Cocaina liquida nella pancia. Ha rischiato la vita

Cocaina liquida nella pancia. Ha rischiato la vita

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Nella notte tra martedì 20 e mercoledì 21 marzo,  a San Giuliano Milanese un uomo peruviano di 45 anni ha rischiato di morire poiché trasportava cocaina liquida nella sua pancia. In Sud america questo tipo di trafficanti sono chiamati “muli”, perché considerati come l’incrocio tra un asino e un cavallo, utilizzati per trasportare merce. Tale nome è stato loro dato anche perché sono visti come dei pazzi, degli stupidi: infatti, questi individui decidono volontariamente di mettere a repentaglio la loro vita per guadagnare poche migliaia di euro dalla vendita della droga che trasportano in corpo.

Il modo in cui portano con sé le sostanze stupefacenti è sempre lo stesso: racchiudono tali sostanze in ovuli di silicone, e ne ingeriscono una pericolosissima quantità. L’uomo peruviano in questione aveva rischiato di morire proprio perché uno degli ovuli di cocaina che aveva ingoiato era esploso all’interno del suo corpo. E’ stato soccorso dal personale del 118 all’interno di un albergo in via Lombardia n°48. Ed è stato lui stesso intorno alle 3.30 ad avvertire i gestori dell’hotel del suo malore, i quali si sono subito mobilitati chiamando un’ambulanza.

L’uomo è stato poi trasportato all’ospedale di San Donato Milanese in codice giallo per intossicazione da sostanze pericolose. I medici hanno trovato nel suo stomaco 38 ovuli, ciascuno dei quali racchiudeva cocaina liquida per un totale di 1kg e mezzo. E’ stato sottoposto ad un intervento urgente per rimuovere tutti gli ovuli rimasti prima che anche gli altri potessero scoppiare. Ora è ricoverato in terapia intensiva ed è già in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.

Secondo le ricostruzioni del Nucleo Operativo della Compagnia dei carabinieri di San Donato ,guidato da Antonio Ruotolo, il 45enne sarebbe partito da Lima domenica 18 marzo, e dopo aver fatto scalo a Madrid, sarebbe atterrato a Milano lunedì sera, riuscendo ad eludere i controlli aeroportuali. I militari e gli investigatori coordinati dalla Procura di Lodi, continuano le loro indagini per scoprire quali fossero i contatti del corriere qui in Italia.

Elena Capilupi
Studentessa calabrese di Mediazione Linguistica e Culturale della Statale di Milano. Aspirante giornalista e appassionata di arte, cinema e musica. Sempre alla ricerca di nuove esperienze e nuovi modi di vedere il mondo.

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