Storie di droga per le vie di Milano. Quando un arresto può...

Storie di droga per le vie di Milano. Quando un arresto può forse salvare una vita

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foto1-324x264 - Storie di droga per le vie di Milano. Quando un arresto può forse salvare una vita  - Milano Prima Pagina
Hashish in ovuli

Una storia di droga emblematica sulla fine che fanno gli irregolari a Milano. Il 10 gennaio alle 14.30, in viale Zamagna, il nucleo operativo della stazione dei carabinieri della stazione di corso Magenta ha sorpreso in flagrante un diciottenne egiziano irregolare, senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora,  Agour Moustafa, mentre cedeva 11 grammi di hashish ad un minorenne italiano, uno studente di circa 17 anni. Dopo la perquisizione, all’egiziano hanno sequestrato 30 euro e quindi lo hanno portato a San Vittore. Piccolo spaccio, ci siamo abituati tanto spesso capita. Ingiusto tanto quanto frequente. Ma che avvenga fra due ragazzini, il più grande dei quali è un clandestino che fino a pochi mesi fa avrebbe dovuto avere un tutore legale italiano è terribile. Questa è la fine che fanno i minorenni irregolari e senza documenti, o con documenti irregolari, che arrivano nel nostro paese. Passano dal barcone alle mani della mafia, finiscono in strada a spacciare droga, e poi per loro si aprono le porte del carcere.

Finire in carcere è una fortuna

Prima finiscono in carcere, più sono fortunati. Il carcere, per quanto scomodo, da loro un tetto, dei pasti e la possibilità di non diventare delinquenti per un po’ di tempo. È il destino che l’accoglienza indiscriminata prepara a questi giovani africani. Una vita sporca e con prospettive ben peggiori di quella che avrebbero fatto al loro paese. Se vi tornassero potrebbero ancora fare qualcosa di buono. Qui, invece, non possono fare altro che gli spacciatori, la manovalanza per i narcotrafficanti e con la sola prospettiva di diventare narcotrafficante a loro volta. Spesso non vogliono fare altro. Il giovane italiano, ancora minorenne, ha avuto anche lui la sua parte di guai. E’ stato segnalato come assuntore. Un avviso che, speriamo, basti a fargli cambiare abitudini e a salvargli il futuro.

 

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente, sul giornalino della parrocchia, l'Urlo. Tra il 1977 e il 1982 circa ho lavorato in una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Da 17 anni sono uno degli speaker radiofonici della più bella delle radio milanesi, RPL. Ho collaborato con quotidiani e settimanali, occupandomi di tutto, dalla cronaca allo sport. Come Web Content Specialist seguo blog e testate giornalistiche online. Ora mi occupo della redazione di Zoom Milano.

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