Sesto San Giovanni. Continuano le dispute riguardo la moschea

Sesto San Giovanni. Continuano le dispute riguardo la moschea

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La costruzione della Moschea in Via Luini a Sesto San Giovanni viene ostacolata ancora una volta, anche dal nuovo sindaco del comune Roberto Di Stefano.
Già nel luglio 2017 il Comune aveva interrotto la costruzione. Tuttavia, il Centro Islamico aveva richiesto la revisione dei programmi a seguito dei ritardi nella bonifica, causati da avverse condizioni meteorologiche e dal ritrovamento di amianto durante gli scavi. La risposta del Comune era stata però che, secondo l’autorizzazione di aprile, i lavori sarebbero dovuti cominciare entro sei mesi, e a ottobre 2016 ciò non era ancora avvenuto. Inoltre, il Comune aveva contestato al Centro Islamico il mancato pagamento di 320 mila euro e, anche per questo, aveva fatto decadere definitivamente la concessione su Via Luini per la costruzione della Moschea. Anche il sindaco ha dunque messo in evidenza l’inammissibilità del fatto che il Centro avesse usufruito di un terreno comunale senza aver pagato nulla all’Amministrazione.

Il Comune di Sesto aveva inoltre fatto notare ai giudici che dal 2015 era entrata in vigore la Legge regionale sui luoghi di culto, che prevedeva che ogni luogo adibito al culto avrebbe dovuto essere compreso nel Piano di Governo del Territorio; ciò eliminerebbe, per ora, la possibilità di una Moschea a Sesto San Giovanni.

La risposta del Tar

Il Tar ha quindi messo in evidenza che secondo una Convenzione del 2013, e quindi precedente all’entrata in vigore della Legge regionale, la richiesta del Centro Islamico, era stata considerata “Meritevole di accoglimento e di soddisfacimento, a seguito delle esigenze manifestate da tempo dai numerosi residenti islamici all’interno del comune milanese. La Corte Costituzionale ha inoltre esaminato la Legge regionale, mettendo in luce che la libertà religiosa non può essere messa in discussione da una semplice legge.

Riguardo la contestazione dell’inizio dei lavori entro sei mesi

Il Comune si era inoltre espresso riguardo l’inizio dei sei mesi per l’avvio dei lavori della Moschea. Il Municipio di Sesto San Giovanni li avrebbe conteggiati da aprile 2016, contestando quindi che a ottobre di quell’anno non erano ancora stati avviati. Tuttavia, il Tar sostiene che il documento da prendere in considerazione è invece quello di ottobre 2017, ovvero la certificazione che garantiva l’esecuzione della bonifica sul terreno di costruzione, poiché, ovviamente, prima dell’attuazione di tale bonifica, i lavori non avrebbero potuto essere avviati. Proprio per questo, i sei mesi si dovrebbero concludere alla fine di aprile 2018.

Riguardo la questione dei debiti

Riguardo ai debiti, i giudici hanno invece dato ragione al Comune, secondo cui i 320 mila euro avrebbero dovuto essere pagati entro il 30 aprile 2017. Il Tar non considera questo inadempimento tanto grave da causare l’estinzione del diritto di superficie.

Le prossime mosse

Nelle prossime settimane si conoscerà la risposta del Comune di Sesto San Giovanni: infatti la battaglia legale sulla moschea continua.

Elena Capilupi
Studentessa calabrese di Mediazione Linguistica e Culturale della Statale di Milano. Aspirante giornalista e appassionata di arte, cinema e musica. Sempre alla ricerca di nuove esperienze e nuovi modi di vedere il mondo.

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