Walter Swennen “La pittura farà da sé”

Walter Swennen “La pittura farà da sé”

art2-324x139 - Walter Swennen "La pittura farà da sé"  - Costume e Società Cultura  Milano – In occasione della sua prima personale in un’istituzione italiana, Walter Swennen (n. 1946, Bruxelles) presenterà, dal 21 giugno al 26 agosto 2018 alla Triennale di Milano, la sua indagine attorno alle basi ideologiche della pittura.
La mostra sarà curata da Edoardo Bonaspetti, e ripercorrerà attraverso più di quaranta dipinti realizzati dai primi anni Ottanta ad oggi, una realtà espressiva libera e sfuggente, in cui lo spettatore è sollecitato da un’infinita serie di interpretazioni e ipotesi.

Chi è Swennen

Prima di concentrarsi sulla pittura negli anni Ottanta, Swennen si è dedicato alla poesia e alla filosofia. Gran parte della sua produzione infatti dimostra un interesse per le qualità associative del linguaggio: sperimentazioni evocative e collage stratificati popolano le tele e influenzano i titoli delle sue opere.
Da bambino, a causa della Seconda Guerra Mondiale, la sua famiglia smise di punto in bianco di utilizzare il fiammingo, per parlare il francese. Infatti pochi anni dopo,non fu più in grado di parlare la sua lingua madre; da qui l’artista cominciò a percepire il linguaggio come forma di comunicazione ed espressione.

Swennen si è formato studiando Freud, Kierkegaard e Lacan. A ciò seguì un sempre maggiore interesse nei confronti di artisti legati alle ricerche riguardanti la parola, come Bob Cobbing o Marcel Broodthaers.
Infatti le sue tele cominciano ad essere stracolme di lettere, frasi e frammenti in inglese, fiammingo e francese, volte a creare nonsenso e mistero. Le sue immagini si stavano liberando di ogni tentativo di rappresentazione del reale.

La riconoscibilità di lettere, parole, figure è solo e soltanto un’illusione, un inganno che vuole spingere lo spettatore in una dimensione la cui ricchezza semantica non può essere chiarita né ridotta ai suoi minimi termini. E’ possibile riconoscere un disegno in una forma geometrica, ma pur pensando di poter leggere le diverse lettere, in realtà ciò che vediamo sono superfici e forme che significano sempre qualcos’altro.
Swennen gioca continuamente con gli elementi della pittura, li isola e deforma in un infinito lavoro di composizione e scomposizione, sperimenta con materiali, colori e tecniche, crea tutto e niente.

Elena Capilupi
Studentessa calabrese di Mediazione Linguistica e Culturale della Statale di Milano. Aspirante giornalista e appassionata di arte, cinema e musica. Sempre alla ricerca di nuove esperienze e nuovi modi di vedere il mondo.

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