rispettino i diritti fondamentali dell’infanzia. Qual è la sua posizione in merito?

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Il ministro Matteo Salvini ha perfettamente ragione quando indica quale azione indispensabile quella della ricognizione dell condizioni di vita nei campi dove i minori rom sono stanziali o di passaggio. Un controllo sistematico e frequente mi sembra assolutamente indispensabile, aiutando i servizi territoriali ed i Comuni nel loro compito che spesso si rivela costoso e gravoso. Abbiamo notizie frammentarie su quello che succede in quei campi, ma è nostro dovere esercitare tutte le azioni volte a garantire una tutela efficace dei minori rom. Soprattutto dobbiamo garantire a questi minori un futuro di garanzie in ambito affettivo, educativo e scolastico lontano dai fenomeni di devianza che vedono sempre protagonisti gli adulti, anche famigliari, nell’avviamento dei minorenni alla delinquenza ed allo sfruttamento sessuale.
Ricordiamo tutti il recente caso di della rissa in Via Odazio, in zona Lorenteggio, a Milano, dove una ragazzina era stata ridotta in schiavitù da una banda di connazionali, che la costringevano a prostituirsi e si spartivano i suoi guadagni. Sono casi inaccettabili, che indicano come il controllo su questi minori debba essere condotto sistematicamente, controllando l’intera comunità rom e gli ambiti dove queste comunità vivono, giungendo senza tentennamenti all’allontanamento dei minori laddove si ravvisi che le condizioni minime di vita dignitosa per un minore non sussistano.

Vuol dire quindi che vanno tolti alle famiglie e affidati a nuovi genitori?

Certamente. Vanno pensati per questi minori dei percorsi di dignità, diritti e garanzie che uno Stato deve assicurare. Non possiamo lasciare soli i Comuni in questo gravoso lavoro. E’ necessario che abbiano i mezzi economici per garantire un futuro a questi minori. Nel caso di allontanamento dalle loro famiglie di origine l’onere non può ricadere solo sulle amministrazioni comunali. Se il ministro vorrà disporre un censimento, preveda un approfondimento sullo stato dei minori, l’inizio di nuove azioni di tutela e lo stanziamento di risorse per permettere ai territori di porre la parola fine a questo stato di cose che vede i bambini quali vere vittime di questa vicenda infinita.

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono orgogliosamente uno speaker di Radio Padania libera. Coordino la redazione di Zoommilano.it, collaboro con Conflombardia.com e con alcune agenzie di stampa. In più gestisco un blog, CronacaOssona.com

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