La danza delle streghe: il diavolo bruciato a San Siro

La danza delle streghe: il diavolo bruciato a San Siro

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img_4688-324x194 La danza delle streghe: il diavolo bruciato a San Siro Calcio Sport   Milano – Incubo o triste realtà? Non c’è  Brignoli a porre fine alla corsa del Milan, ma il fantasma di Iemmello che sotto la Sud è ormai una sentenza.
Milan – Benevento: 0-1
(Iemmello 29’)

Nata male

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Che la partita inizi male lo si vede già dai primi minuti: Bonucci sbaglia il primo di tanti appoggi e la squadra sembra girare a vuoto senza una reale idea di gioco. La mancanza di Suso e Calhangolu si fa sentire ma contro un Benevento già virtualmente retrocesso dai giocatori, quali che fossero, del Milan ci si aspetta una vittoria che sappia di normalità.

Le due punte e Iemmello

Gattuso sceglie il 4-4-2 tanto invocato per la presenza della doppia punta. Andrè Sílva e Cutrone, potenzialmente letali in coppia, non trovano mai per tutta la gara il bandalo della matassa e la manovra, sterile questa volta del Milan, ne viene fortemente penalizzata. Biglia fa quel che può e Kessiè straborda a centrocampo, ma senza lampi di genialità calcistica la porta di Puggioni resta un’utopia.
Ci riesce Pietro Iemmello, classe ‘92 e con un passato recente in Serie C. Lo scorso anno, quando vestiva la maglia del Sassuolo, aveva abbattuto l’Inter con una doppietta. Quest’anno si è ripetuto, spegnendo la luce a casa del diavolo.

Goal e traverse

Al minuto 29 Bonucci lo tiene in gioco e il numero 33 punisce Donnarumma proprio sotto la Curva Sud. È in un San Siro incredulo che il Milan inizia a rendersi conto di cosa stia maturando. Nella ripresa dentro Suso, Kalinic e Locatelli a ripetizione, senza che nessuno di essi riesca a cambiare il corso della gara: il croato non esce vincitore neanche dallo scontro con Djimsiti.
È Kessiè che cerca di ridare speranze al Milan quando al minuto 60 scaraventa un missile contro la traversa di Puggioni, facendo invocare da San Siro un po’ di buona sorte.

Zero qualità?

Dopo la traversa dell’ivoriano la gara si spegne progressivamente. Il Milan arranca alla ricerca di un pareggio che non arriva. I ragazzi di De Zerbi, elogiati in settimana da Gattuso, vanno anche vicini al raddoppio con un diagonale che spaventa Donnarumma.
Cosa trarre da una gara del genere? Poco, se non la consapevolezza che il calo fisico non possa essere l’unica componente da tenere in considerazione. Al Milan di Gattuso mancano alternative e, qualora manchino le due fonti di gioco ovvero Suso e Calhangolu, la manovra diventa inesistente. Dopo gli scivoloni con Torino e Sassuolo, questa sconfitta conferma la fine delle ambizioni rossonere e ne certifica l’impellente bisogno di ritrovare normalità.

Le pagelle

Cutrone & Andrè Sílva: 5
Male in coppia perché mai pericolosi. Meglio il numero 63, che si sbatte molto di più.

Bonucci: 4
Inconcepibile una partita simile da parte sua. Doveva tenere alta la concentrazione dei suoi e mostrare la via verso una vittoria importante, e invece sbaglia dal primo all’ultimo passaggio della gara.

Biglia: 6
Il migliore del Milan per continuità di rendimento all’interno della gara: non sbaglia in impostazione ma, come da sue caratteristiche, non va mai in verticale rendendo la manovra sterile.

All. Gattuso: 5,5
Ci ha provato anche con le due punte. Cercava un Milan normale che superasse il Benevento come secondo le aspettative e invece trova un Milan sotto ritmo e incapace di concludere a rete. Calo fisico e mentale da cui partire per capire cosa c’è che non va in questa squadra.

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del Giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale, collabora con NumeroDiez e ZoomMilano tra un viaggio e l'altro.

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