img_5429-324x312 Affare o altro disastro? Perché il Milan dovrebbe prendere Balotelli Calcio Prima Pagina Sport   Milano-Provocazione o logica argomentazione? Il Milan, in questo momento, dovrebbe puntare sul Balotelli giocatore, nonostante ci sia Raiola ne gestisca gli interessi.

Super Mario Balotelli

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Facciamo finta che Raiola non abbia litigato con Mirabelli, che i due si siano indifferenti, e che di conseguenza si possa valutare solo l’aspetto tecnico e caratteriale di un giocatore al momento dei primi approcci di mercato. Facciamo finta che Mario voglia tornare a Milano e che i rossoneri si rendano conto di quanto possa ancora dare al calcio italiano e, sopratutto, al Milan stesso. Balotelli ha in sé tutta la potenza e la voglia di un riscatto che, in azzurro arriverà con Mancini, ma che in Italia deve ancora conquistarsi. Sappiamo che non ha sempre avuto gli atteggiamenti corretti, ma un giocatore che nel corso della gestione Seedorf ha segnato 14 goal portando ben 35 punti nel solo girone di ritorno, non può vedersi fermata la propria carriera per pregiudizi e sopratutto per limiti caratteriali che da due anni ormai non si vedono più. E’ tornato in Nazionale, questa sera contro la Francia nella sua Nizza sarà capitano in caso di forfait di Bonucci, ha segnato al rientro in azzurro dimostrando personalità e carattere. Mario è l’eterno escluso dal nostro calcio che non accetta il diverso, ma forse è il momento di andare oltre i preconcetti finora dominanti.

Perché No

Senza continuare a filosofeggiare, il Milan dovrebbe riprendere Balotelli, ma il calciatore col numero 45 produce alcuni “contro” che meritano di essere analizzati. Primo fra tutti Mino Raiola: l’agente di Mario è lo stesso di Abate, Bonaventura e Donnarumma, ed a più riprese ha cercato di portare lontano dal progetto Milan tutti e tre i suoi calciatori. La telenovela montata ad arte sul futuro del portiere ha finanche mobilitato i tifosi in una campagna contro l’agente Italo – olandese nella speranza che i suoi assistiti, e quindi i teatrini mediatici, spariscano da Milanello. Il No a Mario, oltre che per motivazioni caratteriali che oggettivamente fatichiamo a vedere e capire, proverrebbe solo ed esclusivamente dalla situazione attuale vissuta a Milanello tra Raiola e Mirabelli.

Perché Si

339 presenze e 138 goal ufficiali, una Champions League, un campionato inglese e tre Italiani, l’FA Cup. Un palmares invidiabile per un giocatore da sempre etichettato come fuori da qualsiasi schema imposto. Ma allontanandoci dai numeri, principalmente Baloteli segna. Segna abbastanza da risultare decisivo (26 goal in 38 presenze col Nizza quest’anno) e si porta dietro un bagaglio di conoscenze tecniche e fisiche non comuni, che gli permettono di dominare in campo quando risulta coinvolto dal progetto, proprio come succede in Nazionale e al Nizza.  Mario è un classe ’90, ha l’esperienza giusta per fare la differenza in una rosa giovane come quella rossonera ma ha ancora l’età per fare grandi cose nel calcio Europeo e Mondiale e ha come main sponsor la Puma, guarda caso il prossimo sponsor tecnico del Milan. A Gattuso un talento simile potrebbe servire non solo a dare una “sveglia” metaforica e pratica agli altri attaccanti in rosa, ma sopratutto per inserire esperienza e personalità in una squadra che ne difetta ampiamente.

Balotelli, la Nazionale e la Serie A

I motivi per riprendere Balotelli non si fermano qui. Il giocatore è a parametro zero (le commissioni per Raiola entrerebbero a bilancio ma non parliamo di cifre mostre) e questo permetterebbe al Milan di chiudere la trattativa in poco tempo mettendo Balotelli a disposizione di Gattuso fin dal 9 luglio, primo giorno previsto di ritiro. Queste caratteristiche ne fanno però un giocatore ambito, in Italia e all’estero, e chiunque voglia aggiudicarsi le sue qualità dovrà muoversi in fretta. Mario ha un futuro luminoso davanti a sé a partire da questa sera: alle 21:00 la Nazionale di Roberto Mancini sfiderà la Francia a Nizza, casa da due anni del numero 45, e Mario sarà capitano. Il nuovo corso è iniziato, e Balotelli ne è il primo testimone.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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