Chiama la polizia e lo arrestano

Chiama la polizia e lo arrestano

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Foto di Gianluca Preti

A volte la sfortuna è un qualcosa che si può veramente toccare con mano. Alcuni potrebbero attribuire al karma, ovvero la filosofia secondo cui tutto quello che facciamo si ripercuote poi sulla nostra vita, altri potrebbero pensare che si tratti solo di una persona particolarmente sfortunata. Sta di fatto che sabato 9 giugno intorno alle 19, 30 J. Z. di 26 anni, dopo aver subito una tentata rapina per strada, in piazza Luigi da Savoia a Milano è stato arrestato.

Come si sono svolti i fatti

Lo sfortunato, dopo l’aggressione, ha chiamato le forze dell’ordine. Egli ha dichiarato di essere stato aggredito da quattro persone, un uomo e una donna che inizialmente, con il pretesto di chiedere una sigaretta, lo avrebbero aggredito, e una coppia di nordafricani, che, per strappargli il borsello lo avrebbero percosso ripetutamente. Nonostante qualche contusione, la vittima è riuscita a chiamare aiuto. Due dei quattro rapinatori, un uomo e una donna, che sono poi risultati essere italiani, sono infine stati identificati ed arrestati. I due nordafricani, invece, sono tuttora ricercati. Nonostante le contusioni riportate, la vittima non ha richiesto l’intervento del personale di servizio sanitario.

Non sempre conviene però chiamare la polizia

Forse la vittima non ha pensato alle conseguenze del chiamare la polizia anche in una situazione di sicuro pericolo, infatti, ad un più attento esame, anche la vittima è risultata non essere proprio il classico cittadino esemplare che, il più delle volte, è vittima di tali agguati. Era ricercato da polizia e carabinieri per un ordine di carcerazione e di conseguenza è stato immediatamente portato nel carcere di San Vittore, dove avrà modo di pensare a lungo sul fatto che quando si ha un mandato di cattura pendente sulla propria testa, o ci si presenta spontaneamente per scontare la pena, o prima o poi si dovrà comunque fare i conti con la giustizia. Molto probabilmente è questa la ragione per cui non ha richiesto cure sanitarie, forse temeva che una volta in ospedale le forze dell’ordine potessero scoprire il suo contenzioso con la giustizia. Si dovrebbe sapere però che ormai, con la tecnologia a bordo dei mezzi dei corpi di polizia, basta inserire i dati di una persona per sapere all’istante se è già noto alle forze dell’ordine. Dalla tecnologia moderna, non si scappa.

Un luogo non proprio raccomandabile

Piazza Luigi di Savoia, si trova a ridosso della stazione centrale, zona che ad una certa ora pullula tanto di persone poco raccomandabili, quanto personale della polizia e dei carabinieri sia in divisa sia in borghese. Non stupisce perciò il fatto che ci sia stato un intervento così repentino delle forze dell’ordine, quello che lascia stupefatti è che sia i quattro aggressori, sia la vittima con precedenti penali, fossero in una zona dove il rischio di essere arrestati è certamente molto superiore rispetto ad altre zone più tranquille del capoluogo lombardo.

Joni Preti
Appassionato di tutto quello che riguarda Milano, il suo passato, il suo presente e il suo futuro, amo tanto gli antichissimi siti e reperti archeologici, quanto i grattacieli e le nuove infrastrutture. Scrivo articoli e realizzo video sul mio canale youtube, anche in dialetto Milanese. https://www.facebook.com/jonivideomaker/

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