img_2287-324x274 Milan - Napoli: quella volta che ... Calcio Sport
Milano-…era il 13 gennaio del 2008. A San Siro scendeva in campo il Milan campione di Europa e del mondo con giocatori del calibro di Kakà, Maldini, Ronaldo, Seedorf. In dieci anni tutto si è ribaltato: il Napoli, che ai tempi giocava con Iezzo e Garics, ora gioca con Insigne e Mertens, mentre il Milan è reduce dal pareggio agguantato in extremis col Sassuolo.

Il destino

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Chiuderà quinto quel Milan, dietro una straordinaria Fiorentina ma a +14 dal Napoli di Reja. Inutile ricordare come negli ultimi anni sia stato il Napoli a dare, nell’ordine, 11, 25 e 23 punti ai rossoneri, sopratutto alla vigilia di una partita che sarà l’ultimo grande step della stagione. Ma torniamo a quella sera di gennaio, quando nel Milan suonava la musica brasiliana e la storia di Hamsik al Napoli era appena iniziata.

Alexandre Pato

Un destino, forse, ce lo abbiamo tutti. È più facile vederlo in un calciatore, la cui carriera è sotto i riflettori dall’inizio alla fine. Ancor di più quando hai un talento come quello di Alexandre Pato. Quella sera a San Siro, con compagni campioni di tutto come Ronaldo, Kakà, Maldini e Nesta, faceva il suo esordio un diciassettenne venuto dall’Internacional di Porto Alegre. Credenziali ottime: esordi in club e nazionale bagnati tutti con goal, vittoria del mondiale per club contro il Barcellona di Puyol, Ronaldinho ed Eto’o, 22 milioni e prezzo record per un minorenne pagati dal Milan per strapparlo proprio ai Blaugrana.

Quella volta che …

La partita è sul 4-2 per i rossoneri: la doppietta di Ronaldo e le reti di Kakà e Seedorf hanno steso un Napoli inferiore e San Siro è in festa. Pato ci prova più volte, il tocco del predestinato si assapora solo guardandolo dalla tribuna, ma Iezzo decide di superarsi e il numero 7 sbatte ripetutamente su di lui. Al 70’ però l’appuntamento con la storia non tarda ad arrivare: lancio di Favalli, entrato al posto di capitan Maldini, che taglia tutto il campo. Pato aggancia, fa fuori il difensore e batte Iezzo in uscita. Era un altro Milan, era un altro calcio.

Questa volta

Questa invece sarà diametralmente opposta. Il Milan è scevro di campioni, viene da due punti in tre partite e i giocatori sembrano dover essere ricaricati come un giocattolo di tanto tempo fa. Il Napoli, seppur nella sua crisi interna, gioca un calcio costruito e intellettuale, fisico ma armonioso che, Juventus permettendo, potrebbe regalargli lo scudetto tanto sognato qualora allo Stadium facessero l’impresa. A San Siro sarà una battaglia in cui i rossoneri dovranno fare a meno di Bonucci e Romagnoli, comandanti di una difesa diventata il punto di forza del Milan di Gattuso.

Nave in bottiglia

Gattuso non c’era quel 13 gennaio 2008. Era squalificato e al suo posto giocò Ambrosini. Viveva e respirava quel Milan, il guerriero che ora allena il diavolo cercando di riportare un po’ di quello spirito nei ragazzi che ora ha davanti. Se sarà possibile farlo, solo il tempo lo dirà. Per ora la testa deve andare al Napoli e alla preparazione, con un mese davanti, alla finale di coppa Italia: traguardo che sia un punto di partenza e non di arrivo, per un Milan che deve tornare a splendere.

Simone Mannarino

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del Giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale, collabora con NumeroDiez e ZoomMilano tra un viaggio e l'altro.

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