img_3294-324x211 Bonucci e lo Stadium: una nuova strada Calcio Prima Pagina Sport   Milano-Luci e ombre nel percorso di capitan Bonucci ci sono sempre state. Fin dalle giovanili è stato capace di tonfi incredibili e di picchi di qualità altissimi. Sabato torna allo stadium da avversario dopo sette anni intensi. E non aspetta altro.

Vincere non è importante …

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Sette anni con la maglia bianconera non si cancellano facilmente. Sopratutto se conditi dalla vittoria di sei scudetti, tre coppe Italia e il raggiungimento di due finali di Champions League. Sopratutto se di quella Juventus rinata dalle ceneri di calciopoli diventi leader emotivo oltre che tecnico. Non è mai stato un campione predestinato Bonucci, nel Bari di Ventura il talento maggiore veniva attributo a Ranocchia, ma ha sempre lavorato, sul campo e su se stesso.

… ma è l’unica cosa che conta

Ha sostenuto sessioni estenuanti di training con il suo mental coach per sopportare il livello di pressione che a questi livelli si riceve. Ha affrontato la malattia del figlio, uscendone uomo prima ancora che calciatore. Quest’estate, per completare un girotondo che forse nel Milan troverà la sua consacrazione, ha lasciato la Juventus direzione Milano. C’erano Manchester City e Chelsea sulle sue tracce, avrebbe potuto giocare la Champions ed essere allenato da Guardiola: ha scelto di ripartire con il Milan, ancora una squadra da rifondare, ancora una scommessa su se stesso.

L’approccio: male Leo

Leo non ha iniziato benissimo, diciamocelo pure. Pensava di doversi addossare tutto l’onere di far rialzare la testa al Milan e per questo le sue prestazioni mancavano di spessore. Ha sbagliato, tanto e troppo, come quella sera in Europa League contro l’Austria Vienna a San Siro. È stato criticato aspramente da ogni parte, i famosi “equilibri” sono stati spostati a suo sfavore e la maglia numero 19, presa a Kessiè, sembrava un atto di forza non dovuto. C’è stato un momento in cui addirittura la fascia di capitano è stata in dubbio, salvo poi ritrovarla grazie alla legittimazione dello spogliatoio.

Equilibri

Fino a dicembre ha vissuto un’involuzione personale dovuta, tra le altre cose, alle difficoltà che la squadra stava affrontando. La convinzione che il Milan giocasse a tre in difesa, andando contro qualsivoglia logica storica e tattica, per “desiderio” di Leonardo fece il resto nel corso di una prima parte di stagione faticosa. L’arrivo di Gattuso ha poi riportato i famosi equilibri dalla parte del Milan e di Leo: squadra imbattuta nel 2018, coppia difensiva che con Romagnoli non prende goal per quattro partite consecutive e leadership ritrovata.

Ora la Juve

Con il derby da recuperare e la classifica che finalmente racconta di una possibilità, anche se minima, di raggiunger la Champions League, la gara di sabato diventa snodo fondamentale per la stagione rossonera. Bonucci ne è conscio e vivrà l’attesa della partita con una carica doppia: sarà ex per la prima volta nello stadio che lo ha visto diventare uomo, e in quello stadio porterà il suo Milan pieno di sogni e speranze. Il passato tornerà prepotente quando attraverserà il tunnel prima di entrare in campo, questo Leo lo sa bene. Ma presente e futuro dovranno essere più forti dell’assordante rumore dei nemici.

Simone Mannarino

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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