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Gap di esperienza e tracollo europeo: il Milan di coppa impatta con un Arsenal superiore

img_3387-324x235 Gap di esperienza e tracollo europeo: il Milan di coppa impatta con un Arsenal superiore Calcio Prima Pagina Sport   Milano-È dura e giusta la prima sconfitta del 2018 per il Milan. Ottenuta contro un’Arsenal superiore a livello tecnico e tattico, la sconfitta di San Siro brucia ed evidenzia il più grande deficit presente in casa rossonera: l’esperienza internazionale.

Milan – Arsenal: 0-2
(Mkhitaryan 15’, Ramsey 45’ +4)

Una sconfitta per crescere

Gattuso in conferenza post partita ha dichiarato che sconfitte del genere servono, che a ventitré anni certi errori di misura possono capitare e che per salire di livello vanno affrontate questo tipo di partite. Tutto vero e riscontrabile nel corso di una gara che, fin dall’inizio, ha mostrato l’abissale differenza a livello qualitativo. L’Arsenal, seppure in crisi, è scesa in campo da grande squadra, con una consapevolezza nei propri mezzi che il Milan sta ancora acquisendo.

Giochi fatti nel primo tempo

Proprio per questo, finita l’ondata emotiva che ha portato il Milan a sfiorare il goal nei primi dieci minuti, gli errori di misura di Calabria e Biglia hanno portato al goal di Mkhitaryan.
Palla persa da Calabria sulla destra che finisce tra i piedi di Ozil, Mkhitaryan riceve e punisce Donnarumma grazie alla sfortunata deviazione di Bonucci. Il goal del vantaggio dei Gunners è l’affermazione del differente livello di attenzione e di abitudine che le due squadre hanno nel giocare a questi livelli. Sono anni che Wenger porta la sua squadra in Champions League, mentre il Milan è alla prima partecipazione europea dopo la rifondazione: ci vorrà tempo e legnate di questo tipo per crescere.

Ramsey chiude i giochi

Minuto 49’ del primo tempo: ennesima palla persa dal Milan che, guarda caso, finisce tra i piedi di Ozil. Assist che mette in imbarazzo l’impenetrabile difesa rossonera e palla a Ramsey che segna mettendo a sedere un Donnarumma incolpevole. È 0-2 Arsenal e il vantaggio è legittimato dalla traversa di Mkhitaryan e dalla paratona del numero 99 rossonero su Welbeck, lanciato a rete dal solito Ozil.

Provarci senza riuscirci

Nel secondo tempo, i tentativi del Milan sembrano poco convinti e sopratutto imprecisi. Bonaventura spreca, Suso non incide e, nonostante Andrè Sílva e Kalinic in campo, le conclusioni reali verso la porta sono solamente due in tutta la gara. Atteggiamento migliore, questo è certo, ma gli errori di misura che citerà Gattuso nel post partita, diventano importanti numericamente nel corso della gara e senza riuscire a ripartire fare male all’Arsenal diventa impossibile.

Cosa c’è di buono

C’è qualcosa di buono da questa sonora sconfitta? Forse qualcosa si. Gattuso sa già dove intervenire, questo sì è reso evidente nel corso delle dichiarazioni eseguite a caldo, e capitan Bonucci si aggiungerà a lui nello spronare la squadra a migliorare. Di buono c’è il solito atteggiamento di Cutrone, l’impatto di Andrè Sílva e la leadership di Bonucci. Da rivedere la gara di Rodriguez, sotto tono da troppe partite, l’incidenza di Bonaventura nelle gare che contano e il ritmo gara che ha penalizzato Suso e Calhangolu. Bisognerà ripartire già da domenica, quando un Genoa fisicamente in palla, aspetterà il Milan a Marassi.

Andata senza ritorno

Menzione d’onore al San Siro di ieri sera. Più di settanta mila persone in un turbinio di emozioni rossonere che al minuto di silenzio in memoria di Davide Astori hanno dato il meglio di loro stesse. Silenzio totale rotto da un “ciao Davide” lanciato dalla curva con scroscio di applausi relativo e commozione generale nel ricordare un grande uomo prima che grande calciatore.

Pagelle

Bonucci: 6
Il migliore per distacco dei suoi, presente in ogni chiusura regala uno stop d’altri tempi per fermare la ripartenza di Welbeck. Ultimo ad arrendersi.

Rodriguez: 4,5
Delusione per l’esperienza internazionale che dovrebbe possedere. Nella sfida Svizzera con Xakha sparisce dal campo e difficilmente azzecca un cross. Gli errori di misura sono meno di Calabria, ma da lui ci si aspetta molto di più.

Suso&Calhangolu: 5
Da loro, in questo tipo di partite, è logico aspettarsi quella cosa che cambia il corso degli eventi. Impantanati nel basso ritmo rossonero, non incidono e finiscono per incupirsi.

All. Gattuso: 6
Fa quello che può ma si trova davanti una squadra abituata a ben altri ritmi. Wenger ne aveva parlato come un grandissimo in grado di risollevare il Milan, ora dovrà dedicarsi a creare una mentalità vincente in un gruppo di ragazzi giovani.

Simone Mannarino

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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