WorkArt: Pietro Cusi e la Street Art di Milano

WorkArt: Pietro Cusi e la Street Art di Milano

img_5027-324x243 WorkArt: Pietro Cusi e la Street Art di Milano Costume e Società Cultura WorkArt   Milano – Inauguriamo la nuova rubrica WorkArt di ZoomMilano con un artista che ha iniziato a dipingere sui quadri di Pollock e da allora non si è più fermato: Zoom presenta Pietro Cusi.

Arte sul naviglio grande

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Domenica 6 maggio sul naviglio grande di Milano si è svolta la grande manifestazione di “Arte sul Naviglio Grande” con fotografia, pittura e scultura esposte da più di duecento artisti. In questa cornice incontriamo Pietro, che sulle sponde del naviglio da sfogo alla propria creatività con un ‘live painting’ di cui riportiamo l’esito finale. Lo intervistiamo per farci raccontare i suoi inizi e, sopratutto, se la sua arte è già diventata un lavoro o è ancora soltanto una passione.

Gli inizi e la Street Art

Ho iniziato a quattro anni: mi piaceva Pollock e cercavo di riprodurre i suoi quadri con le mani. Poi crescendo ho un po’ perso questa passione per poi ritrovarla alle superiori, quando entrando nel mondo dei collettivi ho conosciuto le bombolette. Lì sono passato a eseguire disegni su carta con le bombolette ma ancora una volta la mia vena creativa, spontanea e impulsiva, si è fatta trasportare da altro traslandomi sulla musica. Ho ripreso a dipingere, quando poi è diventato un vero e proprio lavoro, all’università e tutt’ora continuo cercando di ampliare sempre più le commissioni e le esposizioni.

La Street Art è un modo di cambiare la città senza intervenire sulle infrastrutture, dal vagone del treno al murales su commissione l’arte di strada è un continuo live painting. Oggi la gente può vedermi dipingere sul naviglio, ma potrebbe anche farlo qualora facessi un murales in una zona qualsiasi della città.”

Cosa significa essere artista nel 2018?

Essere artista nel 2018 significa essere fondamentalmente un creativo. Non puoi fossilizzarti su quello che sei capace di fare ma plasmarti a seconda di ciò che hai intorno, partendo dall’ambiente fino ad arrivare ai desideri di un cliente che può commissionarti un’opera. Significa essere dunque un creativo che sviluppa una propria poetica ma che poi deve per forza di cose capire il mondo che lo circonda e modificarsi a seconda di ciò che gli viene richiesto.”

Con l’arte oggi si può vivere?

Si, come si fa da sempre e in tanti modi. Innanzitutto trovare un giro di clienti a cui piace la tua arte e cominciando ad esporre nelle gallerie. Quest’ultima è la cosa più importante in assoluto perché permette di accrescere l’importanza della tua arte. È l’unione di vendita ed esposizione a fare del tuo nome un’icona ricercata.”

Arte, emozioni e Icardi

Nella mia arte le emozioni c’entrano poco, se posso permettermi un paragone sono una sorta di killer gelido come Icardi: studio e progetto il mio quadro, c’è poco di emotivo. Un solo quadro è stato fatto sotto la spinta delle emozioni, è appeso in camera mia ed è l’unico che non venderò.”

Il calendario: dove trovare i nostri WorkArters

Quest’anno è consacrato all’uscita dal guscio: non è per me essenziale vendere in quest’annata perché prima di considerare l’arte come un lavoro che può sostentarmi economicamente voglio investire sul mio lavoro cercando di esporre in più luoghi possibili e aumentare l’importanza della mia arte. Mi piacerebbe andare anche all’estero in una capitale mondiale ma ancora non c’è niente di definito.
Il calendario estivo partirà con l’esposizione in triennale di Looking for Art per poi evolversi nel corso dei mesi.

Un viaggio importante

Vedere New York. Ci siamo ispirati nella nostra cultura agli States anche se sono convinto che li l’aria sia proprio diversa. Il mondo della Street Art viene da NY e poter viaggiare per scoprire la cultura degli Usa mi sarebbe sicuramente di grande aiuto.

L’Inter e l’arte

Ci conosciamo al di fuori del mondo di WorkArt io e Pietro e da tempo parliamo di Milan e Inter: lui, tifosissimo dell’Inter, ha vissuto male la stagione della squadra di Spalletti e ha deciso di definirmela così:
Se dovessi paragonarti l’Inter a un artista direi Baschià, morto giovane ma con un talento immenso. L’Inter di questa stagione è un po’ così, dal potenziale immenso ma dalla poca incisività. Il movimento che rappresenterebbe al meglio la squadra nerazzurra? Il Post Modernismo di Munch, raccapricciante ma con delle punte di colore incredibile.” Era felice però durante l’intervista quando Lazio e Atalanta hanno pareggiato.

La realtà dei fatti

Dunque di arte si può vivere, e ancor più si può investire tramite la propria arte su se stessi per accrescere le proprie capacità e migliorare i propri lavori. È quanto ci riporta Pietro che non ha ancora fatto dell’arte il proprio unico lavoro, ma che ha deciso di investire sulla propria passione e sul proprio lavoro da artista per migliorarsi, crescere e avventurarsi in quello che è il mondo dei creativi nel 2018. Con uno sguardo al tablet per seguire le stagioni nerazzurre.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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