Al 20 aprile al Leoncavallo il giorno della marijuana

Al 20 aprile al Leoncavallo il giorno della marijuana

maxresdefault-6-324x182 Al 20 aprile al Leoncavallo il giorno della marijuana Costume e Società Curiosità   Per una volta dare degli strafatti a un gruppo di persone, o a un circolo culturale, non sembra essere un insulto, ma una notizia corredata da un comunicato stampa con preghiera di pubblicazione fornita dagli stessi. Ci hanno infatti informato che il prossimo 20 aprile allo Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo, si terrà la festa dedicata alla prima giornata mondiale celebrativa della Marijuana, il 420 Vibes Party . “La serata è organizzata dal rapper Ensi, da sempre in prima linea per difendere e diffondere i principi legati al mondo della cannabis, che si esibirà in concerto assieme ai colleghi AxosNerone e Jack The Smoker. Artisti che nei loro rispettivi testi hanno sempre trattato sotto vari punti di vista le tematiche riguardanti l’argomento come la depenalizzazione, il proibizionismo, gli stili di vita alternativi e molto altro”.  Dalle notizie inoltrate si tratta di una vera e propria fiera in cui è possibile trovare materiale divulgativo, e gadget legati al settore fumatori come accendini, posacenere, cartine, cilum, narghilè, bong, vaporizzatori e semi da collezione. A inizio serata è prevista anche la proiezione in anteprima del trailer di Canapa Nostra, il primo docu-film italiano che racconterà la storia della coltura e dello sviluppo di questa pianta nel nostro Paese. Prima e dopo i concerti DJ set Hip-Hop e dancehall a cura di Fritz Da Cat e DJ MadKid.

Il giorno della semina e della raccolta

Ogni anno chi si batte per la depenalizzazione dell’uso e dello spaccio delle cosiddette droghe leggere organizza una giornata di questo genere travestendola una volta da “festa di primavera” e un’altra da “festa del raccolto” e tenendola entro il limite più estremo della legalità, parlando di semi da collezione. Infatti mentre la coltivazione della marijuana è proibita, non lo è la vendita e la commercializzazione della semenza. Quest’anno ci raccontano la leggenda di 5 studenti californiani che, nel 1971, si erano dati appuntamento all’ uscita da scuola, alle 4. 20 per andare a caccia della piantagione perduta e che per questo motivo sono diventati simbolo di un mito per molte generazioni di cannaioli.

La questione religiosa del movimento giamaicano Rasta

Si parla spesso della marijuana come di una pianta messa ingiustamente fuorilegge e che ha proprietà curative. Come tutte le piante contiene sostanze che possono essere considerate curative, ma anche velenose e che hanno forti effetti collaterali. Un tempo le fibre della pianta, nella variante della canapa, erano utilizzate come fibre tessili. Poi con l’arrivo della fama del musicista giamaicano Bob Marley, anche in Italia si diffuse l’abitudine di fumarla per drogarsi. La musica e la cultura di Marley prendeva spunto dal movimento giamaicano Rasta, diffusasi fra i discendenti degli schiavi africani che intendevano ritrovare le loro radici culturali, dalle credenze religiose all’uso delle particolari acconciature, e anche fumando la cannabis per trovare, attraverso le proprietà allucinogene, l’ispirazione religiosa e mistica.

Una legalizzazione che farebbe un favore alle cosche mafiose

Se in Giamaica l’uso della marijuana aveva un senso culturale, in Italia l’abitudine al fumo di cannabis è diventato una questione di salute pubblica. Le proprietà allucinogene, e curative per alcune malattie, rendono la pianta particolarmente pericolosa, come la belladonna o il mughetto. Farsi le canne è soprattutto un’ abitudine da ragazzini, che sono quelli che hanno maggiori danni dal fumo. Si è arrivati a vietare la vendita di alcool e sigarette ai minorenni, ma c’è chi vorrebbe concedere il libero accesso alla marijuana, legalizzandone il commercio. Attualmente il narcotraffico è nelle mani della criminalità organizzata.  Fra i ragazzini e la ‘ndrangheta, la mafia e gruppi di nordafricani dediti allo spaccio ci sono solo le forze dell’ordine, che possono agire e difendere i giovani solo in forza delle leggi che rendono illegale lo spaccio e il traffico di stupefacenti.

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente, sul giornalino della parrocchia, l'Urlo. Tra il 1977 e il 1982 circa ho lavorato in una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Da 17 anni sono uno degli speaker radiofonici della più bella delle radio milanesi, RPL. Ho collaborato con quotidiani e settimanali, occupandomi di tutto, dalla cronaca allo sport. Come Web Content Specialist seguo blog e testate giornalistiche online. Ora mi occupo della redazione di Zoom Milano.

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