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Alla scoperta del Girone A: i padroni di casa e l’Uruguay contro l’Egitto di Salah

img_5706-324x143 Alla scoperta del Girone A: i padroni di casa e l'Uruguay contro l'Egitto di Salah Calcio Prima Pagina Sport   Milano-Troppo difficile azzardare un pronostico in un gruppo che presenta i padroni di casa come testa di serie e l’Uruguay di Cavani e Suarez come candidata alla vittoria: senza contare la presenza dell’Egitto di Salah, vera outsider di questo mondiale.

Russia: Missione quarti

La Russia di Stanislav Cherchesov, ex allenatore di Legia Varsavia e Dinamo Mosca, arriva al Mondiale con il forte dubbio sulle proprie possibilità: le amichevoli giocate nel 2018 hanno regalato un solo pareggio (1-1 contro la Turchia) e tre sconfitte, maturate contro Brasile (0-3), Francia (1-3) e Austria (0-1). Oltre al pessimo stato di forma con il quale si presentano al mondiale, i russi hanno perso Kokorin: punta di diamante del 3-5-2 impostato dal tecnico e vera stella della nazionale di casa. Detto che l’Arabia Saudita dovrebbe giocare il ruolo di sparring partner all’interno del girone, la Russia si giocherà con Uruguay, favorito, ed Egitto i due posti disponibili per gli ottavi di finale. L’idea di provare a raggiungere i quarti si complica soprattutto a causa degli incroci pericolosi che, in caso di ottavi, porteranno la squadra di Golovin ad affrontare il gruppo di Spagna, Portogallo, Marocco e Iran, e dal quale potenzialmente dovrebbero uscire la Roja e i campioni d’Europa in carica. L’unica speranza a cui si aggrappa la Russia risponde al nome di Aleksandr Golovin, classe ’96, tuttocampista più numero 10 che numero 8 in forza al CSKA Mosca e vera stella degli orsi rossi. La prima gara, che si giocherà giovedì 14 giugno allo stadio Luzniki di Mosca, sarà il primo crocevia del Mondiale dei padroni di casa: una vittoria con l’Arabia Saudita metterebbe in discesa la qualificazione, soprattutto in caso di risultato positivo dell’Uruguay contro l’Egitto.

Le stelle dell’esperienza: l’Uruguay di Tabarez

I bi-campioni del mondo si presentano con Oscar Tabarez in panchina, 71 anni di cui 15 (3 + 12) passati alla guida della Celeste e con il duo Suarez – Cavani in attacco con l’intento di divorarsi il Girone A sperando di non incontrare la Spagna agli ottavi. Il Modulo di partenza schierato da tabarez è il 4-3-1-2 con il quale ha demolito l’Uzbekistan per 3-0 nell’ultima amichevole: di nostra conoscenza Caceres, schierato terzino sinistro, Vecino e Muslera, capisaldi di una Nazionale che tra i volti noti annovera anche Torreira e Godin. Partendo col favore del pronostico, l’Uruguay dovrà ripetere il percorso intrapreso nelle qualificazioni, dove con 31 punti si è classificata seconda davanti all’Argentina di Messi e dietro al Brasile stellare di Neymar. I 49 goal segnati da Suarez sono la garanzia che davanti, la Celeste, sta bene e può dire la propria: nella prima gara contro l’Egitto di Salah (venerdì 15 giugno ore 14:00) sarà fondamentale mettere subito in chiaro le gerarchie, puntando a una vittoria rotonda che assicuri il primato temporaneo nel girone.

Salah è recuperato: bentornato Faraone

Gli Egiziani sono stati per molto tempo uno dei popoli più potenti e sviluppati della storia dell’uomo e il Nilo, fiume leggendario della terra a nord est del Sahara, ha ammirato una civiltà imponente e duratura. A livello calcistico l’Egitto domina il calcio Africano con 7 coppe d’Africa vinte, 2 secondi posti, 3 terzi posti e 3 quarti posti con un totale di 15 piazzamenti nelle prime quattro posizioni (record). Nonostante tali affermazioni in campo continentale l’Egitto ha partecipato solo tre volte ai mondiali e l’ultima delle quali risale a 28 anni fa: Italia ’90, altri tempi, altro calcio. Ci sono voluti Hector Cuper e Momo Salah per riportare l’Egitto alla coppa del mondo con la vittoria del proprio gruppo di qualificazione (13 punti in 6 partite) e con prestazioni che la indicano come possibile sorpresa di questo mondiale: intendiamoci, niente di trascendentale, ma con un Salah così è difficile non scommettere nulla sui faraoni in un girone molto equilibrato. La stella della squadra, infortunatosi nel corso della finale di Champions League persa contro il Real Madrid, pare aver recuperato per la gara inaugurale contro l’Uruguay, vero crocevia del girone per entrambe le squadre.

Arabia Saudita: l’importante è esserci

Il ministro Turki Alalshik ha 36 anni e guida la Lega dei 57 paesi Mussulmani oltre a gestire il calciomercato dei club Arabi. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport in merito all’assegnazione della finale di Super Coppa Italiana all’Arabia, ha parlato dell’importanza che ha il mondiale per la nazionale del suo paese. Essere ai mondiali, soprattutto in ottica di business e di crescita dal punto di vista sportivo, è importantissimo per uno stato affamato di calcio. In quest’ottica, la nazionale dell’Arabia disporrà della vetrina della partita inaugurale contro la Russia e ha già sfruttato l’onda lunga di questa qualificazione giocando una gara, persa per 2-1, contro l’Italia di Mancini e Balotelli. Nel gruppo A potrà dire la propria? È quello che spera Juan Antonio Pizzi, ex tecnico di Cile e Valencia, ora assoldato dall’Arabia per la missione Mondiale: punta forte su Mohammad Al-Sahlawi, autore di 24 reti in 25 gare disputate con la maglia della propria nazionale.

Il calendario

Inizierà tutto con la partita inaugurale di giovedì tra Russia ed Arabia Saudita, per poi proseguire fino al 25 giugno, giornata conclusiva in cui si consoceranno i verdetti definitivi del gruppo A:

14/06 Russia – Arabia Saudita
15/06 Egitto – Uruguay

19/06 Russia – Egitto
20/06 Uruguay – Arabia Saudita

25/06 Arabia Saudita – Egitto
25/06 Russia – Uruguay

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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