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Alla scoperta del Girone F: i campioni del mondo in carica affrontano Messico e Svezia, la Corea fanalino di coda

img_5707-324x147 Alla scoperta del Girone F: i campioni del mondo in carica affrontano Messico e Svezia, la Corea fanalino di coda Calcio Mondiali di calcio 2018 Sport   Milano-Contro la squadra che dopo averci eliminato ha lasciato a casa la stella Ibrahimovic, la Germania e il Messico proveranno a conquistarsi un pass per gli ottavi calpestando la Corea del Sud e aprendo il girone con il confronto diretto tra le due potenze del Girone F. La Germania, nettamente favorita, punta ad una nuova finale, dopo aver vinto l’ultima coppa disputata in Brasile.

La Germania: coacervo di talento ed esperienza

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Si sprecano gli elogi per una nazionale che, dal 2002, arriva costantemente tra le prime quattro della massima competizione mondiale: Low, tecnico dal 12 luglio 2006, ha portato la nazionale tedesca alla conquista del mondiale brasiliano, con un 7-1 inflitto ai padroni di casa in semifinale, e alla prima Confederation Cup della sua storia; in quell’occasione la semifinale, vinta per 4-1, venne giocata contro il Messico, primo avversario del Girone F con cui misurarsi. Nonostante un 2018 da dimenticare pe gli standard tedeschi, una vittoria (Arabia Saudita), un pareggio (Spagna) e due sconfitte (Brasile e Austria), i campioni del mondo arrivano al Mondiale carichi come non mai: la stella, in questa edizione finalmente disponibile, sarà Marco Reus talento del Borussia Dortmund e alla prima partecipazione in un torneo internazionale con la sua nazionale. Il numero 11 è dotato di immensa classe e concretezza, ha recuperato da infortuni importanti che gli hanno falcidiato la carriera ma è pronto a prendersi il palcoscenico che gli spetta ai mondiali di Russia.

Messico: un po’ di sana follia

La prima gara del Girone F mette di fronte due squadre che più diverse non potrebbero essere: la classe ordinata della Germania campione di tutto e la follia del 4-1-4-1 offensivo del Messico di Juan Carlos Osorio. L’espressione calcistica messicana, nazionale dotata di immenso talento ma di poca continuità, è totalizzante: attacco totale alla ventura cercando di ottenere il massimo possibile da ogni azione portata nella metà campo avversaria. Giovani e Jonathan Dos Santos, Herrera, Chicarito Hernandez e soprattutto Lozano costituiscono l’ossatura di una squadra che in Rafa Marquez avrà ancora una volta (la quinta in un mondiale) il suo capitano e simbolo. Il 2018 messicano è stato altalenante: tre vittorie contro Islanda (3-0), Bosnia e Scozia (1-0), due sconfitte contro Danimarca (0-2) e Croazia (0-1) e un pareggio con il Galles (0-0) hanno contraddistinto l’avvicinamento al mondiale per una rosa che, in caso di secondo posto, potrebbe incontrare il Brasile di Neymar agli ottavi di finale.

Svezia: maledetto quel giorno

Era il 13 novembre, e l’Italia alle ore 23:30 diceva addio al mondiale di Russia. Per chi ci credeva il colpo è stato durissimo, per chi riteneva la Svezia inferiore un vero buco nell’acqua. La cultura calcistica non si discute, fu l’approccio, in quei tre giorni di novembre, ad affossare la nostra nazionale, condizionata da scelte rivelatesi errate. Ora la Svezia affronterà il girone F dominato dalla Germania, avversaria storica dell’Italia, e dal Messico dei folli sognatori di Osorio. Forsberg e Guidetti condurranno i gialloblù nel corso di un Girone che può subito mettersi in discesa, grazie alla partita inaugurale da giocare contro la Corea del Sud, vero sparring partner del gruppo. In caso di qualificazione uno degli avversari possibili è il Brasile: i ricorsi storici ci riportano al mondiale del ’50 dove i Brasiliani si imposero per 7-1 e ai mondiali del ’58 in Svezia, dove in finale i verdeoro di Pelè vinsero per 5-2. Magra consolazione per un popolo privato dal mondiale.

Corea del Sud: solo Son per evitare il tracollo

Altri ricorsi storici che ci riguardano da vicino: chi non ricorda l’ottavo di finale giocato ai mondiali del 2002 contro la Corea e quel golden goal che ci eliminò incredibilmente? Il Girone F sembra fatto apposta per ricordarci l’assenza dai mondiali degli azzurri, ma siamo quasi giunti alla fine dell’analisi e un ultimo sforzo va fatto: la Corea, allenata da Shin Tae-Yong, si approccia al mondiale con evidenti limiti tecnici, colmati solamente dalla presenza di Son (20 reti in 61 presenze per il classe ’92) che da solo potrà però fare ben poco contro la corazzata Germania e contro la voglia di Messico e Svezia. Destino segnato per la Corea? Riteniamo che, come per il Panama, essa sia l’ultima forza del Girone per distacco, anche se i campionati del mondo ci hanno insegnato a non dar nulla per scontato. La prima gara sarà lunedì 18 contro la Svezia, e si vedrà quanto la Corea potrà dire in un girone sulla carta proibitivo.

Calendario

17/06 Germania – Messico
18/06 Svezia – Corea

23/06 Germania – Svezia
23/06 Corea – Messico

27/06 Messico – Svezia
27/06 Corea – Germania

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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